Opinioni | 09 Marzo 2018 | Autore: David Giardino

Tutto bene, ma non benissimo
Fare bene a volte non basta. Fare bene nel settore della distribuzione indipendente di ricambi, poi, è un valore assolutamente impalpabile, che ha dei riferimenti fluidi; non basta il fatturato che aumenta a tranquillizzare gli operatori del settore o i clienti che pagano puntualmente: a tranquillizzare è soprattutto la prospettiva della propria azienda rispetto alla traiettoria del mercato.

Che il mercato della distribuzione indipendente stia cambiando è evidente; in Europa si stanno concretizzando concentrazioni davvero impensabili solo sino a poco tempo fa. I protagonisti del cambiamento sono nomi noti come AD France e nomi nuovi (ma ormai non troppo) come LKQ e GPC, questi ultimi giganti della distribuzione ricambi nel Nord America. La presenza di operatori sempre più grandi e la rivoluzione tecnologica dei veicoli (ormai quasi tutto il nuovo immatricolato è dotato dei sistemi di sicurezza attiva ADAS) creano la necessità di una collaborazione sempre più stringente fra gli operatori della distribuzione e della riparazione. Anche i costruttori auto vogliono prendere parte a questa partita, soprattutto considerando che legittimamente detengono le informazioni per la riparazione e la manutenzione in efficienza. Questo è vero sia per le motorizzazioni rispetto alle omologazioni, sia per quanto riguarda i sistemi di sicurezza che necessitano di attrezzature e calibrazioni specifiche per rimanere efficienti.

PSA ha sicuramente interpretato in maniera più decisa il proprio ruolo. Dalla sostituzione dei cristalli ai bracci sterzo, dagli ammortizzatori fino alla manutenzione ordinaria di un veicolo: nulla sfuggirà alle centraline elettroniche di controllo, che dialogando in remoto con i costruttori, potranno segnalare anomalie nelle procedure standard richieste. L’elettronica, la meccanica, la carrozzeria e i pneumatici saranno attività destinate a raggrupparsi in un unico riparatore, che verrà servito da un unico distributore, che a sua volta si rivolgerà a chi sarà in grado di rispondere a questa esigenza.

Il modello distributivo però sarà diverso e si adatterà ai tempi differenti di riparazione; avere un magazzino periferico strutturato non sarà così importante quanto la capacità di rispondere in tempi brevi a qualsiasi richiesta, spaziando fra ricambi OE e AM, senza distinzione di servizio. Questi i temi che verranno affrontati anche al prossimo Ricambisti Day (Verona, 22 marzo 2018): una giornata dedicata proprio alla analisi e alle risposte al cambiamento.

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