Articoli | 18 October 2022 | Autore: Tommaso Caravani

Speciale prodotti chimici: "Questioni di chimica"

I prodotti chimici rappresentano ancora un potenziale con ampi margini di miglioramento del mercato, ma bisogna superare alcuni pregiudizi e soprattutto puntare sui fornitori corretti.


Un vecchio adagio, caro a chi studia le materie scientifiche, dice che tutto il mondo è chimica. Effettivamente la materia è composta da legami chimici e qualunque oggetto può essere scomposto in microparticelle che alla fine sono composte da atomi. Qualunque fenomeno può quindi essere spiegato dalla chimica (e dalla fisica ribatterebbero alcuni).

Quando però si parla di automotive, la chimica può essere un utile alleato sia per le riparazioni sia per il business. Se infatti i motori endotermici funzionano grazie a reazioni chimiche (il carburante esplode nella camera di combustione seguendo le rigide regole della termodinamica e della chimica), per l’aftermarket chimica significa soprattutto additivi, lubrificanti e prodotti di igienizzazione.

Prodotti, insomma, che aiutano le operazioni di manutenzione ordinaria e permettono anche il ripristino o il miglioramento di performance che negli anni vanno giocoforza diminuendo. Eppure il mercato dei prodotti chimici rimane una piccola nicchia, che non tutti gli autoriparatori sfruttano; cerchiamo di capire il perché. 

Non ti vedo, non ti sento

Il primo problema dei prodotti chimici è relativo al loro funzionamento.
La chimica è perlopiù impalpabile e poco visibile ad occhio nudo e spesso anche i risultati che porta sono difficilmente riscontrabili visivamente. Se si pensa, ad esempio, agli additivi per i lubrificanti o per il carburante, che hanno l’innegabile pregio di ridurre i depositi carboniosi che negli anni si accumulano nei propulsori, verificare se e come un prodotto ha funzionato in maniera corretta è piuttosto complesso (bisognerebbe smontare tutto per apprezzare le differenze).

In sostanza la chimica è quindi una sorta di “atto di fede” che fa l’autoriparatore, ma questo non vuol dire che non porti risultati apprezzabili poi nel tempo (misurabili, ad esempio, sui consumi di carburante).
Allo stesso modo, uno dei temi che ha riportato in auge i prodotti chimici negli ultimi anni caratterizzati dalla pandemia, è sicuramente l’igienizzazione dei mezzi; ma anche in questo caso capire come e se un prodotto ha funzionato è piuttosto complesso.

Ecco allora che diventa fondamentale la scelta del prodotto da utilizzare e del fornitore che lo produce. 

Occhio alle certificazioni

Se per un autoriparatore è difficile valutare l’efficacia di funzionamento di un prodotto chimico, è anche vero che molti produttori certificano l’efficacia degli effetti attraverso laboratori di analisi terzi e certificazioni varie.

Ogni prodotto ha quindi la necessità di essere analizzato da un laboratorio esperto per certificarne l’efficacia nel proprio ambito di utilizzo, che sia l’additivo per il circuito dell’aria condizionata o per la pulizia delle valvole.

Uno dei problemi più frequenti con i prodotti chimici è, infatti, il pregiudizio che si è formato negli anni a causa di alcuni prodotti non testati, che hanno mostrato delle performance magari non in linea con le aspettative. Un fenomeno che ha impattato tutto il mondo della chimica, dove effettivamente non esistono standard univoci per tutti i prodotti. 

Un mare di applicazioni

Se si guarda all’offerta di chi propone prodotti chimici per l’auto, si nota come l’offerta sia veramente ampia e trasversale: dall’esterno dell’auto, dove la chimica agisce dal polishing al ripristino delle parti plastiche (come le calotte di proiettori e fanali), all’abitacolo, con prodotti per il car care e l’igienizzazione, fino ai prodotti tecnici per i vari impianti, dal citato motore al sistema di condizionamento e raffreddamento.

Il tutto senza dimenticare quello che rappresenta il vero best seller della chimica nelle officine: lo sbloccante

Convincere il cliente: meno complesso di quanto si pensi

Uno dei problemi maggiori quando si parla di chimica nel mondo dell’autoriparazione è tuttavia legato anche al costo dei prodotti, che viene poi ribaltato sul cliente finale.
Eppure così come i parrucchieri riescono a proporre sovente trattamenti cui i clienti non avevano pensato, anche in officina i clienti accettano spesso di buon grado il plus di un trattamento chimico alla propria auto.

Se ad esempio il Covid ha permesso a molti di proporre l’igienizzazione dell’abitacolo come standard prima della riconsegna dell’auto, così l’invecchiamento del circolante porterà a una maggiore sensibilizzazione dello stato di manutenzione del veicolo.

I segnali ci sono già tutti: con un circolante che supera ormai i 12 anni è evidente che alle vetture degli italiani non basterà più il semplice tagliando per avere auto efficienti. Le auto infatti invecchiano in maniera omogenea, e se nella parte di combustione si creano morchie e depositi carboniosi che è bene rimuovere, anche nell’abitacolo sono molti gli interventi resi possibili dalla chimica: dal ripristino delle parti di carrozzeria (come volanti e selleria) fino alla lubrificazione di cinture e altri elementi che nel tempo possono portare a scricchiolii e cigolii. 

La concorrenza con il fai da te

Eppure molti automobilisti, invogliati anche dall’ampia offerta che trovano presso la grande distribuzione, potrebbero ancora argomentare che spesso non è necessario un autoriparatore per utilizzare alcuni prodotti ed è qui che entra in gioco il sapere professionale.

In primo luogo, infatti, spesso i prodotti disponibili presso supermercati e catene di bricolage non sono prodotti professionali, per il cui utilizzo è invece bene seguire in maniera dettagliata le istruzioni, ma soprattutto serve una competenza specifica nella scelta del prodotto più efficace per il problema che si presenta e solo un autoriparatore esperto può sapere se e quando è consigliabile utilizzare la chimica per risolvere problemi.

Un utilizzo errato di prodotti chimici, infatti, può portare a peggiorare un problema o crearne altri nuovi. Un prodotto troppo aggressivo con i materiali in gomma, ad esempio, risolve magari alcuni problemi di depositi, ma può crearne altri sulle tubazioni. Così come per il ripristino dei FAP è molto importante capire come è fatto il componente per identificare il prodotto corretto, altrimenti si rischia di danneggiarlo.

Un ruolo fondamentale, quindi, per chi vuole crescere nel mondo dei prodotti chimici è la formazione. Sapere quali sono le caratteristiche di un prodotto, infatti, permette di effettuare scelte consapevoli e adeguare le aspettative a quanto possibile fare.
La chimica non è, infatti, magia, e non tutto può essere risolto con l’utilizzo di un additivo o di uno spray. Questo vale tanto per il corpo umano quanto per le auto, l'importante è sapere come agisce e perché per evitare brutte sorprese.

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Tags: additivi prodotti chimici

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