Articoli | 24 Luglio 2019 | Autore: David Giardino

Elie Sasson e Favari-Meazza: vendere? No, meglio aggregarsi

Elie Sasson e Favari-Meazza annunciano la fusione; ecco come da due storiche aziende lombarde concorrenti nasce una unica realtà distributiva.
 

È la notizia che speri di poter ascoltare, ma che sai che non sentirai mai: due aziende storiche e consolidate di distribuzione che decidono di aggregarsi per migliorare la loro capacità competitiva; tutto ovvio e in apparenza semplice, peccato che non sia mai successo prima!

Così Elie Sasson e Favari-Meazza convolano a nozze: fra settembre e ottobre di quest’anno il processo di fusione sarà terminato e i due distributori diventeranno una sola entità giuridica.

Abbiamo intervistato Paolo Nidasio, di Favari-Meazza, e Tancredi Sasson, di Elie Sasson, per conoscere direttamente dai protagonisti le motivazioni che li hanno spinti a una così forte scelta aziendale.
 
Per vedere la video intervista a Paolo Nidasio e Tancredi Sasson clicca qui.

Com’è nata l’idea di questa fusione?
Paolo Nidasio: È da almeno tre anni che con Tancredi parliamo in maniera informale delle ragioni di questa opportunità; poi, a ottobre dell’anno scorso, durante un pranzo assieme, abbiamo deciso che era arrivato il momento e che questo era un passo che avremmo dovuto fare per una serie di importanti ragioni. Fra queste le più significative sono le motivazioni legate al miglioramento dell’efficienza e del servizio che potremo offrire ai nostri clienti; la poca sovrapposizione con la reciproca clientela; le dimensioni strutturali necessarie per competere con le altre strutture presenti.

Tancredi Sasson: Pur essendo evidenti a tutti le ragioni della opportunità di una aggregazione fra competitor, nel nostro caso ci sono anche fattori umani molto importanti. A partire dall’età dei protagonisti, che aiuta nella scelta di un cambiamento anche di prospettive; sicuramente poi giocano un ruolo importante le caratteristiche personali di ognuno di noi e quelle aziendali.
Paolo e io ci conosciamo da anni, siamo caratterialmente compatibili e professionalmente complementari. Le attitudini di Paolo più gestionali e le mie più commerciali ci permettono un confronto che non si sovrappone, ma che migliora l’approccio e la soluzione di un problema.
 
Con la vostra fusione avete rotto con la tradizione del mercato più propenso alle acquisizioni che a una condivisione aziendale.
Tancredi Sasson: Crediamo ancora fortemente al valore del rapporto umano, fatto di imprenditori che si confrontano con altri imprenditori, anche se a livelli diversi della distribuzione. La nostra caratteristica è quella di mantenere la nostra identità imprenditoriale, migliorando però gli aspetti gestionali e di servizio, a tutto vantaggio dei clienti.
La nostra struttura, pur essendosi ingrandita, non perde la sua natura personale, per cui rimaniamo in grado di fare scelte e di rispondere velocemente alle esigenze del mercato.
 
È una scelta che ha fatto contenti tutti?
Paolo Nidasio: Ci siamo confrontati con tutti i nostri fornitori strategici e abbiamo raccolto più positività sull’operazione di quanta ce ne saremmo aspettata; questo significa che abbiamo fatto un passo che molti si auguravano potesse accadere, anche se poi nei fatti non è così semplice da realizzare. I passaggi, oltre che decisionali, sono poi anche burocratici, con tempi di realizzazione che alla fine saranno otto mesi.

Tancredi Sasson: Anche nei confronti di quei clienti dove avevamo una sovrapposizione, la notizia ha raccolto adesioni inaspettate. Se, infatti, avremmo potuto aspettarci un minor consenso in virtù del fatto che per loro si prospettava la perdita di un competitor nella trattativa commerciale, in realtà i clienti hanno riconosciuto da subito le potenzialità che la nostra nuova compagine avrebbe portato loro in termini di un miglioramento complessivo dei servizi e della disponibilità dei ricambi, aspetto sul quale stiamo già lavorando.
 
Da due società ad una: dove sarà la nuova sede e come si chiamerà?
Paolo Nidasio: La sede della nuova società sarà a Pero (MI), all’interno dell’attuale capannone di Favari-Meazza; abbiamo inoltre scelto di rimanere soci di Novagroup che partecipa al gruppo internazionale Temot.

Tancredi Sasson: A me rimane di svelare il nome della nostra società, dopo ottobre che sarà Movidis Srl; una società che proprio nel nome vuole esprimere la dinamicità del mercato della distribuzione dei ricambi auto (la “distribuzione in movimento”), pronta ai cambiamenti che impongono le regole competitive.
 
Complimenti, siete arrivati a una scelta imprenditoriale unica nel settore, un modello d’esempio per molti. Avete qualche sedia disponibile in Movidis?
Paolo Nidasio: Stiamo completando un percorso complesso che avrà il suo compimento ad ottobre e per il momento siamo concentrati su questa operazione. Siamo comunque convinti che la natura locale e personale della distribuzione abbia ancora spazio e cose da dire: nel caso in cui si presentassero in futuro delle possibilità in altre zone, saremo certamente pronti a valutarle.

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Tags: distribuzione ricambi favari meazza elie sasson

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