Articoli | 01 November 2011 | Autore: Stefania Antonelli

Come ti neutralizzo l’acido

Un decreto di inizio gennaio stabilisce che chi immagazzina, ricarica e sostituisce batterie deve obbligatoriamente dotarsi
di un prodotto in grado di assorbire e neutralizzare l’acido solforico.
È stata fatta la giusta informazione in merito?

Risale a gennaio 2011, ma si rifà a un decreto del 2006 mai arrivato alla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana. Ci riferiamo al D.M. 24 gennaio 2011, n. 20, relativo all’obbligo, per chi ha un deposito di accumulatori e per chi ne effettua la ricarica o la sostituzione, di dotarsi di sostanze assorbenti e neutralizzanti che annullino i rischi per la salute e per l’ambiente derivanti dal contatto con l’acido contenuto nelle batterie. In parole povere, sono coinvolti i produttori di accumulatori, i distributori, i ricambisti e le officine, nonché chi si occupa del trasporto e dello smaltimento degli stessi. Abbiamo fatto una indagine presso i maggiori produttori e le principali reti di officine, per sapere se e come è stata fatta informazione su questo punto. I risultati (come si può vedere nel box) rivelano che ognuno degli attori coinvolti ha provveduto a informare i propri clienti o affiliati e la propria rete vendita. Quando si è trattato di dare un parere sull’informazione delle officine in generale, però, ha iniziato a mostrarsi un certo scetticismo, fino ad arrivare al classico “paradosso all’italiana”: le officine ne sono al corrente, ma non vogliono spendere per comprare la sostanza idonea a mettersi in regola, sperando che i controlli vengano effettuati solo nelle officine altrui. Un atteggiamento pericoloso, non solo per il rischio di incorrere in sanzioni, ma anche per il pericolo a cui si sottopongono la salute propria e dell’ambiente.
Vogliamo credere che non ci sia malafede, e che la scarsa adesione ai requisiti del decreto siano frutto di disinformazione. A questo proposito, il presente articolo si propone di informare ricambisti e autoriparatori in merito.
Vediamo da vicino le disposizioni di legge.

Il decreto
Il decreto non si limita a prescrivere l’uso di prodotti assorbenti e neutralizzanti (“è fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare”), ma ne stabilisce la quantità da avere in dotazione a seconda della attività esercitata. Determina infatti la “misura delle sostanze assorbenti e neutralizzanti da utilizzare nei casi di fuoriuscita di soluzione acida contenuta negli accumulatori al piombo presso gli impianti destinati allo stoccaggio, ricarica, manutenzione, deposito e sostituzione degli accumulatori medesimi”, al fine di prevenire “l'inquinamento del suolo, del sottosuolo e di evitare danni alla salute e all'ambiente derivanti dalla fuoriuscita di acido, tenuto conto della dimensione degli impianti, del numero degli accumulatori e del rischio di sversamento connesso alla tipologia dell'attività esercitata”.
La misura che deve essere obbligatoriamente tenuta a disposizione per l'emergenza originata da possibili versamenti, deve corrispondere alla quantità necessaria per estinguere completamente i volumi di soluzione acida indicati per ciascun settore di attività, e in particolare 200 litri per la vendita all’ingrosso (agenzie di rappresentanza in genere), 100 litri per i depositi per la vendita al dettaglio (ricambisti, concessionarie auto e moto) e infine 25 litri per gli esercizi per la ricarica e la sostituzione (officine ed elettrauto).
Il prodotto utilizzato, per essere a norma di legge, deve essere preventivamente testato “dalle Università e dagli istituti specializzati”. Durante l’acquisto, dunque, ricambisti e officine devono verificare che la sostanza sia fornita di certificazione, in cui si precisi la quantità di prodotto necessaria al completo smaltimento di un litro di soluzione acida, e devono attenersi alle istruzioni d’uso del produttore. Bisogna inoltre fare attenzione che il prodotto riporti la data di scadenza sulla confezione, oltre la quale il prodotto va sostituito perché privo di efficacia.

Le risposte dal mercato
Per capire quanto la conoscenza dell’esistenza del decreto fosse diffusa, abbiamo rivolto qualche domanda ai principali produttori di batterie e ai network più importanti di officine.
Alla domanda se le officine siano o meno informate in merito al decreto, alcuni produttori si sono mostrati scettici, altrettanti hanno dichiarato che oggi l’informazione è sicuramente più diffusa (grazie anche a chi propone le sostanze neutralizzanti), ma che all’inizio non è stata sufficientemente divulgata. C’è stato infine chi ha sostenuto che le officine sono al corrente dell’obbligo, ma scelgono di non ottemperare. Opinione condivisa anche da qualcuna delle reti di officine. Nel complesso, però, prevale il no, con le varianti di chi afferma che ne siano al corrente solo gli autoriparatori che hanno una buona vendita di batterie. Solo una rete fra quelle intervistate crede che i meccanici ed elettrauto sappiano del decreto, avendo ricevuto molte richieste di chiarimenti in merito.
Per quanto riguarda le attività di informazione dedicate ai propri clienti (per quanto riguarda i produttori) e alle proprie officine (per quanto riguarda le reti), la risposta è stata quasi unanime: tutti hanno provveduto a mettere al corrente chi di dovere della nuova norma, chi tramite la rete vendita, chi tramite i ricambisti, chi direttamente nei punti vendita, chi tramite il proprio sito. Entrando nel merito dei prodotti da usare, si nota che i produttori hanno segnalato una sostanza specifica, o consigliato i fornitori da cui acquistare, mentre in generale le reti di officine hanno lasciato libertà di scelta ai propri affiliati.
A questo punto abbiamo chiesto se risulta che ci siano prodotti non conformi al decreto ma che vengono spacciati per tali. C’è chi non sa rispondere perché si affida allo standard di alta qualità dei propri ricambisti e non è al corrente di cosa ci possa essere sul mercato a livello di scarsa qualità. Molti rivelano la propria “ignoranza” dichiarando che non sarebbero in grado di distinguere tra una sostanza neutralizzante efficace e una non efficace, ma dichiarando che confidano nella professionalità delle aziende produttrici e degli Istituti certificanti. Il certificato di idoneità è dunque l’elemento fondamentale da richiedere quando viene proposto un prodotto neutralizzante e assorbente per adempiere a quanto stabilito dal decreto n. 20. C’è chi mette in guardia contro sostanze dichiarate conformi, ma che non fanno cenno a certificazioni di conformità o scadenze, e proposte a prezzi decisamente troppo bassi (per esempio 12/15 euro per  kg). Proprio per la presenza sul mercato di prezzi molto diversi tra loro, è bene affidarsi solo a chi certifica i propri prodotti.

Photogallery