Approfondimenti | 03 Settembre 2018 | Autore: Giorgio Spolverini

eCall e auto connessa ai tempi della cybersicurezza

Obbligatorio da fine marzo 2018, il sistema eCall è presente su tutte le auto nuove. Qualora non fosse previsto dall’inizio, lo si può applicare retrofit. Si tratta dell’innovazione più importante per la sicurezza di chi guida in caso di incidente, ma non è la sola grande novità che si può trovare anche sulle utilitarie...

 

L’industria automotive si sta muovendo con una velocità impressionante sul fronte dell’innovazione, portando tecnologie fino a poco tempo fa impensabili a bordo dei veicoli, in particolar modo quando si parla di auto connesse e autonome.

Sicurezza e controllo (rispettoso…) rappresentano i driver di crescita principali del settore. Basti pensare che nel periodo compreso tra 2016 e 2021, si calcola che il mercato delle automobili connesse (connected cars) crescerà di oltre il 200%.
La crescita sarà trainata soprattutto dai dispositivi per la sicurezza in auto, primo tra tutti il sistema eCall, reso obbligatorio all’interno dell’Unione Europea.
La Legge infatti parla chiaro. E in questo caso si esprime con il regolamento (UE) 2015/758, attraverso il quale si prescrive che a partire dal 31 marzo 2018 tutti i nuovi modelli di auto e veicoli commerciali leggeri devono disporre di eCall.

In caso di grave incidente stradale, in altre parole, il veicolo deve essere in grado di effettuare, manualmente o automaticamente, una chiamata al numero unico di emergenza europeo 112.
La chiamata viene eseguita appunto dal sistema eCall, un dispositivo elettronico per certi versi simile alla scatola nera, offerta, di solito, in abbinamento al contratto r.c. auto.
Ma, a differenza della scatola nera, sottolinea la stessa Commissione Europea, il dispositivo eCall “non registra costantemente la posizione del veicolo, ma registra solo pochi dati al fine di determinare la posizione e la direzione del veicolo appena prima dell’impatto e questi dati sono trasmessi ai Centri d’emergenza solo in caso di grave incidente”.

La Serie Minima di Dati (MDS) raccolti e trattati permette di conoscere immediatamente il tipo e le dimensioni dell’operazione di salvataggio necessarie, consentendo ai mezzi di soccorso di raggiungere il luogo rapidamente per cercare di salvare il più velocemente possibile le vite.

In particolare, è bene saperlo, il sistema eCall di bordo raccoglie e tratta solo i seguenti dati: numero di identificazione del veicolo (targa); tipo di veicolo (passeggero o commerciale leggero); tipo di propulsione o stoccaggio del veicolo (benzina, Diesel, GPL, elettrico…); ultime tre posizioni e direzione di marcia del veicolo; file di registro dell’attivazione automatica del sistema e marcatura temporale.

L’obiettivo per cui l'eCall sia diventato obbligatorio è chiaro, in quanto il sistema deve agire in modo da contribuire “alla riduzione di vittime e feriti gravi, dei costi relativi all’assistenza sanitaria, degli ingorghi causati dagli incidenti e di altri costi” e “ridurrà il numero di vittime nell’Unione e la gravità delle lesioni causate dagli incidenti stradali, grazie all’allerta precoce dei servizi di emergenza”. Secondo le stime, grazie a questo dispositivo, in Europa si potranno salvare circa 2.500 vite l’anno.

Naturalmente un progetto di atto delegato stabilisce le procedure di valutazione per la verifica dei numerosi e complessi aspetti tecnici del sistema e riserva alla Commissione europea il compito di valutare, nei tre anni successivi alla primavera 2018, l’eventuale estensione dei dispositivi eCall ad altre categorie di veicoli, come autobus e truck.

Alla luce della natura delle informazioni contenute nella memoria interna del sistema eCall, il servizio deve garantire tra l’altro la tutela della privacy e la protezione dei dati. Per salvaguardare la privacy per esempio, nella nuova normativa esiste una clausola di protezione dei dati in modo tale che il sistema di bordo eCall non sia tracciabile prima dell’avvenuto incidente.

“I costruttori dovranno garantire – stando al regolamento – che il sistema eCall di bordo basato sul 112 non sia tracciabile né possa essere sottoposto a sorveglianza costante”.

Tralasciando al momento il delicato discorso relativo alla privacy, puntualmente regolamentata, qualora il veicolo non fosse proprio di ultimissima generazione, è possibile ottenere il sistema eCall Retrofit, senza bisogno di eseguire installazioni troppo complicate.
Quel che è certo è che il sistema dovrebbe essere presente su ogni auto il primo possibile. Infatti è stato stimato che ricevere un avviso immediato del verificarsi di un incidente e della sua esatta localizzazione può ridurre i tempi di risposta dei servizi di emergenza di oltre il 50%.
 

...eCall, solo una parte dell’auto connessa

 
eCall rappresenta sicuramente l’aspetto più importante per salvaguardare la vita degli automobilisti, ma l’auto connessa o autonoma offre un mondo di soluzioni finora inesplorate.

Oggi circa il 70% del mercato globale delle auto connesse è in mano a marchi del segmento premium, ma le cose sono destinate a mutare rapidamente: già nel 2022, quindi nell’arco di quattro anni, questa percentuale scenderà a neanche il 50%, mentre saliranno vertiginosamente i fatturati delle aziende che sapranno operare sulla connettività.

Questi fatturati, in particolare, saranno quasi equamente suddivisi tra servizi di connessione (navigazione, infotainment, gestione del veicolo e mobilità), guida autonoma (assistenza alla guida e al parcheggio e riconoscimento di segnali stradali) e sicurezza (sensori di collisione, radar, allarmi e chiamate automatiche ai soccorsi).

Naturalmente aumenterà anche l’incidenza del valore dei dispositivi connessi sul costo totale dell’auto: se nel 2017 per un’auto di segmento premium si spendono mediamente 50.000 euro (con l’8,3% del costo determinato dai dispositivi connessi), nel 2022 il prezzo salirà di poco ma l’incidenza dei dispositivi connessi sarà quasi raddoppiato, ovvero il 14%.

Lo stesso discorso vale per auto non premium: l’attuale costo di 25.000 euro circa, con un’incidenza del 5,4% di dispositivi connessi, tra 4 anni crescerà di qualche centinaio di euro, con una percentuale di connettività però salita al 7%.
 

Le case auto che fanno innovazione

 
Oggi la tecnologia di connettività è presente in maniera piuttosto corposa anche sulle auto non premium.
Per quanto riguarda per esempio l’integrazione tra smartphone e vettura, Audi propone la connessione a un’antenna esterna che migliora la ricezione, mentre Opel offre la ricarica a induzione.
Volvo ha presentato un’app che sostituisce la chiave e Volkswagen permette di usare lo smartphone come schermo del computer di bordo. Per quanto riguarda la connessione a Internet, Opel offre anche per le utilitarie un hotspot 4G LTE che consente di collegare contemporaneamente fino a 7 dispositivi mobili, Tesla rilascia gli update del software dell’auto direttamente online, inviandoli direttamente al veicolo.
MINI dispone, nella versione cabrio, di un radar che avverte via web il proprietario quando, a tetto aperto, è imminente l’acquazzone.
Volvo è stata la prima casa auto al mondo a integrare Spotify nei suoi veicoli. La tecnologia a bordo dei veicoli connessi è fondamentale anche per quanto riguarda sicurezza e assistenza alla guida.
Oltre all’autopilota di Tesla, BMW offre su smartphone una visuale remota a 360° dell’esterno dell’auto.
Mercedes ha sviluppato un sistema di parcheggio da remoto tramite app, un assistente di sterzata autonoma per evitare ostacoli e uno per il sorpasso autonomo.
Audi propone un assistente di svolta che frena per evitare incidenti, analizzando il comportamento dei veicoli provenienti in senso opposto, un sistema che avvisa se, mentre il conducente scende dalla vettura, da dietro si sta avvicinando un’altra auto e un assistente che può prendere il controllo della vettura in caso di ingorghi stradali.
Volvo ha presentato un sensore che riconosce i bordi della carreggiata anche se non segnalati dalle strisce.
BMW può contare su un sistema di guida semiautonoma in autostrada con il mantenimento della distanza di sicurezza dal veicolo che precede e la gestione del volante.
In tema di navigazione, Porsche propone un servizio informativo in tempo reale sul traffico e lo stesso fa Volkswagen.
Audi consente la ricerca vocale dei punti di interesse e BMW permette di aggiornare direttamente via web le mappe.  
 

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Tags: auto connessa eCall

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