News | 15 Ottobre 2018 | Autore: redazione

​Componentistica 2017: 46,5 miliardi di euro, +6,9%

2.190 imprese, un fatturato di 46,5 miliardi di euro e 156.000 addetti. Sono questi i numeri che dimostrano la forza della componentistica in Italia. Vediamo più in dettaglio gli ultimi dati presentati in occasione dell’edizione 2018 dell’Osservatorio sulla componentistica automotive italiana pubblicato da ANFIA.
 

Nel 2016 erano 40 miliardi di euro, nel 2017, invece, la componentistica automotive ha generato un fatturato di 46,5 miliardi di euro (+6,9% sul 2016). In prima linea sempre il Piemonte, che produce da solo il 40% del fatturato nazionale automotive, con 762 imprese (il 35% del totale italiano) e 58.570 addetti ha fatturato 18,4 miliardi di euro (+6,5%).

In particolare, sostiene Giuseppe Barile, presidente del gruppo componenti ANFIA, “l’export del comparto ha visto un ottimo 2017 – superando i 21 miliardi di euro (+6%), con un saldo della bilancia commerciale di 5,7 miliardi (+6%) – e anche nel primo semestre 2018 è in accelerazione (+7,8%), con un saldo della bilancia positivo per 3,8 miliardi (+27%), in linea con ordinativi esteri in crescita (+5,6% a gennaio-luglio 2018).”

Questi sono solo alcuni dei dati presentati durante l’ultima edizione dell’Osservatorio sulla componentistica italiana, indagine realizzata dalla Camera di Commercio di Torino, dall’ANFIA e dal Center for Automotive and Mobility Innovation (CAMI) del Dipartimento di Management dell’Università Ca’ Foscari di Venezia.
Ma prima di conoscere qualche dettaglio in più, segnaliamo che quest’anno l’indagine si è basata su 467 questionari e sull’analisi di 2.190 bilanci.
 

Il contesto internazionale 2017-2018

Nel 2017 la domanda mondiale di autoveicoli ha totalizzato circa 97 milioni di unità, con un rialzo del 3% rispetto al 2016. Nel 1° semestre 2018, con 48,8 milioni di nuove registrazioni, l’aumento tendenziale si attesta al 3,3%. Sul fronte europeo, la domanda di autoveicoli nel 2017 ha registrato un aumento delle nuove immatricolazioni (+3,3%), avvicinandosi ai livelli pre-crisi. Nel 1° semestre 2018, la domanda in UE è ancora cresciuta del 3%, con quasi 9,8 milioni di nuovi autoveicoli.

La domanda è tuttavia molto condizionata dalle incertezze che riguardano la circolazione delle auto a gasolio e dall’evoluzione delle normative sia a livello locale sia a livello europeo. In Italia la domanda di autoveicoli è cresciuta nel 2017 del 6,8%, ma rallenta nel 1° semestre 2018 dell’1%. La produzione mondiale di autoveicoli, sostenuta dall’andamento positivo della domanda, nel 2017 ha totalizzato 97,8 milioni di unità con una crescita del 2,3% rispetto al 2016.

L’incremento produttivo mondiale è stato di circa 2,2 milioni di autoveicoli, dovuto, in particolare, agli aumenti in Cina, Brasile, Giappone, Messico, India, Iran e Russia. La produzione in Europa ha totalizzato nel 2017 19,2 milioni di autoveicoli (+0,5% e una quota del 20% sul totale mondiale). In Italia, la produzione di autoveicoli è cresciuta nel 2017 del 3,5%, mentre a gennaio-giugno 2018 registra una contrazione del 2,8%. La produzione industriale del settore automotive nel suo complesso (incluso la produzione di carrozzerie e componenti), dopo gli incrementi del 3% nel 2016 e del 4,3% nel 2017, registra un andamento piuttosto altalenante nei mesi del 2018, che portano il consuntivo di gennaioagosto a -0,1%, soprattutto per i cali registrati nei mesi di luglio (-5,9%) e di agosto (-5,5%).
 

L’Osservatorio: edizione 2018

Come già nella precedente edizione, anche quest’anno l’Osservatorio, basato su 467 questionari e sull’analisi di 2.190 bilanci, ha incluso nell’indagine, oltre ai tradizionali attori e alle imprese dei ricambi, nuovi settori ad elevata innovazione, come quelli dell’infomobilità e del motorsport, le cui soluzioni trovano sempre più spazio anche nelle auto di serie. Il bacino di riferimento è stato quindi incrementato rispetto alle edizioni passate soprattutto grazie all’individuazione di nuove realtà produttive, in prevalenza subfornitori, coinvolti però in maniera più marginale nelle lavorazioni del settore automotive. Le imprese della componentistica si possono quindi dividere nelle seguenti categorie:
- gli integratori di sistemi e i fornitori di moduli, ai vertici della catena di fornitura, con stabilimenti collocati in prossimità del costruttore
- gli specialisti “puri”, produttori di parti e componenti con un contenuto di innovazione tale da costituire un vantaggio competitivo, tra cui rientrano anche gli specialisti in telematica che si occupano di applicazioni legate all’infomobilità
- gli specialisti in motorsport che, partendo dalla preparazione di autovetture per le competizioni sportive, progettano e realizzano componenti o forniscono soluzioni adottate anche per le produzioni di serie
- gli specialisti in aftermarket, che realizzano parti e componenti che vendono direttamente sul mercato tramite una rete distributiva o consorzi di ricambisti. Possono avere rapporti di fornitura con le Case automobilistiche, ma esistono anche divisioni aftermarket delle stesse case produttrici
- i subfornitori, che producono parti e componenti standardizzati, secondo specifiche fornite dai clienti e facilmente replicabili dai competitor
- i subfornitori specializzati nelle lavorazioni, che realizzano lavorazioni meccaniche quali tornitura, fresatura, laminatura a caldo e a freddo, stampaggio a caldo o a freddo, o trattamenti (galvanici, termici, verniciatura ecc.)
- le attività di engineering e design (E&D), protagonisti nell’ideazione e nella progettazione di una vettura. In questo settore il Piemonte continua a mantenere un’elevata 3 specializzazione: le imprese di questa categoria della fornitura rappresentano il 10,9% del totale a fronte del 6,7% registrato a livello nazionale.
 

Componentistica 2017: facts & figures

Nel 2017, l’universo complessivo delle imprese in Italia conta 2.190 unità, con un fatturato generato dal mercato automotive di 46,5 miliardi di euro, in crescita del 6,9%; gli addetti sono 156.463 (+1,3% rispetto al 2016).

L’incremento è stato trasversale a tutti i mestieri della filiera, ma più marcato tra i subfornitori (+10,2%), in particolare quelli delle lavorazioni (+10,9%), dove si è registrata una performance particolarmente brillante. Positive anche le variazioni rilevate per gli specialisti del motorsport (+8,7%) e per i fornitori di moduli e sistemi (+7,9%).
Per quanto concerne i dati occupazionali, l’incremento è stato generalmente più contenuto: gli addetti sono aumentati del +1,3% rispetto all’anno precedente. Gli specialisti del motorsport (+5,0%) e le attività delle lavorazioni (+3,9%) si confermano i mestieri più dinamici sul fronte occupazionale, mentre gli specialisti dell’aftermarket e i sistemisti e modulisti vedono la loro forza lavoro sostanzialmente stabile.
 

Piemonte in pole

In Piemonte si contano 762 imprese, il 35% del totale italiano, un universo che, con quasi 18,4 miliardi (+6,5%), produce da solo il 40% del fatturato nazionale automotive. Il Piemonte la crescita ha riguardato, a velocità diverse, tutti i diversi segmenti della filiera: analogamente a quanto accaduto a livello italiano, subfornitori, sistemisti e modulisti e subfornitori delle lavorazioni hanno trainato la performance economica, mentre per specialisti, E&D e specialisti dell’aftermarket si tratta di una variazione più contenuta, seppur positiva.
 

Dinamiche del fatturato e previsioni

Dai risultati dell’indagine sul campo emerge che due fornitori su tre hanno ottenuto nel 2017 un fatturato in aumento, mentre diminuiscono le imprese che lamentano una contrazione (25% rispetto al 35%). Il saldo tra dichiarazioni di aumento e di riduzione del fatturato ha raggiunto pertanto la soglia del +42% (era +31% nel 2016).

La crescita ha interessato quasi tutti i segmenti della filiera, anche quelli che in passato avevano meno beneficiato della ripresa del comparto, in primis i subfornitori, e non solo le medie e grandi imprese, ma anche a numerose realtà meno strutturate. Fanno eccezione, per il terzo anno consecutivo, le attività di Engineering e Design che risultano la categoria più debole della filiera, caratterizzata da una marcata polarizzazione: a un gruppo di imprese particolarmente dinamico nella crescita, si contrappongono attività che riducono il fatturato di oltre 10 punti percentuale. Le prospettive future, nelle opinioni degli intervistati, sono favorevoli per l’84% (erano l’87%), con un rafforzamento tuttavia della quota delle imprese molto ottimiste (8%). In Piemonte il saldo tra dichiarazioni di aumento e diminuzione del fatturato è più contenuto rispetto a quello italiano (+33%), ma comunque in crescita (era +31% nel 2016). Più contenuta la percentuale di fornitori piemontesi ottimisti (78%; era l’80% nel 2016).
 
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Tags: mercato componenti anfia

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