News | 11 Ottobre 2019 | Autore: Giorgio Spolverini

Focus e-mobility: auto elettriche? Appannaggio ancora di pochi…

Le auto elettriche e ibride, anche se in crescita, sono ancora una nicchia che pesa appena circa lo 0,5% sia considerando il mercato nazionale sia quello internazionale. Costi, autonomia ed effettivo inquinamento ecologico (dovuto principalmente dalla dipendenza dalle batterie tradizionali) ancora non ne facilitano la diffusione.

 

L’affermazione delle auto elettriche non è ancora così vicina, anche se il motore ormai protagonista del mercato da anni, ovvero il Diesel, scende in picchiata.
Prima che si possa parlare di un circolante elettrico, dunque, passerà ancora un po’ di tempo.
Vediamo qual è la situazione attuale.
 
Le vendite in Italia e in Europa
Il panorama italiano, stando agli ultimi dati di vendita Unrae, mostra i modelli a gasolio scendere drasticamente dalle preferenze, mentre salgono quelli a benzina; i veicoli elettrici, invece, registrano numeri in lieve crescita, che però non bastano a far guadagnare una quota percentuale rilevante per quanto riguarda le immatricolazioni mensili: il dato è infatti ancora ben al di sotto dell’1%.
Anche a livello europeo, seppur si tenda a parlare di boom, in media ogni 50 auto vendute, una sola è elettrica…
In particolare, nell’attuale quadro, il boom è relativo alle auto a benzina: +45% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente con oltre 39.000 auto immatricolate (sempre in Italia) e una quota ormai prossima al 44% sul totale del venduto.
Diversamente, il Diesel scende del 34% in termini di vendite, mantenendo una quota di mercato inferiore al 40%: un abisso in confronto al 2018, quando il gasolio valeva il 56% del mix delle alimentazioni.
Per quello che riguarda le alimentazioni alternative, salgono GPL e metano rispettivamente del 18% e 34%; scendono invece le auto ibride ricaricabili alla presa di corrente (PHEV, Plug-in Hybrid Electric Vehicle), ovvero quelle che hanno un motore elettrico abbinato a un propulsore termico, in calo di oltre il 20%.
Le ibride normali, invece, salgono lievemente di un 8%, grazie soprattutto all’impennata di vendite di modelli Diesel più elettrico.
La categoria delle ibride, così, nel complesso sale del 5,6%, con una quota di mercato inferiore al 5%.
Le vetture solo elettriche invece salgono sì del 181%, ma si parla però di numeri piccolissimi, ovvero 534 pezzi venduti contro 190 dell’estate 2018. Il loro “peso” sul mercato è quindi di appena lo 0,6%.
Questo quadro, come ben si evince, la dice lunga sulla fiducia media accordata attualmente dagli automobilisti verso l’alimentazione elettrica.
 
Ecco perché l’elettrico non decolla
Il motore elettrico sicuramente rappresenta una soluzione all’inquinamento, che resta però poco efficace finché si dipenderà dalle batterie attuali, inquinanti sia in fase di produzione come anche in quella di smaltimento.
Poi resta il discorso dell’autonomia, decisamente ridotta nei confronti delle motorizzazioni tradizionali (soprattutto Diesel), e dei tempi di ricarica, ancora troppo lunghi.
Insomma, sicuramente l’alimentazione elettrica può rappresentare una soluzione pulita per la circolazione, ma non allo stato attuale.
Un altro elemento quindi da non sottovalutare è il prezzo di acquisto ancora impegnativo, nonostante gli ecoincentivi previsti dal governo fino a quota 6.000 euro.
 
Quanto offre l’ecobonus?
In particolare, la Legge di Bilancio 2019 in vigore fino al 31 dicembre 2021 (consultabile sulla piattaforma online del ministero dello Sviluppo economico https://ecobonus.mise.gov.it/) prevede l’erogazione di un ecobonus in base al livello di emissioni della vettura, ibrida plug-in o elettrica, da un minimo di 1.500 euro a un massimo di 6.000 euro.
Diversamente, per i modelli che inquinano di più, viene applicata un’ecotassa da 1.100 a 2.500 euro in base al livello di emissioni.
Le auto che usufruiranno degli incentivi 2019 sono distinte in due grandi fasce, in base al valore delle emissioni: da 0 a 20 g/km di CO2, il bonus oscilla tra 6.000 e 4.000 euro, a seconda che l’acquisto avvenga con o senza rottamazione; da 21 a 70 g/km di CO2, l’ecobonus è compreso tra 2.500 euro in caso di rottamazione e 1.500 euro senza rottamazione.
 
Le principali novità
Sono sempre più numerose le ultime novità nel mondo delle auto elettriche.
Audi, per esempio, propone il suo primo SUV elettrico e-tron, accreditato di oltre 400 km di autonomia. Il prezzo però parte da circa 84.000 euro…
La Volkswagen ID.3 invece non è solo un’auto elettrica, ma anche “verde” al 100% in fase di produzione, secondo la casa tedesca. Per questo, la raccomandazione di Volkswagen è quella di ricaricare le batterie dell’auto scegliendo energia frutto di fonti rinnovabili. Il prezzo dovrebbe aggirarsi intorno a 24.000 euro.
Mini Cooper SE è completamente elettrica ed eredita parte della sua tecnologia dalla BMW i3. La potenza di 184 CV garantisce prestazioni da sportiva, tranne che in velocità massima, limitata a 160 km/h. Il prezzo ancora non è definito, ma sicuramente superiore a 40.000 euro.
Mercedes EQ C è il SUV completamente elettrico della casa di Stoccarda capace di percorrere 450 km con un “pieno” di energia. Il prezzo si aggira intorno a 85.000 euro.
La Tesla Model Y è una compatta SUV che, in USA, dovrebbe costare meno di 40.000 dollari.
Per la Opel Corsa elettrica invece servono almeno 33.000 per acquistarla e oltre mezzo anno per averla, visto che si parla di luglio 2020.
La DS3 Crossback è un’elettrica da 136 CV con prezzi compresi tra 40.000 euro e 47.000 euro circa.
 
Che prezzi!
Il prezzo delle auto elettriche, oltre agli altri limiti precedentemente esposti, è una delle componenti che ancor oggi non ne facilita la diffusione: difficile trovarne sotto 30.000 euro. Il prezzo medio di quelle disponibili oggi si aggira intorno a 43.000 euro.
In particolare, l’auto elettrica più economica è la Smart ForTwo Coupé da circa 24.000 euro, seguita da altre piccole “automobiline”, come la Renault Zoe da 27.000 euro, la Peugeot iOn da 28.000 euro, la Mitsubishi i-MiEV da 30.000 euro, la Citroen C-Zero da 31.000 euro, per poi catapultarsi a oltre 40.000 euro con la DS3 Crossback, la Nissan Leaf, la Hiundai Ioniq, la BMW i3, la Volkswagen e-Golf, la Tesla Model 3 da 61.000 euro, la Jaguar I-Pace da 82.000 euro eccetera.
 
Autonomia e prezzo salgono di pari passo
Se oltre all’uso cittadino, si vuole “persino” viaggiare, allora possono essere dolori. Più alta è l’autonomia (dichiarata), più bisogna spendere, e anche parecchio, per l’acquisto di un’auto elettrica.
Per esempio, per accaparrarsi una Tesla Model S da 632 km, servono almeno ben 150.000 euro, che crescono a 160.000 per una Tesla Model X da 565 km.
La Jaguar i-Pace, in questo panorama, è tutto sommato abbastanza economica, con i suoi 480 km di autonomia e gli 80.000 euro che servono per acquistarla.
Per la Mercedes EQ C si parla di 450 km e 100.000 euro.
La Nissan Leaf invece può “venir via” per 34.000 euro e sarebbe in grado di percorrere 378 km…
Naturale che per queste auto, forse, la miglior formula disponibile potrebbe essere l’affitto a lungo termine.
 
Previsioni
Non è mai facile fare previsioni a lungo termine, ma secondo Bloomberg sarà il 2037 l’anno in cui saranno vendute più auto elettriche che termiche, anche se il motore a scoppio non si prevede scomparirà.
Il costo delle inquinanti batterie ancora influenza molto quello finale dell’auto.
Un pareggio con i motori termici sarebbe previsto per il 2025.
Anche a livello globale oggi le vendite di auto elettriche rappresentano appena lo 0,5% del totale e per cambiare questo dato ci vorrà tempo.
La crescita delle auto elettriche sarà però favorita dalla crescita dell’intero mercato auto: sembra che entro il 2040 ci saranno 1,68 miliardi ai auto circolanti nel mondo, grazie a una crescita della domanda da parte dei paesi emergenti.
La stima di Bloomberg sul circolante è inferiore, perché saranno in crescita i servizi di condivisione a partire dal 2030. Le auto condivise saranno in gran parte elettriche. Così la stima finale è di 500 milioni di macchine elettriche e 40 milioni di veicoli commerciali a batteria per il 2040.
La flotta invece dotata di tradizionale motore termico crescerà fino al 2030 per poi diminuire gradualmente. Cina ed Europa saranno i principali paesi dove crescerà l’auto elettrica, seguiti a distanza dagli USA.
Difficile prevedere l’andamento di crescita delle infrastrutture di ricarica, ovvero le colonnine, attualmente 630.000 punti pubblici installati a livello globale, ai quali vanno aggiunti un numero indefinito di wallbox privati e aziendali.
Dal punto di vista tecnico, si stanno affermando standard di ricarica veloce (150-250-350 kW di potenza) e si sta sperimentando la ricarica wireless, i sistemi di scambio delle batterie e il roaming tra chi offre i servizi di ricarica. Nessuna di queste tecnologie però è ancora in grado di permettere all’auto elettrica di compiere il grande salto su quella termica, a livello di comodità e autonomia.
 

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