News | 23 Maggio 2016 | Autore: Redazione

Inizia l’era dell’auto connessa, chi accede ai dati sensibili?

La gestione dei dati dell'auto del futuro preoccupa in particolare i concessionari. La loro richiesta: avere uguale accesso ai dati sensibili dei veicoli.
 

 “I concessionari devono avere uguale accesso ai dati dei veicoli”, ha dichiarato Antje Woltermann presidente di ECD e vicepresidente CECRA. Un problema sollevato da CECRA, il consiglio europeo del commercio e della riparazione automobilistica che riunisce associazioni professionali nazionali a tutela degli interessi del settore automobilistico e degli autoriparatori insieme a ECD, la divisione di CECRA che tutela gli interessi dei dealer a livello europeo. Una questione che coinvolge tutti gli operatori del settore post-vendita che devono imparare a gestire il cliente di un’auto sempre più connessa.

In un mondo sempre più digitale, tecnologico e dove l’auto connessa sembra farsi sempre più spazio, la gestione dei dati dell’auto del futuro preoccupa i concessionari. Non si parla solo di dati “anagrafici” del veicolo, ma soprattutto di dati sensibili, che caratterizzano il ciclo di vita dell’auto, oltre alle informazioni tecniche alle quali richiedono accesso anche gli autoriparatori indipendenti.
I concessionari, come si legge in una nota CECRA, necessitano in particolare dell’accesso ai dati sensibili dei veicoli. In un prossimo futuro, dove il ruolo dei car dealers è ancora poco chiaro, la chiave del successo sarà senz'altro il rapporto diretto con il cliente.

Sempre dal comunicato CECRA si legge: “per soddisfare le esigenze dei loro costruttori, i concessionari stanno investendo centinaia di milioni di euro per aggiornarsi; il livello di fedeltà alla casa auto rimane elevato, anche se l'erosione dei profitti porta a un cambiamento nelle dinamiche di mercato". Infatti, gli OEM affermano che il loro ruolo sta cambiando e si stanno trasformando da produttori di auto a fornitori di servizi di mobilità. Essi stanno infatti sperimentando l'implementazione di nuovi servizi di mobilità utilizzando i loro prodotti, ad esempio in collaborazione con società di car sharing o con Amazon per una consegna diretta al veicolo del compratore.

Antje Woltermann inoltre dichiara che: “le concessionarie devono avere accesso ai dati generati dal veicolo connesso. Solo le informazioni relative al cliente (la "moneta" del mondo digitale) daranno ai concessionari l'opportunità di sviluppare un modello di business sostenibile, mentre le esposizioni sono sempre meno importanti per la vendita dell'auto".
I modelli di business sostenibili passano da una connessione intelligente dei dati personali del cliente che vengono generati durante l'utilizzo del veicolo, ad esempio le modalità di utilizzo, il comportamento di guida, i servizi richiesti. Sulla base di queste informazioni è possibile quindi sviluppare un servizio personalizzato sulle necessità del cliente, e le concessionarie diventare fornitori di servizi alla mobilità.
In particolare, per quanto riguarda i dati generati dall'auto connessa, gli OEM chiedono il controllo unilaterale delle informazioni; chi primo riesce ad accedervi avrà un vantaggio competitivo sugli altri. Ecco perché è necessario garantire che non solo le case auto, ma anche gli altri player (e fra questi i concessionari) abbiano uguale accesso ai dati del veicolo. Ovviamente la proprietà dei dati rimane del cliente che può decidere cosa farne.

Va da sé quindi che i concessionari richiedono l'intervento della commissione europea per istituire un quadro giuridico per l’accesso ai dati dei veicoli. Molti argomenti, come la protezione dei dati e della privacy, dovrebbero essere esaminati dalla commissione. Ma i dealers richiedono soprattutto una concorrenza leale per coloro che hanno bisogno di accedere ai dati dei veicoli, al fine di essere in grado di usarli per offrire le migliori soluzioni di mobilità per il consumatore finale.

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Tags: auto connessa CECRA

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