Opinioni | 06 Febbraio 2020 | Autore: David Giardino

Meglio vietare le fragole a gennaio
Siamo abituati, ed è ormai un problema cronico, che la politica prenda delle decisioni più per motivi ideologici che basandole su fatti scientifici; così sorprende lo stupore generale per il fatto che “nonostante il blocco totale dei veicoli Diesel, anche degli Euro 6” le polveri sottili non diminuiscano affatto, anzi… Il blocco della circolazione, che ha coinvolto anche i modelli più recenti dei veicoli Diesel Euro 6, non solo non comporta alcun beneficio in termini di inquinamento o emissioni, ma permettendo la circolazione degli autobus Euro 0 della flotta municipalizzata romana, e delle vetture a benzina, si è riusciti anche a peggiorare la situazione.

Insomma, un buon risultato per l’amministrazione pubblica e anche per quei cittadini che hanno cambiato la vettura, sfruttando gli eco-incentivi statali, che poi si sono visti negare la possibilità di circolare, nonostante non ci sia una ragione vera che sostenga una così grave decisione. Sappiamo che l’auto è sempre colpevole, ma è noto grazie alle numerose ricerche sul tema, che l’apporto di PM 10 nelle città dato dai veicoli è circa del 10%, mentre più del 40% è prodotto dai riscaldamenti civili di case poco (o per niente) coibentate e con impianti a gasolio spesso ancora risalenti ai primi anni 70.
I Diesel di ultima generazione sono ad oggi i veicoli che emettono le minori emissioni sia di inquinanti sia di CO2: impedirne la circolazione a favore degli altri è pura follia.

Se si volesse davvero incidere significativamente sul problema, che guarda caso si ripresenta con puntuale drammaticità quando le temperature scendono e la pressione atmosferica sale, basterebbe prevedere una obbligatorietà, incentivata con maggiori benefici fiscali, per tutti i cittadini, amministrazione pubblica per prima, a riqualificare sotto il punto di vista energetico gli stabili e sostituire i vecchi impianti termici in primo luogo! Invece nulla viene fatto, e neppure programmato, da quei comuni che si tingono di verde grazie a questi assurdi provvedimenti ristrettivi. Se fossero mossi da una vera pulsione verde, sarebbe molto più utile per l’ambiente vietare il commercio di frutta fuori stagione; così il mondo potrebbe evitare tutta la CO2 e gli inquinanti che ciò comporta. I nostri palati potrebbero riscoprire quanto è buona la frutta mangiata nel periodo della sua maturazione locale, evitando così di aggiungere lo zucchero sulle fragole per farle diventare dolci a gennaio…

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