Articoli | 03 Agosto 2018 | Autore: Tommaso Caravani

RicambistiDay 2019: l’informazione protagonista

È stata fissata il 21 marzo la data dell’edizione 2019 del RicambistiDay, che si terrà ancora al Centro Congressi VeronaFiere. Tante novità accumunate da un unico filo conduttore: una panoramica completa del mercato dedicata alla figura professionale del ricambista, per dare strumenti di orientamento in un momento di così rapida evoluzione.

La concentrazione che continua a caratterizzare il settore della distribuzione ricambi, un cliente finale sempre più “azienda” e sempre meno privato, la progressiva unione del mondo della carrozzeria con quello della meccatronica e ancora: il ricambio originale, le auto di nuova generazione, il futuro delle motorizzazioni Diesel.

Sono questi alcuni dei temi che saranno trattati nella prossima edizione del RicambistiDay che si terrà a Verona presso il Centro Congressi VeronaFiere il 21 marzo 2019.
Ma vediamo in dettaglio quali sono i cambiamenti in atto.
 

Canalizzazione: una parola… tante conseguenze

Il mondo della distribuzione ricambi deve fare i conti con un cambiamento epocale. I grandi gruppi internazionali sono oramai una realtà in Italia e le loro mosse sul mercato modificano in maniera concreta il lavoro del ricambista tra acquisizioni, gestioni condivise e formule di associazioni. Il RicambistiDay, dunque, è il momento per fare il punto sulla situazione per capire cosa sta succedendo.

Ma perché l’interesse della distribuzione è sempre più quello di centralizzare? Proveremo a rispondere a questa e ad altre domande partendo da un dato incontrovertibile. Nel 2017 le vendite di auto nuove hanno recuperato volume tornando a livelli quasi pre-crisi, sfiorando i due milioni di immatricolazioni. Ma la vera novità in questo contesto è data dalla quota di auto nuove vendute alle flotte di noleggio, che rappresenta circa il 20%. Se si considerano anche i veicoli immatricolati dalle società (che però comprendono anche le auto immatricolate dai concessionari) e quelle delle società di leasing, il dato rende meglio il cambiamento del mercato: il 43% delle vetture vendute sono andate in mano a una società e non a privati.

Una trasformazione che impone una riflessione, perché le auto gestite dalle società hanno un tasso di interventi di manutenzione, ordinaria e straordinaria, molto maggiore rispetto a quelle vendute ai privati. Quindi questi veicoli hanno un’incidenza maggiore sul mercato della riparazione, nonostante rappresentino una piccola percentuale sul circolante (ad oggi 854.000 veicoli pari circa al 2,5% del circolante tra breve termine, lungo termine e car sharing).
 

Cambiano le auto e cambiano i prodotti

L’altra conseguenza che la progressiva trasformazione del cliente finale porta con sé, è che le auto gestite dai noleggi sono più nuove rispetto al circolante, con un età media che spazia dai nove mesi del noleggio a breve termine ai circa quattro anni massimo del noleggio a lungo termine.

Una soglia temporale che coinvolgerà anche i produttori di ricambi, generalmente chiamati in causa dal terzo anno di vita del mezzo, che inevitabilmente dovranno fare i conti con un tempo di immissione sul mercato più breve. La conseguenza diretta è che i ricambi marchiati casa auto hanno un ruolo determinante per garantire l’assistenza di questi veicoli e che, probabilmente, la distribuzione dovrà far fronte a questa richiesta.
 

Da one stop shop a one supplier

Ma le società che gestiscono grandi flotte di mezzi (comprese le società che ne hanno una propria) hanno anche un’altra esigenza: avere interlocutori centralizzati per tutti i processi riparativi e per la parte amministrativa. Perché il futuro sembra tracciato nella direzione di interventi gestiti “a corpo”, con trattative centralizzate e un unico soggetto per la fatturazione e la gestione della rete.

Una competizione tra fornitori, che dovranno essere strutturati e in grado di offrire tutti i servizi: dalla carrozzeria alla meccanica fino alle gomme. Una competizione che vedrà partecipare anche i grandi network di ricambi originali e i network nati dal basso. Benché poco diffuse in Italia, è ovvio aspettarsi che le catene di fast fit, e da poco anche quelle di carrozzeria, vogliano la propria fetta di questo importante mercato.
 

Carrozzeria: un settore in evoluzione

E proprio la carrozzeria avrà un suo ruolo specifico per i grandi cambiamenti che stanno attraversando questo settore. Per anni, infatti, la carrozzeria artigiana si è sviluppata crescendo imprenditorialmente e amministrativamente per far fronte alle esigenze di un cliente assicurativo.

Oggi per la prima volta è chiamata a una evoluzione tecnologica importante: l’elettronica e i nuovi materiali richiedono un ruolo differente di questi operatori nella filiera. Il calo dei sinistri (costante negli anni e destinato a proseguire) ha fatto sì che oggi molte strutture di carrozzeria siano sovradimensionate e l’aumento dell’elettronica a bordo sta comportando un ripensamento del business.

 se è oramai quasi scontato che tutti carrozzieri gestiscano l’assistenza alla ruota, il prossimo passo sarà la meccanica. Senza contare che avremo nuovi attori anche in questo comparto: realtà come Car Clinic (ospite lo scorso anno al RicambistiDay) e Carglass® non resteranno da sole e canalizzeranno l’acquisto ricambi su chi sarà in grado di garantire un assortimento originale e aftermarket, integrato con un servizio di alto livello e, ancora una volta, fatturazione centralizzata.
 

Truck: non ci tiriamo indietro

Lo scorso anno al RicambistiDay è stata la prima volta del mondo carrozzeria. Un evento nell’evento apprezzato per i contenuti mirati ai ricambisti su un mondo spesso considerato a margine delle forniture. Quest’anno rilanciamo inaugurando una sezione truck, con incontri dedicati e un format innovativo.

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