Opinioni | 12 Giugno 2019 | Autore: David Giardino

La paura affonda il prezzo e le prospettive
Sono ancora freschi i ricordi e le sensazioni raccolti durante l’ultima edizione di Autopromotec di Bologna. Sicuramente un evento che raccoglie l’ottimo lavoro degli organizzatori, che hanno saputo far crescere di anno in anno l’attenzione dei visitatori nazionali e internazionali nei vari comparti di interesse.

Il settore della produzione e della riparazione sta attraversando, come è noto a tutti, una trasformazione profonda (basta saper decodificare la non casuale offerta di FCA a Renault e Nissan) e i segnali di un cambiamento dei consumi cominciano a essere più evidenti.
L’incertezza economica, la maggiore efficienza dei treni ad alta velocità, il car sharing nei centri urbani, il blocco del traffico sino agli euro 4 e 5 diesel dell’inverno, non ultima una stagione estiva che stenta a partire, sono tutti fattori che hanno determinato un rallentamento dei consumi di interventi di riparazione e di manutenzione.

Le conseguenze ovvie quando scendono i volumi sono sotto gli occhi di tutti e la marginalità compressa mette in affanno tutta la filiera, in modo più evidente i soggetti minori. È il momento di trovare formule aggregative che creino valore; senza, non ci saranno prospettive.

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