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Articoli | 01 Maggio 2004 | Autore: Giorgio Spolverini

Rettificatori: la tecnica e l’arte di riparare motori

Immagine di apertura La parola ai rettificatori, professionisti continuamente messi alla prova dall’evolversi delle tecnologie auto. Quali sono, anche alla luce delle nuove norme sulle garanzie, i loro rapporti con i motori di oggi e come sta cambiando la loro clientela.

Anche quando il più usurato dei motori sembra aver alzato bandiera bianca, questo non rappresenta certo un problema per gli ultimi veri tecnici rimasti nel settore della riparazione meccanica: i rettificatori. Una professione però, quella del riparatore dei motori, che sta soffrendo un leggero periodo di crisi dovuto soprattutto alla continua evoluzione dell’automobile, al suo miglioramento e alla sempre più consistente presenza della casa madre dietro il veicolo sotto forma di garanzie prolungate (fino a cinque anni quella concessa, ad esempio, dal colosso nipponico Toyota) e modalità d’intervento. Praticamente, motori più affidabili più maggior ricircolo delle autovetture significa minor possibilità d’intervento da parte del rettificatore. Sono cambiati i trattamenti termici e superficiali dei materiali (per esempio la realizzazione di monoblocchi in lega d’alluminio con trattamento “Nikasil” nelle canne cilindro — un sottile strato di nichel e particelle di carburo di silicio — obbliga all’intera sostituzione del monoblocco o, laddove possibile, all’inserimento di nuove camicie di ghisa sferoidale centrifugata con appositi segmenti compatibili) che li rendono particolarmente tenaci all’usura e si sono aggiunte nuove tecnologie motoristiche. Con l’introduzione dell’iniezione diretta e dei più evoluti sistemi Common Rail o iniettore-pompa nei moderni motori a gasolio, al rettificatore è venuto a mancare, fra i tanti, il lavoro di sostituzione delle precamere di combustione e la relativa spianatura. Meno problematica sembra essere invece la situazione dei propulsori a benzina che, a parte gli interventi di controllo da parte dell’elettronica più perfezionata e dell’iniezione diretta di pochi modelli (Alfa Romeo Jts, Audi Fsi), non hanno subito la stessa velocità di aggiornamento di quelli Diesel. Tutto ciò ha implementato la presenza di motori commerciali o industriali in rettifica a scapito del “cliente” di sempre: l’autovettura. Tanto che alcune aziende si sono dovute adeguare drasticamente ai mutati tempi dirigendosi verso una vera e propria specializzazione operativa, come quella sui veicoli pubblici della “Ricambi e Rettifiche Laziali” di Roma o quella sui motori marini della “Nencini Rettifiche” di Latina.
Se da una parte, però, l’intervento sui motori auto è diminuito, dall’altra si sta assistendo alla creazione di magazzini ben forniti per la vendita dei motori o delle testate di rotazione così come dei ricambi dedicati (bronzine, pistoni, valvole, pompe olio, pompe acqua, guarnizioni, cinghie di distribuzione, complessivi frizione, valvole termostatiche e bulloneria per il serraggio delle teste).
Sta cambiando l’approccio dell’autoriparatore con l’officina di rettifica: se fino a qualche anno fa era proprio il meccanico che portava il motore smontato dal rettificatore, oggi è quest’ultimo che provvede in un tempo massimo di tre giorni allo smontaggio, intervento e successivo montaggio. In alcuni casi si assiste addirittura a un cambiamento di target del cliente: non è più il meccanico che si rivolge al rettificatore, ma lo stesso utente finale, cioè l’automobilista. E se si contesta che il lavoro non è stato eseguito a regola d’arte? Interviene la garanzia, che per legge è di 24 mesi, ma può essere ridotta (e anche notevolmente) a seconda dei risparmi richiesti dal cliente sull’intervento e da alcune condizioni di stato di salute del propulsore da operare che non deve apparire trascurato o modificato. La parola ai rettificatori
Alla domanda “Quali auto, negli ultimi cinque anni, entrano più spesso in officina di rettifica?” le risposte ottenute sono state delle più varie. Curiosa quella della Au-Ve Motori che sostiene che l’evoluzione tecnologica avvenuta nell’auto dell’ultimo quinquennio ha provocato certamente una rivoluzione nel modo di lavorare, ma è altresì vero che “in tanta ricchezza tecnologica” esistono ancora vecchie problematiche dovute all’ordinaria manutenzione del mezzo da parte dell’utente. Così si lavora ancora (e parecchio) grazie a quegli automobilisti che non rispettano scrupolosamente la scadenza dei tagliandi e il normale deterioramento dei materiali d’usura come le cinghie di distribuzione. Risultato? “Sono proprio questi automobilisti che ci permettono di vedere sui nostri banchi di lavoro tante teste con le valvole storte”, ci risponde il titolare Roberto Saccomani. Anche la Rettifica Va-ba non sembra distaccarsi da questa opinione, aggiungendo però che il prodotto che entra più spesso in officina è sicuramente rappresentato dal motore a gasolio. I motivi sono la forte percorrenza e, appunto, la cattiva manutenzione del mezzo. In particolare le cause fermo macchina che più frequentemente si verificano sono la rottura della testata per i Diesel (cui Va-ba interviene con saldature garantite) e la rottura della cinghia di distribuzione per i motori a benzina con conseguente piegamento delle valvole. E proprio quando si parla di forte percorrenza, la Autofficina Modenese si sente in dovere d’intervenire precisando che non esiste dopo tutto un tipo di motore che entra più spesso in officina, semmai si riscontra una superiore presenza di motori di veicoli commerciali (Diesel leggeri).
Ma se proprio si volesse fare una classifica delle vetture che entrano più spesso in riparazione, commenta la Rtf, è naturale che il primato spetti alle auto italiane, ma soltanto perché rappresentano la maggior parte del venduto nazionale. Difficile arrivare poi, continua Rtf, agli interventi radicali sul basamento, “il nostro pane quotidiano è la revisione della testata”. Franco Morongiu, titolare dell’omonima rettifica sarda, in contrapposizione con quanto sostenuto dalla Rtf, desidera aggiungere che invece non si vedono solo testate, ma anche alberi motore, alberi a camme e di seguito turbine, freni a disco e ganasce. Un altro problema che spesso si può verificare per disattenzione dell’automobilista è il controllo della temperatura del liquido di raffreddamento. Sono davvero tanti i mezzi che giungono in officina, sostiene la Ricambi e Rettifiche Laziali, con la testa del cilindro surriscaldata. La Rettifiche Marchioni, la Nencini Rettifiche e la Tonti confermano sì quanto sostenuto dai colleghi finora riguardo l’incuria dell’automobilista nei confronti della meccanica del motore, ma aggiungono anche che purtroppo in commercio esistono dei motori che nascono già difettati (ad esempio per il loro elevato consumo d’olio congenito o per la doppia alimentazione benzina/Gpl). Tesi, quest’ultima, in disaccordo con l’opinione della Centro Cars, che non vede l’esistenza di un modello più difettoso di un altro, ma che trova nuovamente sostegno in quella dei Fratelli Molfetta e della Re-Mo di Palermo. Nonostante la presenza sul mercato di alcuni modelli “nati male”, abbiamo voluto chiedere a questi “angeli custodi” dei propulsori se le auto di oggi sono più affidabili e come è cambiato il lavoro nei loro confronti. In effetti, ci conferma la Au-Ve motori, l’affidabilità raggiunta nel settore automobilistico ha di fatto stravolto il concetto di manutenzione. Non solo la tecnologia ha fatto passi da gigante (il che concede pochi spazi ai grossi interventi), ma i lunghi periodi di garanzia concessi dalle case madri hanno per giunta definitivamente tolto alla rete di assistenza indipendente anche gli interventi che le erano “istituzionalmente rimasti”, come il cambio d’olio, filtri, frizione e freni. Anche la Rettifica Va-ba insieme con la Centro Cars sostengono la superiorità qualitativa delle attuali vetture ma, aggiunge la Autofficina Modenese, alla fine dei conti se queste vetture non sono controllate periodicamente si possono rompere come quelle del passato. Inoltre c’è da considerare che è migliorata anche la qualità degli oli lubrificanti, mentre è diminuita la vita media e quindi la percorrenza di un veicolo. La Rtf e la Tonti vedono una netta diminuzione degli interventi sulla parte meccanica del motore, ma non sull’elettronica di gestione o sulla fragilità di alcuni singoli componenti. E se la rettifiche Morongiu insieme con Nencini Rettifiche continua a condannare la cattiva manutenzione del mezzo da parte del proprietario, la Ricambi e Rettifiche Laziali e i Fratelli Molfetta ci dicono che ormai si eseguono solo lavorazioni di manutenzione ordinaria con la sostituzione dei materiali d’usura (filtri, freni, ammortizzatori) e la Rettifiche Marchioni assiste a un aumentato numero di rottura delle turbine di ultima generazione. La Re-mo infine ci conferma ancora una volta che gli unici danni al motore di oggi derivano dalla rottura della cinghia di distribuzione.
Dal punto di vista dell’intervento, è cambiato qualcosa nella lavorazione delle nuove tecnologie o dei nuovi materiali, come ad esempio può essere l’alluminio? Secondo l’Au-ve motori, almeno per quanto riguarda il motore, grossi stravolgimenti operativi non sono stati registrati. “Gli alberi sono trattati, ma sono sempre a gomiti, le bielle svolgono il loro compito sia con spinotto su boccola, sia montato caldo”, tiene a precisare il titolare Saccomani, “mentre qualche rettifica per sfiato o consumo d’olio si fa ancora”. “Lasciamo però agli specialisti dell’iniezione la cura e la messa a punto di certe soluzioni, che non nascondo potrebbe diventare anche territorio del rettificatore”. Per i nuovi materiali invece è richiesta maggiore precisione di lavorazione, “al centesimo”. La Rettifica Va-ba, la Rtf, la Ricambi e Rettifiche Laziali e la Tonti in un certo senso riprendono il discorso di Au-ve, precisando che gli interventi non sono più accessibili a tutti i meccanici, ma solo a chi è attrezzato e ha frequentato specifici corsi di formazione mentre, per quanto riguarda i materiali, qualche cambiamento lo si riscontra nella lavorazione delle leghe tipo Allusil che richiedono spazzole e liquidi refrigeranti particolari. E se nessun cambiamento è avvenuto per la Autofficina Modenese, la Re-mo, la Centro Cars e i Fratelli Molfetta, la Rettifiche Morongiu trova mutato il modo di revisionare le turbine, la Rettifiche Marchioni e la Nencini Rettifiche il modo di fare diagnostica e, sul fronte dei materiali, si rende opportuno aggiornare le attrezzature con, ad esempio, nuovi levigatori o spianatrici tangenziali.
Qual’è l’andamento di mercato delle officine di rettifica? Il mercato delle officine di rettifiche, ci spiega la Au-ve motori, è sicuramente in rapida evoluzione. “Non si barennano più le bronzine”, precisa il titolare, “ma in compenso si interviene con una maggiore assistenza all’esterno, direttamente presso il cliente, in particolare sui motori industriali e di ragguardevoli dimensioni”. Secondo la maggior parte degli intervistati però l’andamento del mercato è in calo e ciò rende la concorrenza agguerrita. Va-ba e la Autofficine Modenese rispondono con la qualità, la serietà e la velocità d’intervento. La Rtf in questi ultimi dieci anni ha dovuto subire una profonda trasformazione: da semplici artigiani si sono dovuti trasformare in vere e proprie imprese organizzate per settori, ugualmente pronte a fornire il servizio quotidiano alla propria clientela. La Rettifiche Morongiu aggiunge che parte delle officine meccaniche sono ormai attrezzate come quelle di rettifica; ma a preoccupare e danneggiare più di tutti il settore sono i demolitori (ipotesi questa sostenuta anche dai Fratelli Molfetta), detentori del mercato dei motori e ricambi usati della rottamazione. Una punta di pessimismo si intravede nell’affermazione del titolare della Ricambi e Rettifiche Laziali: “Il lavoro di rettifica non solo è in continuo calo, ma oltretutto il cliente acquista il materiale inerente alle lavorazioni agli stessi nostri prezzi se non migliori”. Per la Nencini Rettifiche il grosso della concorrenza è quella delle case madri, la Tonti sopperisce al mercato in calo con l’organizzazione delle concessionarie e la Centro Cars con la rivendita di ricambi. Infine la Re-mo trova che le condizioni di mercato del settore siano decisamente altalenanti. La concorrenza esiste ed è spietata, ma per salvarsi questa azienda ha messo a punto un’attenta pianificazione delle lavorazioni per rispettare la puntualità di consegna.
È cambiato qualcosa nelle procedure di lavorazione? È ancora il meccanico a smontare il pezzo per poi farlo rettificare? La posizione dell’Au-ve motori sembra temere sempre la concorrenza delle case madri. Il suo titolare, infatti, ci spiega che dell’evoluzione della produzione auto ne ha risentito in modo pesante l’assistenza post-vendita. Mentre fino a qualche anno fa, dopo i 6 mesi di garanzia, l’assistenza veniva automaticamente delegata al meccanico indipendente, oggi, per la complessità dei mezzi, tutto questo è diventato compito del concessionario. Sono quindi sempre meno le autofficine che si assumono la responsabilità di portare un motore di ultima generazione in rettifica. Secondo Va-ba invece non è cambiato molto nelle procedure di lavorazione, ma sempre più meccanici chiedono testate, motori e cambi già completi, così come per la Autofficina Modenese, la Rtf, la Nencini Rettifiche, la Centro Cars, i Fratelli Molfetta e la Re-mo. Un passo indietro si segnala in Sardegna, secondo la Rettifiche Morongiu, nel Lazio, secondo la Ricambi e Rettifiche Laziali, la Rettifiche Marchioni e la Tonti: qui è ancora il meccanico “amico” che smonta il motore per poi portarlo in rettifica.
I tempi di lavorazione, magari con l’adozione di nuovi macchinari, sono diminuiti, e i costi? Sicuramente l’avvento di nuovi macchinari ha cercato di ridurre sempre più i tempi di lavorazione, ma a quali costi, sostiene l’Au-ve motori. Per giunta è vero che la tecnologia in questo campo ha fatto passi da gigante, ma dopo tutto non servono a molto le macchine a controllo numerico o i misuratori continui se c’è reale mancanza di particolari usati da ricondizionare in serie. Anche gli altri intervistati non sembrano discostarsi da questa considerazione anche se qualcuno è rimasto veramente colpito dall’elevata funzionalità di queste macchine. È il caso di Va-ba e della Ricambi e Rettifiche Laziali che affermano che le nuove tecnologie si possono riscontrare soprattutto sulle alesatrici di ultima generazione (come quelle della Berco) veri gioielli di precisione e velocità. Ma quanto costa poi formare ad hoc il personale per utilizzarle? Meno ottimista la considerazione della Autofficina Modenese, della Rettifiche Morongiu, della Rettifiche Marchioni, della Tonti, della Centro Cars e dei Fratelli Molfetta che vedono soltanto un aumento dei prezzi dei macchinari, a fronte di un tempo di lavorazione pressoché invariato. Per la Rtf è migliorata la precisione di lavorazione, mentre la Nencini Rettifiche esalta la qualità dei nuovi macchinari per lavorazioni a plateau, della nuova metallurgia utilizzata per gli utensili a lavorazione a secco, delle spianatrici tangenziali per migliorare planarità e rugosità superficiale al fine di alloggiare perfettamente le nuove guarnizioni lamellari metalliche. La Re-mo evidenzia inoltre l’impossibilità di acquistare certi tipi di macchinari per l’eliminazione da parte del governo di tutti gli incentivi e i finanziamenti che possono allettare l’artigiano. Inevitabile conseguenza è quella di cercare di mantenere sempre efficienti i propri macchinari sottoponendoli periodicamente a manutenzione e revisione.
Quali componenti sono maggiormente soggetti a rettifica e quali non si rettificano più? Il componente sul quale si interviene ancora con una certa frequenza è la testata, ci riassume per tutti l’Au-ve motori, mentre diminuiti risultano i lavori sugli alberi a gomiti e i cilindri. “_ per questo motivo che il rettificatore negli ultimi anni sta cercando di diversificare il proprio lavoro intervenendo su impianti d’iniezione, turbine, alberi cardanici, eccetera”. Della stessa opinione è la Va-ba e, per quel che riguarda organi come depressori e turbine, è preferibile la loro sostituzione. La Rtf ci dice che a volte è anche possibile incappare in motori (soprattutto di marche asiatiche) dove non è possibile eseguire la rettifica dei cilindri; soprattutto per quelli, tiene a precisare la Nencini Rettifiche, con riporti nichel-silicio e/o ceramica. Neanche le turbine miniaturizzate e quelle a geometria variabile sono più revisionabili, secondo la Tonti.
Nella zona in cui opera la sua azienda, su quali veicoli lavora maggiormente? Ancora una volta l’Au-ve motori risponde per tutti, affermando che oggi si lavora soprattutto con il veicolo commerciale e industriale e addirittura, secondo la Va-ba, passano in rettifica un maggior numero di motori marittimi o agricoli che automobilistici.
Con le nuove tecnologie, si stanno affermando nuove opportunità di lavoro, o particolari sviluppi di quelle già esistenti? Non certo rosea la situazione emersa dagli intervistati sulle nuove opportunità di lavoro. Tendono a diminuire, ci spiega l’Au-ve motori, per i continui perfezionamenti apportati ai mezzi moderni. Mentre la Va-ba: “_ vero che le nuove tecnologie aprono nuove possibilità di lavoro, ma ne spengono altre perché superate”. Anche secondo la Rettifiche Morongiu e la maggior parte degli intervistati non si possono sviluppare nuove opportunità di lavoro, semmai bisogna specializzarsi in quelle già esistenti. E, se esiste un barlume di richiesta, per la Rettifiche Marchioni e la Nencini Rettifiche, questa la si può intravedere solo nel settore della diagnostica e dei sistemi di iniezione a controllo elettronico.
Come rettificatori, avete avviato anche attività di vendita di parti, motori, cambi, turbine già revisionati? La Au-ve ha cercato di riempire gli spazi lasciati liberi dal calo delle operazioni di rettifica, trattando motori e turbocompressori nuovi e revisionati, cambi, alberi cardanici di trasmissione e quant’altro per la felicità del proprio meccanico che richiede pezzi già finiti. Così come l’Au-ve anche gli altri hanno intrapreso questa strada. Va-ba in particolare, ci conferma che è la richiesta dei clienti che ha consentito di aprire questo mercato anche se non in grande scala.
Come sono oggi i materiali da guarnizione? Sicuramente migliorati secondo tutti gli intervistati, grazie alla comparsa delle guarnizioni multistrato. Con l’abbandono dell’amianto in quanto pericoloso per la salute, ci spiega l’Au-ve motori, si sono sviluppate nuove tecnologie e materiali per ottenere i massimi risultati di accoppiamento delle varie parti, soprattutto fra testate e monoblocco: l’avvento delle guarnizioni multistrato ha generato un vero e proprio salto di qualità, migliorando considerevolmente le caratteristiche di tenuta degli “esasperati” motori moderni. Tant’è che secondo la rettifica Va-ba, questi nuovi tipi di guarnizione in multistrato metallico durano quanto il motore stesso. La Autofficina Modenese si sente però di precisare che è vero che durano molto di più, ma necessitano anche di gradi di finitura sicuramente più accurati. Un altro vantaggio delle guarnizioni a multistrato metallico è quello di assenza di controlli o eventuali nuovi serraggi dopo la revisione, ci dice la Nencini Rettifiche. Le garanzie sui lavori
Durante la 37^ assemblea della Fir è emerso il problema delle garanzie, un argomento davvero delicato quando si parla di rettifiche e interventi radicali sul principale organo che consente il movimento di una vettura: il motore. In particolare, esistono due tipi di garanzie: quella derivante dall’utilizzo o sostituzione di pezzi di ricambio e quella derivante dalla prestazione del rettificatore. Nel primo caso, la durata della garanzia sul componente nuovo sostituito deve rispettare i 24 mesi; nel secondo caso, gli interventi di riparazione che non comportano la sostituzione di componenti, non sono soggetti alla nuova garanzia, ma si devono attenere alle disposizioni generali del Codice Civile. Punto di partenza è il tipo di contratto che si conclude per la riparazione del veicolo: per i rettificatori, vale il contratto d’opera (art. 2222 cc). Il termine per la denuncia da parte del cliente della comparsa di eventuali vizi deve essere quindi di otto giorni dalla scoperta, mentre la garanzia sul motore revisionato può arrivare a un anno: la durata della copertura dipende soprattutto, però, dal tipo di intervento richiesto.
Oggi, infatti, i rettificatori, oltre a revisionare le varie componenti di un motore, sono in grado di vendere anche motori revisionati completi e semicompleti, ricambi ricondizionati e di assistere completamente l’utente finale della vettura evitandogli di ricorrere al meccanico, da cui la modifica dello statuto di “federazione rettificatori e ricostruttori di motori”in “federazione rettificatori autoriparatori e ricostruttori di motori”. Le aziende di rettifica, in qualità di riparatori indipendenti, non solo hanno diritto a ricevere dai costruttori tutte le informazioni tecniche, le attrezzature, i programmi informatici e richiedere a questi la formazione del personale per effettuare le opere di riparazione ma, per garantire che il lavoro sia eseguito a regola d’arte, hanno bisogno di approvvigionarsi di ricambi originali del costruttore o del suo fornitore o di parti equivalenti a quelle di primo impianto certificate.
Vediamo allora come la pensano e in quale modo applicano la garanzia le aziende intervistate. In linea di massima, la tendenza è quella di cercare di rispettare i 12 mesi di copertura, a meno che il cliente decida di risparmiare sull’intervento manutentivo di alcuni componenti vitali della meccanica. In questo caso, infatti, ci si accorderà preventivamente sul tipo di lavoro da eseguire e su quale formula di garanzia applicare. Così, “per la garanzia ci atteniamo alla legge vigente, ma solo se il cliente non richiede delle economie nella revisione”, ci spiega Roberto Colombo della Rettifica Va-ba di Milano. Della stessa opinione è Pasquale Marchioni e Tonino Tonti della Tonti di Latina che aggiungono “per quanto riguarda le lavorazioni parziali, la garanzia è subordinata al tipo di problema”. La Centro Cars, la Rtf e la Rettifiche Laziali rispettano in ogni caso le norme vigenti, anche se quest’ultima precisa che per rispettare le attuali normative europee, su alcuni motori particolarmente difettosi si devono necessariamente montare testate nuove e non revisionate, con conseguente aumento dei costi. I Fratelli Molfetta, infine, tengono a precisare che “non solo su tutte le nostre riparazioni offriamo una garanzia di 12 mesi, ma le auto gestite dal nostro centro assistenza vengono corredate da un libretto di manutenzione programmato”.