Opinioni | 15 Novembre 2017 | Autore: David Giardino

La distribuzione con marcia USA
Tempo addietro ho scritto sulle “invasioni barbariche”, ritenendo che il principale interesse nel mercato italiano provenisse dai suoi confinanti, tanto a nord quanto a ovest. Era il periodo dell’apertura a Milano di Stahlgruber e successivamente della partecipazione di minoranza di SAG in Frenocar; a distanza di poco tempo è stato il momento di Inter Cars, che da est iniziava ad aprire il suo primo punto vendita, seguito in rapida successione da altri quattro.

È stato il momento della “tempesta perfetta”, dove ipotizzavo un forte inasprimento della competizione: un momento che sarebbe inevitabilmente arrivato quando queste importanti realtà distributive si sarebbero trovate a confrontarsi direttamente su territori condivisi. Tutto ancora vero, solo che a questi attori tipicamente europei si sono aggiunti con il tempo altri due operatori: LKQ prima e GPC (Genuine Parts Company) adesso, che hanno rilevato alcune fra le più importanti realtà della distribuzione in Europa. Saranno gli unici operatori d’Oltreoceano interessati al mercato post-vendita europeo o si tratta solo dei primi di una prossima serie, considerando che i primi cinque operatori USA concentrano 100 miliardi di dollari di fatturato e in Europa ne sono arrivati solo due e uno di questi non è nemmeno nei primi cinque…? La distribuzione in Italia è ancora la “Cenerentola europea”, nonostante i primi accorpamenti, seppur significativi nel nostro contesto, realizzati da AD France con la fondazione di Autodis Italia Holding Srl.

La frammentazione della distribuzione nel Belpaese è ancora altissima e seppur ormai tutta, o quasi, organizzata in gruppi di acquisto, questi sono troppo deboli e le regole di ingaggio fra gli aderenti rendono vulnerabili le aziende che ne fanno parte a causa di una concorrenza ormai senza più confini regionali. Ecco che così, mentre i capitali vanno in cerca di fatturati da acquistare, in Italia sono pochissime le realtà appetibili, perchè troppo piccole o poco profittevoli. Un gatto che si morde la coda fra la necessità di crescere e l’impossibilità di farlo, se non a scapito della redditività. Ne rimarrà uno solo oppure la debolezza che si verrà a determinare creerà le premesse dei saldi d’agosto?

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