News | 09 Novembre 2020 | Autore: redazione

​Autoriparazione: la filiera non si ferma

Anche in questa fase, la filiera della riparazione non si ferma poiché rientra tra quelle attività ritenute essenziale per il nostro paese.


 

L’ultimo DPCM firmato dal Premier Conte in vigore fino al 3 dicembre 2020 chiarisce che tutti gli attori della filiera della riparazione possono rimanere aperti in tutta Italia, anche quelli che operano nelle zone considerate più a rischio (le zone rosse). Ricordiamo che ad oggi (9 novembre 2020) queste zone sono quattro e sono le seguenti: Calabria, Lombardia, Piemonte e Valle d’Aosta.

La nostra filiera, dunque, rientra ancora una volta tra quelle attività ritenute essenziali a cui spetta un compito fondamentale: garantire la mobilità di persone e merci. Una filiera, infatti, che ha anche il compito di garantire l’efficienza dei mezzi impiegati nell’attività di trasporto sanitario o di pubblica sicurezza.

ANFIA, Associazione Nazionale Filiera Industria Automobilistica, ha da poco inviato una nota ufficiale per fare il punto della situazione, indicando come le attività di riparazione e la distribuzione ricambi possano essere considerate di primaria necessità. “Le attività della rete di vendita e assistenza autoveicoli, insieme a quelle di rivenditori di parti e accessori, rientrano, infatti, nella lista delle attività di commercio al dettaglio necessarie”, dichiara l’Associazione. La loro apertura, continua ANFIA, al pubblico è ovviamente soggetta al rispetto delle disposizioni relative all’autocertificazione dei movimenti e all’applicazione del protocollo di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19, sottoscritto il 24 aprile scorso. Quanto a quest’ultimo, poi, molte realtà commerciali e industriali della filiera automotive l’avevano anticipato già nelle prime settimane del lockdown di marzo-aprile, grazie alla sottoscrizione di specifici protocolli aziendali tuttora in vigore a potenziamento delle misure vigenti.

Il commento di Gianmarco Giorda, direttore di ANFIA

“In una fase così difficile per il paese, la filiera automotive italiana non può che sposare pienamente l’appello a rispettare tutte le prescrizioni e misure di sicurezza in vigore per contrastare l’aggravamento della pandemia a tutela di tutti i lavoratori, fornitori e clienti.
Proseguire le attività in sicurezza è quantomai importante in questi mesi, per evitare un nuovo tracollo del mercato, che provocherebbe conseguenze devastanti per il settore. Voglio ricordare quanto duramente quest’ultimo sia stato colpito dal precedente lockdown nazionale, che aveva visto la chiusura dei concessionari dal 12 marzo al 3 maggio e la sospensione delle attività produttive non essenziali dal 22 marzo, con il conseguente quasi azzeramento delle vendite di autovetture (-85,4% a marzo e -97,5% ad aprile, con un ribasso del 51% nel bimestre, rispetto a marzo-aprile 2019) e crolli molto pesanti anche nei comparti dei veicoli commerciali e industriali.
Ora che la domanda di auto, dallo scorso agosto, è risultata in recupero grazie alla spinta degli incentivi – il consuntivo dei primi 10 mesi del 2020 è comunque a -30,9% e per fine anno è prevista una contrazione complessiva del 25% rispetto al 2019 – un ulteriore arresto sarebbe impensabile. Guardando al futuro riteniamo indispensabile un rinnovo delle misure di sostegno alla domanda, secondo una strategia mirata a premiare l’acquisto delle vetture con emissioni di CO2 più in linea con gli obiettivi europei di decarbonizzazione della mobilità, instradando così i consumatori verso un cambio di paradigma che investe anche le loro scelte d’acquisto, modalità di fruizione della mobilità e abitudini di spesa.
Accanto a questo, è fondamentale attuare, nella cornice del Recovery Plan, un piano di interventi per il riposizionamento strategico e il vantaggio competitivo della filiera industriale automotive italiana, chiamata a uscire vittoriosa non solo dalla crisi Covid, ma anche dalla rivoluzione green e digitale”.

DPCM e gommisti

Tra le altre attività ritenute essenziali con il nuovo DPCM c’è anche quella dei gommisti. A segnalarlo le Associazioni di categoria della filiera dei pneumatici. 

“Assogomma si è fatta promotrice, insieme alle Associazioni che rappresentano i rivenditori specialisti, di un documento condiviso che ha lo scopo di chiarire l’applicazione del DPCM del 3 novembre”, ha detto il direttore di Assogomma Fabio Bertolotti che ha inoltre sottolineato come ci sia stata piena convergenza di vedute tra le Associazioni con lo scopo di tutelare operatori ed automobilisti che devono mettersi in regola con le Ordinanze di circolazione entro il 15 novembre. 
“In un momento di grande fermento sui punti vendita è importante fare chiarezza a favore degli operatori di settore ma soprattutto per tutti coloro che vogliono e devono mettersi in regola per circolare dopo il 15 novembre”.

Tutto ciò premesso, le Associazioni firmatarie esprimono le seguenti considerazioni ed indirizzi:

1. Devono essere rispettate le prescrizioni governative del DPCM del 3 novembre 2020;
2. I gommisti possono svolgere la loro attività di manutenzione, riparazione e commercio al dettaglio, a condizione che rispettino le misure di contrasto alla diffusione del virus negli ambienti di lavoro. È altresì consigliabile che vengano assicurate le prescrizioni relative alle attività commerciali di dettaglio e in particolare che siano effettuati ingressi in modo dilazionato evitando alle persone di sostare più del tempo necessario (vedi DPCM 3 novembre 2020, all.11). Una buona pratica, se non già adottata, potrebbe essere quella di operare su appuntamento; si ricorda inoltre che “è fatto obbligo nei locali pubblici e aperti al pubblico, nonché in tutti gli esercizi commerciali di esporre all’ingresso del locale un cartello che riporti il numero massimo di persone ammesse contemporaneamente nel locale medesimo, sulla base dei protocolli e delle linee guida vigenti”;
3. Gli utenti che sono in grado di giustificare lo spostamento dalla loro abitazione per le ragioni ammesse dal DPCM 3 novembre 2020 o da eventuali altri decreti, possono recarsi dal gommista per effettuare il cambio stagionale dei pneumatici, anche tenuto conto di quanto previsto dal Codice della Strada, ivi compresa la circolare del Ministero dei Trasporti del 17 gennaio 2014.


Segnaliamo, infine, che le Associazioni firmatarie sono le seguenti: ANIASA, AIRP, Assogomma, CNA e Federpneus.

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