Articoli | 11 June 2026 | Autore: Tommaso Caravani

Nissens entra nelle bobine di accensione

Nissens presenta una nuova gamma completa di bobine di accensione. Non un semplice prodotto nuovo, ma il frutto dell’unione con SMP, azienda storica specializzata tra l’altro in produzioni per l’OE.

 

Negli ultimi anni molti produttori aftermarket hanno ampliato il proprio portafoglio prodotti. In alcuni casi si tratta di estensioni naturali di gamma, in altri di semplici logiche commerciali legate al one-stop-shop.

Il caso Nissens, però, è leggermente diverso. Dietro l’ingresso del gruppo danese nel mercato delle bobine di accensione non c’è soltanto la volontà di presidiare una nuova categoria, ma l’accesso diretto a capacità industriali e prodotti già consolidati nel primo impianto, grazie all’integrazione con Standard Motor Products (SMP).
D’altronde, sul mercato esistono quasi 160 marchi di produttori di bobine, sarebbe un follia pensare di trovare uno spazio se non si ha dalla propria parte un solido know-how.

Proprio per far comprendere la differenza della nuova linea Nissens Ignition Coil rispetto a cioè che è già presente sul mercato, l’azienda ha organizzato una due giorni di presentazione chiamata Global Press Day che si è svolta dal 27 al 29 aprile a Białystok, in Polonia.
 

Una scelta strategica

Il progetto deriva direttamente dall’acquisizione di Nissens da parte di SMP, gruppo statunitense attivo sia nell’OE sia nell’IAM con oltre 20 stabilimenti produttivi nel mondo. Il management ha spiegato come l’obiettivo sia trasferire know-how e capacità industriali SMP all’interno dei brand Nissens e Ava Cooling.

Il lancio della linea ignition coil rappresenta probabilmente il passaggio più simbolico di questa integrazione.
Non tanto per il prodotto in sé, quanto perché porta Nissens fuori dal solo concetto di raffreddamento e dentro un’area più ampia che l’azienda definisce “Engine Efficiency System”.

La scelta non è casuale. Le bobine di accensione restano infatti una categoria con elevati volumi sostitutivi e un parco circolante ancora fortemente dipendente dai motori endotermici. Nella sua presentazione, Nissens sottolinea come nel 2025 circa il 95% del parco europeo sia ancora composto da vetture ICE o ibride, mentre nel 2035 la quota resterà comunque intorno al 75%, con un’età media del parco superiore ai 13 anni.

È un elemento interessante perché mostra come molti produttori aftermarket stiano ormai ragionando su una doppia traiettoria: prepararsi all’elettrificazione senza però abbandonare le opportunità economiche ancora presenti nell’endotermico, soprattutto nel post-vendita indipendente.
 

Bobine progettate per l’aftemarket

Nissens ha spiegato di aver individuato uno spazio preciso nel mercato delle ignition coil. Secondo Steffen Bjerg Jensen, Senior Director Category Management & Strategy, il segmento premium è fortemente occupato dall’OE, mentre la fascia bassa soffre di problemi qualitativi diffusi.
L’obiettivo dichiarato è quindi collocarsi in una fascia intermedia “better quality”, capace di combinare standard elevati e approccio aftermarket.

È proprio qui che emerge uno degli elementi più interessanti del progetto. Durante il press day Nissens ha insistito più volte sul concetto di “aftermarket-oriented engineering”: bobine pensate non semplicemente per replicare il componente OE, ma per correggerne alcune criticità note.

Secondo l’azienda, molti guasti derivano da problemi di dissipazione termica, infiltrazioni di umidità o stress eccessivi sugli avvolgimenti interni. Da qui la scelta di introdurre, su alcuni modelli, soluzioni tecniche specifiche: più sezioni interne negli avvolgimenti per distribuire meglio la tensione, resine epossidiche rinforzate contro le crepe termiche, design monoblocco anti-umidità e magneti premium per migliorare la stabilità della scintilla.

Nella documentazione tecnica presentata a Białystok, Nissens sostiene che alcuni modelli arrivino fino al 9% in più di spark energy rispetto all’OE, con tempi di scarica superiori e temperature operative inferiori.

La parte tecnica della presentazione è servita anche a spiegare perché una categoria apparentemente semplice come quella delle bobine continui in realtà a rappresentare un mercato rilevante per l’aftermarket.

Una bobina moderna lavora infatti migliaia di volte al minuto, in condizioni di forte stress termico e vibrazionale. Quando inizia a deteriorarsi, i sintomi non si limitano alla perdita di prestazioni: aumentano consumi, emissioni e rischio di danni al catalizzatore dovuti a combustione incompleta.
Secondo Nissens, la durata teorica di una bobina di qualità può arrivare tra 120.000 e 160.000 chilometri, ma i motori moderni downsized, caratterizzati da temperature e regimi più elevati, stanno aumentando lo stress operativo del componente.
 

Una produzione europea, una gamma già ampia

Dal punto di vista industriale, il progetto si appoggia allo stabilimento polacco SMP di Białystok, realtà che produce ignition coil dal 1983 e che in passato è stata anche fornitore Fiat. Oggi il sito conta circa 800 dipendenti, oltre 90 ingegneri e una capacità produttiva che supera i 7,5 milioni di bobine all’anno.

Anche questo aspetto non è secondario. In un mercato aftermarket dove molte categorie elettriche ed elettroniche stanno vivendo una crescente pressione competitiva asiatica, la scelta di insistere su produzione europea, certificazioni IATF e sviluppo interno rappresenta parte integrante del posizionamento commerciale del prodotto.

La gamma iniziale comprenderà oltre 230 codici, con copertura dichiarata superiore al 65% del parco circolante europeo e oltre 1.000 codici OE coperti. Saranno disponibili le principali tipologie oggi presenti sul mercato: pencil coil, coil-on-plug, rail coil e block coil.

Il lancio commerciale ha seguito una logica ormai tipica dei grandi gruppi aftermarket: lancio prodotto a fine 2025, attivazione distributiva tra marzo e aprile 2026, forte supporto marketing e successiva accelerazione attraverso fiere internazionali, press tour e programmi di attivazione per grossisti.
 

Conclusione

Dietro la nuova linea ignition coil, quindi, non sembra esserci soltanto l’aggiunta di una categoria prodotto. Piuttosto, emerge il tentativo di trasformare Nissens in un marchio sempre meno verticale sul cooling e sempre più trasversale sui sistemi motore ad alta efficienza.

Una direzione che molti operatori aftermarket stanno seguendo mentre il settore prova a capire quanto a lungo endotermico, ibrido ed elettrico continueranno a convivere nello stesso mercato post-vendita.

Chi è Standard Motor Products

Standard Motor Products - SMP - è uno dei grandi gruppi statunitensi specializzati nei componenti elettrici ed elettronici automotive. Fondata nel 1919 a New York, l’azienda opera oggi sia nel primo impianto sia nell’Independent Aftermarket, con una presenza industriale distribuita tra Stati Uniti, Messico, Canada, Europa e Asia.

Il gruppo sviluppa e produce una vasta gamma di componenti legati alla gestione motore e all’elettronica del veicolo: bobine di accensione, sensori ABS e temperatura, switch, solenoidi VVT, componenti per fuel injection, gestione emissioni e sistemi elettronici destinati ai motori endotermici e ibridi.

Negli anni SMP ha costruito una posizione particolarmente forte nel segmento engine management, diventando uno dei principali fornitori aftermarket nordamericani per componenti ad alta rotazione tecnica. Parallelamente il gruppo mantiene anche attività OE e contract manufacturing per diversi costruttori automotive.

La presenza industriale europea del gruppo si concentra tra Polonia, Danimarca e Slovacchia. Oltre allo stabilimento di Białystok dedicato a bobine, sensori e componenti elettronici, SMP può oggi contare anche sulla rete produttiva e logistica entrata nel gruppo con l’acquisizione di Nissens Automotive nel 2024.

Tra i principali poli europei figurano Horsens, in Danimarca - storica sede di Nissens - gli impianti slovacchi di Čachtice dedicati agli scambiatori termici in alluminio e le strutture polacche di Niepołomice e Plewiska, utilizzate per attività aftermarket, remanufacturing e logistica europea.
 

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Tags: bobine nissens

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