Articoli | 01 June 2011 | Autore: Tommaso Caravani

Ricostruire più che rettificare

Rettifiche Cardini è oggi un'azienda che utilizza tecnologie all'avanguardia che hanno trasformato l'antica arte della rigenerazione dei motori in una metodologia praticamente industriale: siamo stati in Cardini per vedere come funziona e cosa fa questa realtà.

La tecnologia ha fatto strage di rettifiche in Italia, ma chi è rimasto si è adattato al mercato. È questa una delle frasi che sempre più spesso si dicono quando ci si riferisce al mondo della rettifica e che, pur trattandosi di una formula un po' esagerata, rende bene l'idea di come i centri di rettifica abbiano dovuto reinventarsi per rimanere competitivi e presenti in un mercato in cui la sostituzione ha preso largamente il posto della riparazione.
 
La rettifica nel sangue
Nata nel 1952 come azienda artigianale, Cardini assume il suo primo profilo industriale solo agli inizi degli anni 90, quando Renzo Biondi rivoluziona il processo di rettifica e revisione cercando di intercettare le esigenze dei propri clienti: non più solo rettifiche, ma assistenza per tutte le parti meccaniche e non solo della vettura, allargando il bacino dei clienti dall'Italia a tutta l'Europa.
Per raggiungere questo risultato il primo passo è l'acquisto, nel 2002, di un centro di lavoro verticale a controllo numerico, uno strumento che aprirà a Cardini il mondo delle lavorazioni industriali di cui Biondi intuisce i vantaggi.
Nel 2006, infatti, è lo stesso Biondi a fare pressioni su un produttore di robot industriali per realizzare un braccio automatizzato a cinque assi in grado di eseguire in maniera automatizzata e controllata le saldature su basamenti e testate. Grazie a questo risultato il gruppo Cardini raggiunge una produttività di 1.800 motori e oltre 3.000 testate revisionate all'anno, numeri degni di un produttore OE.

Non solo motori
Renzo Biondi, però, intuisce che i continui investimenti per aumentare la produttività della revisione motori e poter garantire lavorazioni all'avanguardia non sono sufficienti a rimanere competitivi sul mercato: i clienti chiedono più servizi a 360°. Così Cardini, negli anni, ha iniziato una serie di lavorazioni all'avanguardia, investendo in maniera importante nella formazione dei propri tecnici.
Oggi Cardini revisiona, oltre ai motori, turbocompressori (1.600 l'anno), pompe iniezione (oltre 1.200 l'anno), iniettori pompa, pompe common rail, radiatori (3.500 l'anno) e cambi (ogni anno 1.000). Proprio il cambio rappresenta l'ultimo fiore all'occhiello di Cardini; dopo una lunga formazione effettuata all'estero, infatti, nel 2009 i tecnici dell'azienda lucchese sono pronti per revisionare ogni tipo di cambio, anche automatico, e di idroguida.
Formula 2: la competizione
è anche sul servizio
Per quanto si possa investire in formazione e tecnologie, però, ogni parte di ricambio sottostà a logiche di mercato che spesso sono indipendenti dal lavoro svolto. Un esempio è rappresentato dalla discrepanza sulle garanzie, che negli ultimi anni ha penalizzato le rettifiche: l'autofficina, infatti, deve garantire una garanzia di due anni all'automobilista, come richiesto dal Codice del Consumo, mentre per le garanzie commerciali, invece, il limite minimo è di un anno. Una legislazione che spesso fa scegliere agli autoriparatori componenti nuovi. Per questo Cardini ha lanciato Formula 2, una proposta commerciale in cui l'azienda si impegna a riconoscere una garanzia di due anni anche all'autoriparatore, senza caricare alcun costo ai propri clienti.
Per venire incontro alle esigenze sempre più stingenti del mercato, Cardini ha attivato un servizio di consegna in 24 ore, con ritiro gratuito in tutta Italia. Inoltre, in ogni prodotto Cardini sono allegate le avvertenze e le istruzioni tecniche sul prodotto acquistato.
Il servizio è un elemento fondamentale per Cardini e proprio per questo è stato attivato un servizio di analisi, riparazione e modifica che si svolge in tempo reale, in totale autonomia e in qualunque luogo.
 
Rigenerare l'elettronica
Come se non bastasse, nel 2008 Cardini ha inaugurato un nuovo capannone, adiacente allo stabilimento storico, in cui lancia la divisione elettronica: è lì che va il mondo e Biondi non vuole perdere il treno.
Si tratta di una divisione dedicata alla rigenerazione delle centraline e ai componenti elettronici presenti sull'auto.   

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