Opinioni | 10 Ottobre 2018 | Autore: David Giardino

Mancò la fortuna o il valore?
Sono ormai venti anni che lavoro nel settore della distribuzione indipendente di ricambi e posso dire di aver visto abbastanza, non certo tutto, ma sicuramente un buon pezzo della storia di questo settore. Ad aprile 2001 abbiamo pubblicato un articolo dal titolo “Distribuzione di qualità in Aftermarket come alternativa dei circuiti ufficiali”. Questo articolo, ancora presente nel sito di Notiziario Motoristico a firma di Marco Krivacek, descrive e intervista i protagonisti di allora, prospettando le logiche di crescita della riparazione indipendente ma organizzata all’interno di un network comune.

Era il tempo dei Cecauto-APS, In.Co.Fin, AD Italia – Gruppo Tuttemarche, Rhiag, Bertolotti. Interessante rileggere le risposte dei protagonisti di allora e la loro eredità. I network di distribuzione indipendente in Italia non sono partiti tardi rispetto a quelli esteri; alcuni di essi hanno anche avuto dei momenti di grande notorietà, ma allora perché poi sotto il peso del tempo molti di essi si sono sgretolati?

Se l’esempio internazionale è quello a cui si ispiravano e si diceva che i colleghi internazionali prendevano addirittura spunto dalle ”Best practice” italiane, cosa è poi mancato agli imprenditori e ai manager del Belpaese per costruire e rafforzare nel tempo anziché dilapidare? Non voglio e non penso che la responsabilità possa ricadere sulle singole persone, su di un solo episodio, sulla fortuna che non ha aiutato, poiché, viceversa, a parità di condizioni sono numerosi i network internazionali che nello stesso periodo nascevano e che oggi concentrano miliardi di fatturato e organizzano convegni con più di 3.000 persone... Se la corsa alla vendita al migliore offerente sembra la migliore occasione delle imprese italiane della distribuzione, con il crescente timore dell’impatto sulla concorrenza nel mercato dei “big” della distribuzione internazionale, sarà interessante monitorare, successivamente a questi consolidamenti, se riusciranno a organizzare il mercato sottostante con maggiore successo dei colleghi italiani che li hanno preceduti.

La necessità di un rafforzamento della capacità tecnica e di investimenti da parte dei riparatori, dettata da un circolante destinato a diventare sempre più complesso, da una clientela professionale e canalizzata in aumento e dai tempi di fermo macchina sempre minori, sarà improrogabile. Le nuove condizioni di mercato premieranno le organizzazioni che riusciranno, con elementi concreti e non solo parole, ad aiutare i propri clienti ad adattarsi a questi forti cambiamenti.

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