
Il meeting in Puglia ha affrontato il rapporto tra autonomia delle imprese e appartenenza al consorzio. Il muretto a secco è diventato la metafora di una comunità costruita sul sostegno reciproco.
Si è svolto dal 19 al 24 settembre 2026, all’Ethra Reserve di Castellaneta Marina, in provincia di Taranto, il Meeting degli Associati Asso Ricambi. Il consorzio ha riunito ricambisti associati e fornitori partner per un programma di lavori assembleari, approfondimenti, incontri individuali e momenti di convivialità, dedicato al tema “Communitas - pietra su pietra”.
Il muretto a secco, elemento caratteristico del paesaggio pugliese, è stato il filo conduttore dell’incontro. Nella sessione plenaria aperta ad associati e partner, Andrea Camurati, presidente del Consorzio Assoricambi, lo ha utilizzato per raccontare il significato della Communitas: imprese diverse che conservano la propria identità e si sostengono reciprocamente, contribuendo alla solidità della struttura comune.
Ogni pietra conserva la propria forma
Nel discorso di Camurati, la diversità delle pietre rappresenta quella delle aziende associate. Ciascuna porta con sé una storia, un’esperienza e un modo di lavorare. La solidità dell’insieme nasce dalla capacità di trovare una posizione in cui queste differenze possano sostenersi reciprocamente.Essere indipendenti e far parte di qualcosa diventano così due condizioni che possono convivere. L’impresa mantiene la propria individualità, mentre il consorzio crea le relazioni che permettono di affrontare insieme le intemperie. La responsabilità della tenuta riguarda ogni partecipante: ciascuna pietra sostiene le altre e riceve sostegno da quelle vicine.
Camurati ha insistito anche sulla distinzione tra muro e muretto. Mentre il muro separa, il muretto a secco delimita lo spazio lasciando passare acqua, aria e luce: contiene senza chiudere. È un’immagine che descrive una comunità con una propria identità, capace di mantenere aperto il confronto e lo scambio.
C’è poi un altro aspetto della metafora: il muretto richiede manutenzione. Nel tempo occorre riposizionare alcune pietre, sostituirne altre, intervenire dove l’equilibrio si modifica. Anche la struttura consortile ha bisogno di questo lavoro continuo. Le relazioni costruite devono essere curate e adattate alle esigenze delle imprese che ne fanno parte.
Dall’appartenenza al confronto
Nel programma del meeting, Asso Ricambi ha individuato nella fiducia e nella condivisione di dati, informazioni ed esperienze gli elementi che tengono insieme il sistema. Un legame che diventa concreto quando gli associati mettono a disposizione conoscenze e punti di vista, contribuendo al lavoro comune.Nella stessa plenaria, Giampiero Pizza, direttore generale del Consorzio Assoricambi, ha ricondotto il tema dell’incontro alla capacità di mettere in relazione aziende, persone e competenze. Il confronto sugli scenari di mercato e sulle capacità necessarie per affrontarli ha accompagnato la riflessione sul ruolo del consorzio.
Tra gli strumenti presentati nel percorso del meeting figuravano anche analisi realizzate con il supporto dell’intelligenza artificiale, pensate per elaborare scenari e possibili risposte operative per i mesi e gli anni successivi. Un’attività inserita nel confronto con gli associati sulle scelte da affrontare.
Il tema dell’ascolto è stato approfondito da Francesco Sordi, consulente di marketing strategico e scientifico e CEO di Surf the Market, con l’intervento “Communitas: ascoltare per crescere”.
Il contributo di Sordi riguardava l’aggiornamento di un’analisi del posizionamento strategico di Asso Ricambi, attraverso l’ascolto di associati, partner e altri operatori. Il confronto serviva quindi anche a rileggere il ruolo del consorzio a partire dalla percezione di chi entra in relazione con esso.
L’esperienza di Daniele Cassioli
La plenaria è proseguita con Daniele Cassioli, pluricampione mondiale di sci nautico paralimpico e dirigente sportivo, intervistato da Umberto Seletto, direttore editoriale di InterAutoNews, nella sessione “Vedere per credere o credere per vedere?”.Cassioli è non vedente dalla nascita. Ha iniziato a praticare sport da bambino, avvicinandosi prima al nuoto e al karate e poi allo sci nautico, disciplina nella quale è entrato nella nazionale italiana paralimpica a soli dieci anni. Il suo percorso lo ha portato a conquistare numerosi titoli mondiali ed europei nelle specialità dello slalom, delle figure e del salto.
La sua presenza ha introdotto nel meeting un’esperienza personale e sportiva diversa da quella imprenditoriale degli associati. Il titolo dell’intervista richiamava il rapporto tra ciò che si può vedere e la fiducia necessaria per affrontare un percorso, inserendosi nel confronto dedicato all’ascolto e alla comunità.
Il lavoro sulle relazioni
Accanto ai lavori assembleari e alla plenaria, il meeting ha dedicato spazio agli incontri one-to-one tra associati e fornitori partner e, in parallelo, le attività di Asso Lab riservate ai ricambisti.L’ultimo giorno, il World Café è stato un momento di ascolto e confronto partecipato condotto da Enrica Vincenti, HR e psicologa del lavoro. Durante questa attività nessuna sedia è rimasta vuota.
È emersa una rete più consapevole rispetto al World Cafè svolto nel Meeting degli Associati 2017 a Jesolo, un gruppo che sa cosa chiede al Consorzio, ma riconosce anche ciò che dipende dal singolo Associato.
Ma il dato più interessante è un altro: la Communitas non viene raccontata come uno slogan del Consorzio, ma come una leva che gli Associati sentono ormai propria.
La visita a Matera, la cena a tema, il dj set e la cena di gala al Relais Histò hanno completato il programma. La durata del meeting ha consentito di affiancare agli appuntamenti formali occasioni di incontro più distese, nelle quali proseguire il dialogo tra aziende e persone.
La riflessione di Camurati ha richiamato anche il lavoro da fare dopo il Meeting degli Associati: continuare a curare l’equilibrio della struttura, spostando le pietre quando serve e intervenendo sui punti che richiedono attenzione. Per Asso Ricambi, questo significa mantenere vivo il confronto tra gli associati e adeguare il lavoro comune alle esigenze che emergono dalle singole imprese.
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