Articoli | 01 May 2011 | Autore: Tommaso Caravani

Bardahl: protezione per il motore e... per l’aftermarket

Additivi e lubrificanti con formulazioni capaci di prolungare la vita di motori e componenti meccanici, ma Bardahl è anche un marchio storico della lubrificazione che
ha sempre avuto una vocazione: l’aftermarket professionale.

In Italia si è iniziato a parlare di additivi solo nel 2000, quando sono arrivate sul mercato le prime “catalitiche” e la benzina verde non andava più bene nei motori che ne erano sprovvisti. Insomma, l'additivo come soluzione a problemi contingenti, non come strumento per garantire un miglior funzionamento del motore. Una visione che è attuale ancora oggi, perché, da che mondo è mondo, in Italia l'additivo serve, al massimo, a far passare la revisione a un vecchio catorcio che non vuole saperne di rientrare in parametri di emissioni accettabili. Eppure, se, dopo la scoperta da parte di Ole Bardahl avvenuta nel 1939, la formula dell'additivo Bardahl fu secretata dal governo americano perché di importanza strategica per la difesa, un motivo ci dovrà pur essere. La storia racconta come questo additivo fosse utilizzato nei motori dei caccia americani di stanza in Europa, perché, qualora colpiti al motore, l'additivo permetteva a questi veicoli di atterrare comunque anche con la coppa dell'olio vuota. Questo era possibile grazie (anche) all'utilizzo di sostanze con spiccate caratteristiche polari da cui è nata la Formula Polar Plus (ancora oggi presente negli additivi Bardahl); queste sostanze sono infatti in grado di fissarsi chimicamente al metallo e ridurre gli attriti tra superfici, al punto di garantire la corretta lubrificazione anche in assenza di olio lubrificante. Da allora, o meglio, dal 1945, quando la formula fu desecretata,
Bardahl ha continuato a investire in ricerca e sviluppo per proporre sul mercato additivi e lubrificanti di alta qualità.

Un nuovo piano industriale
Oggi Bardahl presenta un nuovo piano industriale e a spiegarcelo è Alessandro Pisani, responsabile commerciale, che ha un obiettivo ambizioso: proporre gli additivi come strumenti di lavoro quotidiani per le officine, meglio ancora se sono Bardahl, perché “Bardahl offre al mercato un prodotto “diverso”, che può contare sulle migliori ed esclusive tecnologie disponibili e un'esperienza importante sia negli additivi sia nella lubrificazione di alto livello”. Il cuore della nuova politica Bardahl è tutto nella
distribuzione.
Una distribuzione selettiva, che punterà esclusivamente su ricambisti e officine, perché “la grande distribuzione non è in grado di proporre un prodotto tecnico come il nostro e l'utente finale non è in grado di utilizzarlo”. Come dire, un prodotto professionale in mano ai professionisti. Grazie a questa politica Pisani punta a due risultati: garantire un buon margine di guadagno a tutta la filiera e al contempo fare in modo che gli operatori facciano conoscere i vantaggi degli additivi anche agli utenti finali, così da creare un circolo virtuoso che faccia finalmente decollare il mercato.
Un tentativo non semplice, perché, ci spiega ancora Pisani, in Italia manca oramai da tempo la cultura della manutenzione dell'auto. Così, ad esempio, capitano dei paradossi, per cui, se in Francia questa cultura crea un mercato enorme, in Italia ha un suo peso solo quando si parla di moto, dove gli utenti hanno una maggiore passione per la propria due ruote.
Ma vediamo allora quali sono le tecnologie Bardahl e in quali prodotti è possibile trovarle.

Polar Plus
Dal 1939 la formula che ha reso famosa Bardahl. La tecnologia della formula
Bardahl Polar Plus sfrutta le proprietà di speciali molecole polari, che, comportandosi come delle micro-calamite, si fissano sulle superfici metalliche e formano una pellicola lubrificante estremamente resistente. Il risultato è un aumento della potenza del motore (grazie alla riduzione degli attriti), ma soprattutto una maggiore durata. Questa formula risulta infatti particolarmente efficace soprattutto in alcune situazioni, come le partenze a freddo, in cui il motore gira con scarsa lubrificazione, rischiando di danneggiarsi nel tempo.

Fullerene C60
Il Fullerene C60 è la terza forma conosciuta di carbonio stabile, oltre al diamante e alla grafite.
È una molecola composta da 60 atomi di carbonio che grazie alla sua morfologia e alla sua grande stabilità, quando applicata al campo della lubrificazione, è in grado di conferire eccezionali proprietà antiattrito e antiusura.
Questa molecola, grazie agli affinamenti compiuti dai tecnici Bardahl, garantisce oggi una incredibile scorrevolezza, perché va a interporsi tra le superfici metalliche del motore, creando una sorta di microcuscinetto tra le parti in movimento.
Harold Kroto, Robert Curl e Richard Smalley, ricercatori all’università di Houston nel Texas, hanno ricevuto nel 1996 il premio Nobel per la chimica per aver scoperto nel 1985 la famiglia dei fullereni. Il Fullerene è un allotropo del carbonio, in cui gli atomi di carbonio sono distribuiti secondo una struttura tridimensionale simile ad un pallone da calcio (12 pentagoni e 20 esagoni).

Oli e additivi
Oggi queste esclusive formulazioni
Bardahl sono utilizzate sia negli additivi (per olio) sia nei lubrificanti motore, singolarmente o abbinate, per garantire la massima resa del prodotto. In particolare, per quanto riguarda i lubrificanti, l'utilizzo di queste tecnologie distingue
i prodotti e garantisce all'olio Bardahl un'efficacia pari a quella di un lubrificante tradizionale con l'aggiunta di un additivo di protezione.
La gamma di oli e additivi comprende tutte le applicazioni possibili: dal benzina al Diesel fino agli oli Low SAPS per vetture dotate di filtri anti particolato. Da tenere in considerazione che la gamma Bardahl non include nessun prodotto “entry level”.

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