
L'innovazione di William Cappabianca per l'aftermarket automobilistico punta a meno costi, più sostenibilità e più flessibilità.
Un nuovo approccio alla gestione dei ricambi auto e moto è questo il tema della presentazione ufficiale alla stampa di giovedì 17 luglio scorso, presso la sede di Sidustech a Cesano Maderno (MB).
William Cappabianca, CEO e fondatore dell’azienda, ha presentato la visione e i primi risultati del progetto “Spare Now”, una piattaforma basata sulla stampa 3D di ricambi, che prevede sia una parte software sia la gestione di una vera e propria stampante 3D in comodato d’uso.
Il progetto ha come obiettivo quello di risolvere alcune delle problematiche più sentite nel settore aftermarket e, dopo la presentazione, l'incontro è proseguito con una visita all'officina "DaZero" a Nova Milanese (MB), la prima a testare il sistema, dove è stato possibile osservare dal vivo la stampante 3D in funzione e alcuni particolari stampati per auto da corsa.
Un software innovativo alla base del progetto
L'installazione è stata resa possibile grazie al completamento (giunto oramai all’ 80% e già funzionante) dello sviluppo della piattaforma web Spare Now, che consente alle officine di lanciare la stampa dei ricambi, così da produrli in loco e ridurre drasticamente i tempi di attesa per quei particolari non disponibili sul mercato.Il software, il cui sviluppo ha già raccolto circa 220.000 euro di investimenti nel 2024, è il vero cuore del sistema. Attualmente in fase di dimostrazione per i settori auto e moto, non intende limitarsi a questi ambiti, ma punta a espandere la propria applicabilità anche ad altri settori, come quello navale, aerospaziale, biomedico, degli elettrodomestici e dell'automazione industriale, dove Sidustech è già attiva.
"Oggi segniamo un momento storico per l'aftermarket", ha dichiarato William Cappabianca. "Lo sviluppo della nostra piattaforma web, che rappresenta il vero cuore del nostro progetto, ha consentito l’installazione della prima stampante 3D presso DaZero, a Nova Milanese. Non si tratta solo di un traguardo tecnologico, ma è l'inizio di una trasformazione che cambierà per sempre il modo in cui gestiremo una parte di ricambi auto".
Affrontare le sfide del mercato aftermarket
L'iniziativa di Sidustech nasce dall'identificazione di diverse criticità nel mercato attuale: dalla carenza di ricambi auto agli alti costi di gestione del magazzino, passando per gli alti ricarichi sulla filiera e le crescenti esigenze ESG (Environmental, Social, Governance)."Il progetto parte dall'identificazione di un problema che è la carenza di ricambi auto", ha sottolineato Cappabianca. Un fattore chiave è l'invecchiamento del parco circolante, che rende molti ricambi introvabili. "Il fatto che il circolante invecchi fa sì che molti ricambi non siano più disponibili attraverso i normali canali di approvvigionamento della filiera, semplicemente perché nessuno li produce più", ha aggiunto.
“L'attuale catena di distribuzione dei ricambi, che prevede il passaggio da produttore a distributore, ricambista, officina e infine al cliente finale, non è il massimo dell’efficienza e può causare ritardi, ricarichi e problemi di reperibilità. Sidustech si propone perciò di accorciare questa filiera, puntando a raggiungere direttamente l'officina”.
La stampa 3D: soluzione immediata per il settore
Nello specifico, l'innovazione di Sidustech, grazie alla stampa in loco dei ricambi, elimina i tradizionali costi di magazzino e rende superfluo il trasporto su gomma delle componenti, consentendo ai riparatori di stampare i pezzi proprio al momento della richiesta.Questa soluzione inedita non solo riduce i tempi di fermo dei veicoli, ma contribuisce anche alla sostenibilità ambientale, proprio perché rende inutile il tradizionale trasporto su gomma dei componenti. "Questa soluzione permette di azzerare i costi di magazzino; una volta che il componente è presente nel nostro software lo è per sempre e costa praticamente niente. Se un ricambio è catalogato la sua stampa è pronta in poche ore senza bisogno di interventi umani se non per estrarre il pezzo ed eliminare le sbavature di produzione", ha spiegato Cappabianca.
L'azienda ha individuato, ad oggi un modello specifico di stampante 3D da posizionare presso officine e rivenditori che permette la produzione di particolari in plastica e gomma, ma la visione è più ampia: "Abbiamo individuato la stampante 3D, ma domani potrebbe essere una taglierina automatica o un robot CNC."
Per garantire la qualità dei prodotti, Sidustech fornisce direttamente la stampante 3D e i materiali certificati, insieme alle impostazioni e ai settaggi di stampa. "Non possiamo permettere l’utilizzo di stampanti e materiali terzi," ha precisato Cappabianca, sottolineando che le macchine fornite possono lavorare con cinque materiali diversi e la produzione è interamente tracciabile. “Ogni pezzo è certificato tramite blockchain”, conclude Cappabianca.
È importante sottolineare i limiti attuali del sistema: "Al momento non produciamo ricambi che necessitano di omologazione". Tuttavia, Sidustech non esclude collaborazioni: "Diamo una macchina che produce plastica e gomma, ma possiamo lavorare anche con altri laboratori, esternalizzare parte di alcune produzioni (come la stampa 3D in metallo) che poi saranno spedite".
Questa soluzione apre la strada alla produzione di componenti altrimenti introvabili, come "una testata di una Delta Integrale, che abbiamo prodotto grazie a un laboratorio esterno".
Un modello di business sostenibile e orientato al futuro
Sidustech si rivolge principalmente ai "middle mover" del mercato. Il funzionamento è semplice: l'officina riceve una stampante 3D collegata a un sistema Raspberry (un mini pc, che attraverso dei sistemi di "tokenizzazione", cioè di criptazione, permette la comunicazione con la stampante), tramite il quale accede al portale supportato dall'intelligenza artificiale per stampare il ricambio necessario."Forti di questo primo successo, dopo l'estate lanceremo una fase di espansione, che prevede l'installazione di almeno altre 20 stampanti in altrettante officine selezionate per validare il nostro modello di business", ha annunciato Cappabianca. "Stiamo dunque passando dalla teoria alla pratica, dimostrando che la nostra visione di un aftermarket più efficiente, più veloce e più sostenibile è oggi una realtà concreta." L'obiettivo entro fine anno è quello di raggiungere 1.000 ricambi a catalogo sulla piattaforma (attualmente sono poco più di 300).
Il modello di business si basa sul noleggio delle attrezzature, sulla formazione e sulla vendita dei materiali specifici. Il costo della stampante, spalmato su due anni, ammonta a circa 200 euro al mese e, secondo Cappabianca, “è un investimento che si ripaga con la realizzazione di almeno tre stampe mensili”.
Sidustech intende collaborare anche con i produttori di ricambi: "Lavoriamo con il reverse engineering, ma il nostro obiettivo è arrivare ai produttori di ricambi. Se ci passassero i disegni di progetto dei loro prodotti con bassa rotazione e bassi volumi potremmo ingegnerizzarli", ha affermato Cappabianca, “aprendo alla possibilità di una fee sulla stampa per i loro disegni”.
Ogni file, infatti, prima di essere stampato deve essere aggiunto a un carrello e questa operazione può essere gratuita per alcuni componenti o a pagamento per altri ricambi dove è necessario riconoscere un “diritto di autore” al fornitore del disegno o a chi ha ingegnerizzato il prodotto.
"Il nostro sistema non è applicabile solo all’automotive, ma a qualsiasi settore in cui si rendano indispensabili i ricambi: robotica, aerospaziale, biomedico, navale, elettrodomestici, automazione industriale e molti altri campi", ha concluso Cappabianca.