Approfondimenti | 10 Ottobre 2018 | Autore: Giorgio Spolverini

Speciale illuminazione: rivoluzione di luci

Sempre più costruttori auto caratterizzano i propri modelli con sofisticati sistemi di illuminazione, che arrivano al laser da quasi 10.000 euro nel caso della BMW i8. La stragrande maggioranza delle vetture però impiega ancora la lampadina… Xenon e LED saranno il prossimo diffusissimo step.


 

Basta percorrere un po’ di chilometri in autostrada, per accorgersi dal proprio specchietto che nella stragrande maggioranza dei casi chi chiede strada sono sempre i proprietari dei più ambiti modelli delle solite tre case auto tedesche (compresi i loro vari brand alternativi). E lo fanno con vetture che sicuramente si distinguono dalle altre per prestazioni, ma anche (visivamente) per la presenza di fanali sempre molto tecnologici, accattivanti nel design e in grado di illuminare con sconcertante nitidezza e in qualsiasi condizione meteo persino la più buia e dissestata delle strade.

Stiamo parlando certamente di marchi come Audi, BMW e Mercedes (in ordine alfabetico), ma anche di Opel, che propone sofisticate tecnologie persino sulle “utilitarie”; principali costruttori in continua competizione tra loro nello “sfornare” nuove “necessità” a livello tecnologico. Una di queste riguarda proprio l'illuminazione, ormai elemento distintivo dei modelli che fanno più gola.

Tecnologia laser

L'ultima frontiera, nel campo del “lighting”, l’illuminazione appunto, è rappresentata dalle luci laser. Per la precisione, il capitolo laser si è aperto al pubblico nell’autunno 2011 al Salone di Francoforte, quando BMW ha presentato questo nuovo tipo di faro sulla concept sportiva ibrida i8, mentre Audi mostrava un’applicazione laser per i retronebbia della concept A2. Nel 2013 poi, al Salone di Shanghai, Mercedes annunciò la presenza dei fari laser sulla concept SUV GLA.

Per inciso, l’optional dei fari laser su BMW i8, che riguarda solo gli abbaglianti, costa attualmente 9.750 euro.
Naturalmente questa è una tecnologia riservata a pochissimi modelli di alta gamma, i quali però riescono a illuminare fino a 500/600 metri di distanza in funzione abbagliante. In sostanza, significa almeno triplicare la normale luminosità dei fanali più performanti con tecnologia a filamento, ovvero a incandescenza, ancora la più diffusa.
Il tutto poi avviene attraverso una sorgente luminosa di appena qualche micron, con la possibilità per i costruttori di ridurre l’ingombro in profondità del fanale, permettendo così di liberare spazio nel cofano e consentire ai designer di sbizzarrirsi nelle forme e nel posizionamento delle luci sulla carrozzeria.

La tecnologia laser poi è anche sicura, perché l’intensità dei fari non comporta rischi per l’occhio, in quanto la luce non è emessa in modo diretto.
Grazie all’efficacia superiore alla media e al minore assorbimento d’energia, il laser sarà man mano utilizzato per tutte le funzioni svolte oggi dalle lampadine e dai LED, anche perché la compattezza della fonte e la direzionalità tipica del fascio luminoso si prestano ad applicazioni finora inesplorate. Mercedes prevede, per esempio, che attraverso il laser si arriverà a proiettare su asfalto le indicazioni a pittogrammi del navigatore satellitare, rendendo così praticamente impossibile imboccare la strada sbagliata.

LED & OLED

Il LED, acronimo di Light Emitting Diode, è un’innovativa tecnologia che ha permesso di reinventare completamente lo stile del proiettore, conferendo un nuovo volto alle vetture.
L’impiego dei LED avviene inizialmente nei fari anteriori con le luci di posizione diurne, estendendosi progressivamente alle luci interne dell’abitacolo, posteriori e della targa, grazie alla loro efficienza in termini di durata e prestazioni.

Oggi si può serenamente parlare anche di Full LED, ovvero l’utilizzo del LED all’interno degli anabbaglianti e degli abbaglianti, a completamento del pacchetto luci della vettura.
Ottime prestazioni e maggiore efficienza in termini di risparmio energetico, in pratica i fari a LED permettono di consumare un po’ meno e illuminano tanto di più rispetto ai fari alogeni. La durata dei fari LED è di oltre 5.000 ore, superando di parecchio quella dei fari alogeni (circa 800 ore) e Xenon (2.000 ore). Utilizzando questi fanali, è impossibile non riscontrare immagini più luminose e colori più saturi, grazie alla temperatura colore di 5.550°K, pari alla luce diurna.

L’accensione e lo spegnimento sono istantanei. In termini di sicurezza, questo vuol dire che servono circa 5 millisecondi per l’attivazione di uno stop a LED, contro 150 millisecondi degli alogeni. Un vecchio sistema alogeno può essere implementato con tecnologia a LED relativamente ad alcune funzioni.

Diversamente dai LED, che generano una luce puntiforme, i fari OLED sono superfici luminose uniformi. Nelle automobili (indicatori di direzione, luci posteriori o luci interne) è spesso necessaria un’illuminazione con una distribuzione ampia della luce. Nel caso degli OLED, il problema principale è rappresentato dalla stabilità termica: per soddisfare i requisiti delle case automobilistiche, gli OLED delle luci posteriori, per esempio, devono resistere a picchi di temperature di almeno 85°C.

Xenon     

La tecnologia Xenon, ancora relativamente giovane (risale agli anni 90), prende il nome dal gas contenuto nei fari. Attualmente i fari Xenon a scarica di gas vengono installati o previsti come optional su parecchie auto. La luce da essi prodotta è bianco puro, per questo migliora notevolmente la visibilità, aumentando così anche la sicurezza durante la guida di notte.
Per il funzionamento i fari Xenon necessitano di una quantità di energia elevata soprattutto in fase di avvio e per legge non devono superare la “temperatura luminosa” di 6.000 K (luce bianca).

E’ importante inoltre che i fari Xenon siano omologati per la vettura sulla quale si desidera installarli.
Mediamente una lampada Xenon dura oltre 2.000 ore, è più a buon mercato rispetto all’illuminazione a LED e, laddove previsto, si può implementare il vecchio sistema alogeno con questa tecnologia.

In assistenza, è questione di sensibilità

Una grande opportunità che i meccanici “moderni” devono saper sfruttare, è che la classica lampadina è praticamente uno di quei pochi ricambi che consente di evitare la banale e semplicistica sostituzione. Quando si presenta un cliente con la lampadina della sua auto bruciata, sarebbe bene che questi sapesse che esiste sì la lampadina uguale all'originale, ma che può anche scegliere in un'ampia offerta di prodotti sempre più performanti.

Essendo un prodotto legato alla sicurezza di marcia, oltre che all'estetica, si auspica che il meccanico possa fare leva su almeno una di queste due motivazioni per convincere il cliente sulla lampadina che fa più luce piuttosto che su quella che fa luce più blu, soffermandosi qualche secondo in più per trovare la soluzione più adatta.
Esistono lampadine che emettono anche il 110% di luce in più, che tradotto in unità di misura significa mediamente 40 metri in più di luce: viaggiando a 80 all'ora, 40 metri di visibilità in più vuol dire 1,6 secondi circa di tempo di reazione disponibile in più mentre si guida, “sacrosanti” per una frenata all’improvviso. Lo sforzo richiesto al meccanico è semplicemente di “customizzare” meglio l'offerta per un cliente e un lavoro a più alta soddisfazione.

Bisogna poi considerare che esistono alcuni modelli di auto, per i quali cambiare la lampadina è intervento tutt'altro che semplice. In questo caso sarebbe bene suggerire al cliente di sostituire tutte le lampadine magari con quelle a lunga durata (ideali anche per le applicazioni su auto dotate di sistema di illuminazione di svolta), il cui costo unitario è più o meno irrisorio rispetto a quello della manodopera: questo si chiama “servizio al cliente”.
Soprattutto sui modelli di recente generazione, un difetto abbastanza ricorrente è l'opacizzazione del trasparente del fanale: conviene, se riscontrato, farlo notare al cliente, per proporre una lampada più potente, onde evitare eventuali problemi legati prima di tutto alla sicurezza di marcia e quindi in sede di revisione.
Su un prezzo unitario di una lampada convenzionale piuttosto contenuto, nell'ordine della decina di euro, una lampada più performante in termini di luminosità, durata o entrambe le qualità, può variare dal 30% in più fino a triplicarsi nei casi più estremi, rimanendo altresì sempre piuttosto conveniente.

La Legge parla chiaro…

Le lampadine per i veicoli devono essere a norma CEE R37 e R99. Pertanto le lampadine possono essere sostituite, ma non possono essere scambiate con altre.
In Europa è consentito montare per l’aftermarket solo sistemi completi di proiettori allo Xenon, costituiti da: set di proiettori omologati (alcuni con il contrassegno E1 sul trasparente frontale), un regolatore automatico dell’assetto fari e, se necessario, un impianto lavafari (disposizione secondo la normativa ECE R48 o osservazione delle disposizioni nazionali).

Ogni proiettore ottiene l’omologazione insieme alla sorgente luminosa (alogena o allo Xenon) con la quale deve funzionare. Se la sorgente luminosa viene sostituita con una non omologata e non prevista dall’omologazione del proiettore, questa omologazione decade e insieme a essa anche il permesso di circolazione del veicolo. Guidare senza permesso di circolazione porta alla limitazione della copertura assicurativa. Anche chi vende dispositivi di illuminazione non omologati è tenuto a indennizzare l’acquirente, in quanto vendendo questi pezzi il venditore non soltanto garantisce che questi possano essere utilizzati per lo scopo, ma si assume la responsabilità per gli eventuali danni, senza limitazioni.

Dalle misurazioni effettuate nel laboratorio di illuminazione è emerso che la distribuzione della luce di un proiettore sviluppato per le lampadine alogene e adattato illegalmente a una sorgente luminosa allo Xenon non presenta più i valori calcolati originali. Nei sistemi a riflessione i valori misurati delle luci anabbaglianti superano i valori consentiti fino a 100 volte. I proiettori di questi veicoli non possiedono più il limite chiaro/scuro e inoltre non sono più regolabili. I valori delle luci anabbaglianti corrispondono a quelli dei proiettori abbaglianti. Questo costituisce un rischio elevato per gli altri utenti della strada.

… Anche sulle luci diurne

Sui media, sui depliant di tuning o sul web, le luci per guida diurna sono un argomento sempre attuale e vengono sempre decantate. Oltre ai diversi modelli disponibili in fabbrica e adatti ai veicoli nuovi, esiste una varietà di soluzioni da montare su mezzi già immatricolati in libera vendita al dettaglio.

Attenzione, però: essendo l’offerta molto vasta, ci sono kit di luci non rispondenti alle normative. Recentemente è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto Dirigenziale 6 novembre 2013 del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti che permette e disciplina l’installazione delle luci di marcia diurna (DRL) sugli autoveicoli circolanti che ne erano sprovvisti all’origine, in analogia a quanto già avviene in altri paesi dell’Unione Europea. Il Decreto prevede la possibilità di installare luci DRL omologate secondo il Regolamento 87 della Commissione Economica per l’Europa delle Nazioni Unite (UNECE). Le luci DRL, che possono essere indipendenti o integrate con altri dispositivi di illuminazione o segnalazione luminosa, devono essere installate seguendo le istruzioni di montaggio fornite dal produttore del kit aftermarket e rispettando le prescrizioni definite negli allegati tecnici al Decreto. L’installazione è affidata esclusivamente alle officine di autoriparazione che devono produrre una dichiarazione di installazione (escluso il fai da te).

Evoluzione della luce in 5 (fondamentali) tappe
  • 1908    Nasce il proiettore elettrico con tecnologia a filamento.
  • 1991    BMW lancia sulla Serie 7 i fari a scarica di gas Xenon.
  • 2001    Nasce la tecnologia LED, ad alta resa e basso consumo.
  • 2011    Ancora una volta BMW su i8 introduce i fari Laser per la funzione abbagliante.
  • 2015    Audi introduce la tecnologia OLED.

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