Articoli | 20 Maggio 2020 | Autore: Cristina Palumbo

Exide: come cambia l'energia, presente vs futuro

Come sarà la batteria del futuro? Scomparirà la batteria tradizionale Piombo-Calcio? Cambierà il mestiere dell'autoriparatore? A queste domande abbiamo risposto con l'aiuto di un esperto: Guido Scanagatta, Senior Product Manager Transportation EMEA di Exide Technologies.
 

Pensare al futuro della mobilità significa molte cose, soprattutto in questo momento dove bisogna mettere in campo nuove idee per fare delle ipotesi sulla ripresa post Covid-19, ma è importante cercare di delineare scenari più ampi per dare un giusto orientamento al futuro della filiera.

Oggi parliamo di batterie con Guido Scanagatta, Senior Product Manager Transportation EMEA di Exide Technologies, non tanto per i problemi contingenti di mantenere “sana” la batteria in questi mesi di fermo dell'auto, ma per capire cosa succederà a breve e lungo termine in questo settore e a cosa devono prepararsi gli autoriparatori.
 
La mobilità del futuro, più o meno velocemente, va verso l'elettrificazione delle vetture, cosa significa questo per le batterie tradizionali?
Siamo di fronte a due megatrend: da un lato la necessità prevista dalle normative europee che punta a una riduzione sempre più massiccia delle emissioni nocive di CO2, e quindi un forte incremento nell'applicazione delle tecnologie Start&Stop; dall'altro l'ibrido sempre più spinto e la guida autonoma, che comportano la necessità di far convivere più sistemi di alimentazione all'interno dell'auto, con richieste di energia superiori a quanto succede oggi.

Stiamo parlando di un motore termico che sopravvive anche nell'auto di domani, perché ci sarà sempre la necessità di avviare l'auto, e che sarà “costretto” a convivere anche con un altro sistema ancora per tanto tempo.
In estrema sintesi, la batteria tradizionale continuerà ad avere un ruolo fondamentale, paradossalmente possiamo ipotizzare un futuro roseo per quanto riguarda il suo impiego anche di fronte a una eventuale accelerazione dell'auto elettrica e a guida autonoma, ma gli autoriparatori devono aspettarsi di tornare “a studiare” perché la gestione delle batterie (e parliamo proprio al plurale) sarà sempre più complessa.

 
Ci spiega meglio perché aumenterà l'impiego delle batterie tradizionali?
Ci sono diverse considerazioni da fare in proposito. Innanzitutto, dobbiamo pensare a un'auto che avrà una nuova architettura con sistemi integrati, di alimentazione, ma anche di dispositivi di sicurezza e servizi. Se dunque le auto di “vecchia concezione” utilizzavano la batteria fondamentalmente per l'avviamento e qualche sistema di infotainment, oggi dobbiamo pensare a un veicolo molto più complesso, che richiede molta più energia per continui riavvii del sistema Start&Stop, ma anche per i dispositivi ADAS e tutta l'elettronica di bordo per la gestione dei sistemi e dei servizi accessori.

Inoltre, molti costruttori prevedono un moltiplicarsi delle batterie in funzione della necessità di garantire la sicurezza in un'auto sempre più autonoma; una sicurezza che si può garantire solo con una ridondanza di sistemi.
Per fare un esempio, abbiamo dei sistemi molto semplici e presenti su tutte le vetture come le chiusure centralizzate e altri più sofisticati come i radar anticollisione, ma entrambi sono controllati e gestiti attraverso centraline elettroniche e alimentati a 12 V. I costruttori devono fare ipotesi costruttive che tengano conto della possibilità che il sistema elettrico abbia un cedimento o un guasto, senza che questo interferisca con il corretto funzionamento del dispositivo. Un po' come succede ad esempio con le strutture ospedaliere che hanno generatori di emergenza. In questo caso si può assicurare la piena affidabilità del sistema con una ridondanza di sistemi di alimentazione, che possano intervenire a supporto o in sostituzione di quello in crash. Tutto ciò potrebbe tradursi in un moltiplicarsi di batterie per alimentare i diversi sistemi. A bordo, dunque, ci potranno essere più batterie e di diverse tipologie e chimiche.

Al di là del fatto che il parco circolante andrà modificandosi molto lentamente e che le batterie tradizionali avranno comunque lunga vita anche in base all'anzianità del circolante, per il futuro possiamo ipotizzare innanzitutto un incremento dei sistemi Start&Stop sui veicoli finora esclusi; poi una spinta verso l'ibrido, mild e full hybrid. Ci sarà, dunque, una doppia batteria per i sistemi mild-hybrid, dove il secondo pacco batteria è generalmente a 48 Volt e servirà ad accumulare l'energia che poi viene “ridistribuita” a seconda delle necessità.
Per i sistemi full hybrid, invece, la struttura è molto diversa, ma in ogni caso continuerà ad esserci un motore termico che richiede l’avviamento, anche a freddo, e una batteria di dimensioni importanti per la gestione della trazione elettrica, magari anche una terza batteria con una chimica diversa.
Qui stiamo parlando di sistemi che conviveranno almeno per i prossimi 10 anni, mentre spostando l'orizzonte a 20 /30 anni allora si può pensare a un incremento notevole dei veicoli full electric, dove il motore termico cederà il passo, ma rimarranno dei sistemi che sarà più conveniente alimentare con una batteria piombo acido per robustezza, tolleranza agli abusi, affidabilità e costo.

Possiamo individuare scenari futuri dell'evoluzione del mondo batteria perché, in qualità di fornitore di primo impianto, Exide ha competenze specifiche ed è pienamente coinvolta in questo processo di engineering e sviluppo di soluzioni.

 
Più batterie e diverse chimiche: come scelgono quindi le batterie i costruttori e quali sono i parametri che dettano queste scelte?
Come dicevo, al di là del tipo di veicolo e di alimentazione, sarà ancora e sempre necessario avviare il motore a freddo e dunque utilizzare una batteria in grado di erogare elevato spunto. La batteria tradizionale Piombo-acido è quella che meglio si presta a questo scopo, ma non solo a questo. Questa è infatti una batteria molto robusta, efficiente, che dimostra grande tolleranza agli abusi (termici, di vibrazioni, di sovraccarica e sottoscarica), che offre una grande affidabilità ed è molto economica, oltre a essere altamente riciclabile.

Inoltre, ci sono molti sistemi automotive presenti su tutti i veicoli che sono alimentati a 12 Volt (fanaleria, ADAS, centraline, attuatori, sensori, ecc.) ed è molto più semplice gestirli con una batteria dedicata piuttosto che pensare di derivare l'energia dalla batteria della trazione elettrica che viaggia su voltaggi estremamente elevati.
Se le batterie al Litio rimangono la soluzione privilegiata per l'auto elettrica in generale, perché offrono la possibilità di fornire una elevata densità di energia senza particolari vincoli di spazio, per contro non riescono a garantire la stessa economicità, durata e riciclabilità delle batterie tradizionali. Inoltre, le batterie al litio sono più “sensibili”, quindi devono essere posizionate in posti dove sono più protette, mentre quelle tradizionali hanno più opzioni di posizionamento perché resistono bene alle vibrazioni e agli sbalzi termici.
Pensare dunque a un futuro di circolante con un 30% di auto elettriche non significa affatto pensare alle sole batterie al litio, ma anzi lavorare su più fronti, cosa che gli stessi autoriparatori dovranno fare.

Exide, come dicevo, è parte coinvolta in questo processo ed è importante capire che al momento a livello mondiale, fra i costruttori auto, non esistono standardizzazioni e protocolli comuni e questo implica che ogni casa auto stia cercando delle soluzioni ad hoc. Exide è partner di molti costruttori e questo ci permette di studiare diverse alternative e avere una visione d'insieme davvero globale, che ci dà non solo le competenze necessarie per la fornitura dei prodotti di primo impianto, ma anche per cogliere le necessità della filiera e anticiparne le esigenze.
 
A fronte di questo scenario come cambia e cambierà il lavoro dell'autoriparatore?
Ci sono due aspetti da considerare e che possiamo sintetizzare con una frase: l'autoriparatore dovrà riscoprire il mestiere dell'elettrauto, con tutti gli aggiornamenti del caso.
I guasti e le difettosità di funzionamento dell'auto saranno sempre meno meccanici e sempre più elettronici ed elettrici e dunque l'autoriparatore deve imparare a gestirli.

Sarà necessario imparare a fare una valutazione preventiva dello stato della batteria e una vera e propria diagnosi. Ovviamente ci sono strumenti appositi per questo ed Exide offre al mercato un tester ad hoc.
Il moltiplicarsi dei sistemi elettrici e delle batterie che li alimentano significherà capire le differenze tra le varie tipologie di accumulatori, il loro funzionamento e le funzionalità. Bisogna imparare a capire che le batterie non sono tutte uguali e che ciascun veicolo necessita di una o più batterie specifiche a seconda della mansione svolta. Identificare la corretta batteria diventa un must.
Anche l'architettura del veicolo sarà una reale difficoltà, perché in assenza di standard comuni i costruttori auto posizionano le batterie in posti diversi, creando una ulteriore complicazione nel localizzare la batteria.

Diventa dunque sempre più importante che l'automobilista non pensi più al cambio batteria “fai da te” e faccia subito presente al suo meccanico di fiducia eventuali anomalie di funzionamento, ad esempio dello Start&Stop. Bisogna non solo pensare alla batteria come a un sistema da diagnosticare, ma anche che la sua sostituzione richiede un impegno e un tempo maggiori, perché saranno necessari anche interventi di reset delle centraline.
Un'altra considerazione da fare è legata ai trend della mobilità, che sta sempre più virando verso le flotte e il car sharing a discapito della proprietà. Questo significa che nella scelta del tipo di batteria da montare si separano i due parametri di costo e prestazioni: laddove sul veicolo privato e magari datato si predilige una batteria “da battaglia” che costi poco, nelle vetture più nuove e appartenenti alle flotte si cerca una prestazione più elevata che dia maggior affidabilità, anche se magari può costare di più. Se in passato la batteria era solo una commodity oggi è sempre più un elemento “da scegliere”.
 
Di fronte a questo complicarsi dell'attività dell'autoriparatore cosa fa o può fare Exide?
Exide ha la possibilità di diventare sempre più un partner per la filiera proprio perché già partner dei costruttori. Abbiamo le competenze necessarie per dare tutta l'assistenza tecnica necessaria nella scelta della batteria, nella sua manutenzione e diagnosi.

Offriamo uno strumento online per l'identificazione della corretta batteria e diamo un tester per la sua diagnosi, così che l'autoriparatore possa fare una valutazione del suo stato di carica ed eventualmente consigliarne la sostituzione preventiva.
La formazione e l'educazione sono elementi fondamentali non solo per l'autoriparatore, ma per tutta la filiera; anche chi vende il prodotto deve essere in grado di dare le giuste indicazioni. Il nostro ruolo è perciò molto attivo nei confronti di tutti gli attori della filiera aftermarket.

Chi tratta batterie oggi non offre più solo un prodotto, ma un servizio e senza competenze specifiche questo non è possibile.

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Tags: batteria exide

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