Opinioni | 05 Aprile 2019 | Autore: David Giardino

Non è un adattamento, ma una mutazione
Spesso durante gli incontri dedicati alla distribuzione indipendente sento delle metafore che comparano il nostro mercato alla legge della selezione naturale per spiegare la necessità di adattamento.
Noti sono alcuni interventi di personaggi storici del settore, come quelli di Giorgio Giavarra, che hanno ispirato e che ancora oggi ispirano alcuni commenti di analisti del settore.

Quello che forse sfugge ai molti affezionati dell’evoluzione è che i tempi di trasformazione della specie sono lunghissimi in natura, molto più rapidi saranno invece le trasformazioni del nostro mercato.

Durante l’ultimo evento del RicambistiDay di Verona, il ritratto che si è andato delineando nel susseguirsi degli interventi è che la trasformazione in atto non permette i tempi di adattamento, ma gli operatori del settore sono costretti a cambiamenti radicali della propria proposta verso il mercato, se vogliono ancora farne parte.

Se è vero, così come hanno maggiormente capito alcuni grandi network di carrozzerie che hanno animato l’ultimo convegno della giornata moderato da Tommaso Caravani, che la riparazione non può più considerarsi di carrozzeria o di meccatronica, ma si tratta di riparazione e basta, così gli operatori a monte del processo riparativo dovranno necessariamente provvedere a questa necessità dei loro clienti.
Lo hanno capito degli operatori che erano distanti dalla riparazione sino a pochissimo tempo fa, del calibro di Carglass®, Auto 180, AutoSicura.

Se il riparatore del futuro sarà multiservice, e i carrozzieri e la distribuzione che gravita tradizionalmente su questi utenti se ne sono accorti, la riparazione a 360 gradi chiama ad alta voce anche gli autoriparatori, i ricambisti e i distributori che sino ad oggi l’hanno supportata.

Cresce la necessità di poter offrire ai propri clienti le informazioni tecniche relative ad attrezzature, ricambi e materiale di consumo, con la capacità non ultima di attrarre e contrattualizzare i grandi clienti delle flotte a breve e lungo termine e il car sharing; lavoro quest’ultimo che il singolo riparatore non sarà mai in grado di assolvere.
Senza più il tempo necessario all’adattamento, oggi molti operatori per sopravvivere devono mutare, una corsa di velocità che non tutti sapranno fare.
 

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