Opinioni | 12 Aprile 2018 | Autore: David Giardino

Ad aprile apre la caccia... ai ricambisti
L’interesse del mercato riscontrato durante l’ultima edizione del RicambistiDay (potreste avere maggiori dettagli nell’articolo pubblicato sul numero di aprile) si può leggere in molti modi, sicuramente per la qualità dei contenuti che hanno permesso all’evento di crescere di anno in anno, sia per il momento di trasformazione che il mercato della distribuzione ricambi sta vivendo.

Tutte le aziende coinvolte nella logistica dei beni di consumo sono state investite da trasformazioni radicali dovute a un cambiamento di modello imposto da operatori logistici sempre più grandi e dall’e-commerce, che ha permesso la trasformazione del mercato dagli acquisti nei luoghi fisici a quelli virtuali. Operatori come Amazon, eBay, Ali Baba e altri crescono a doppie cifre di anno in anno. L’ingresso in Europa di operatori d’Oltreoceano, con modelli distributivi diretti e un pragmatismo tipico di quei paesi, fa capire che non ci sarà ancora troppo tempo a disposizione per razionalizzare la filiera distributiva laddove è troppo costosa o poco efficiente. Così, nel bene e nel male, al RicambistiDay di quest’anno è stato sdoganato il modello “misto”, dove i grandi operatori potrebbero sia possedere dei negozi fisici diretti, sia avvicinarsi a loro con proposte più o meno vincolanti (hard o soft franchising).

La fortuna dei ricambisti è la loro posizione prossima al riparatore; questo dato di fatto li mette sicuramente in una posizione di forza e soprattutto di interesse da parte dei grandi gruppi; d’altra parte, se non ci fosse del valore nessuno avrebbe interesse all’acquisto. Strutturare all’interno di un grande operatore un ricambista non è comunque una operazione facile da gestire da parte di aziende che sono società per azioni e molte di queste sono anche quotate in borsa o collegate a fondi di investimento. Si aggiungano poi gli aspetti legati al forte individualismo dei singoli operatori, che comunque frenano gli entusiasmi, così come quelli connessi ad aziende che vanno bene (quelle che non funzionano non interessano...), che però vengono valutate su dati oggettivi di bilancio, laddove non tutti gli aspetti possono essere pesati in maniera oggettiva.

La trasformazione dei veicoli di nuova generazione sta creando un circolante connesso, seppur a piccoli passi. La tecnologia contenuta in questi mezzi che dialogano con il mondo esterno lasceranno tracce indelebili di riparazioni, manutenzioni e percorrenza (e tanto altro ancora); obbligheranno gli operatori della riparazione a certificarsi, registrarsi e dialogare in remoto per ogni tipologia di riparazione per la quale verranno chiamati a operare. Un Grande Fratello potrà monitorare queste tracce e attivarsi in caso di evidenti anomalie riscontrate sugli operatori in ragione delle operazioni effettuate e del fatturato sviluppato. Il mercato verrà necessariamente portato a un comportamento più trasparente, obbligando di fatto tutta la filiera a dei comportamenti più trasparenti. Il mercato è destinato a cambiare, gli operatori che ne fanno parte dovranno seguirne il percorso.

Photogallery