
Dalla sala riunioni alle linee di produzione, passando per il laboratorio R&D: una giornata trascorsa a Cernusco sul Naviglio (MI) da Arexons per capire come nasce, e dove va, un'azienda che l’anno scorso ha festeggiato 100 anni di attività.
Oltre 100 anni di storia, 65 nello stesso stabilimento, e una parte significativa della produzione ancora concentrata qui. Arexons, a Cernusco sul Naviglio (MI), è una delle poche realtà italiane della chimica per l'automotive che continua a presidiare internamente sviluppo, formulazione e supporto commerciale attraverso una rete di agenti sul territorio.
Un modello che l'azienda considera ancora strategico soprattutto nel mercato aftermarket, dove la trasmissione delle informazioni tecniche lungo la filiera resta uno dei nodi principali. La visita che l'azienda ha organizzato per la prima volta per un gruppo di giornalisti di settore è l'occasione per verificarlo da vicino.
La giornata si apre in sala riunioni, con Antonio Sinigaglia, marketing manager, e Andrea Scontrini, brand manager, che ripercorrono la storia dell’azienda. Arexons nasce nel 1925 da un'intuizione dei fratelli Verri, con un unico prodotto: la guarnizione liquida.
Da lì la storia procede per tappe: il lubrificante multifunzione Svitol nel 1938, l’antigelo Rolin nel 1949, il convertiruggine Ferox nel 1978, i panni umidificati Wizzy nel 1994, quasi venticinque anni di partnership con Ferrari in Formula 1, da cui nasce la guarnizione siliconica rossa chiamata Motorsil, e il Fulcron, sgrassatore che dal 1985 conquista le officine italiane.
Fino al 2025, anno del centenario, quando la proprietà passa dal gruppo malese Petronas al fondo di investimento tedesco QCP Quantum Capital Partners. Il management resta al suo posto, scelta non scontata quando cambia un azionista, e l'azienda continua oggi con 142 dipendenti e un portafoglio di circa 1.700 referenze che copre tutto l'universo della chimica per l'automobile.
Prima di entrare in produzione, Sinigaglia e Scontrini inquadrano il contesto di mercato su cui si muove oggi l'azienda. Il parco circolante italiano conta circa 41 milioni di autovetture e presenta un’età media tra le più elevate d’Europa: secondo i dati citati dall’azienda, infatti, il 60% ha più di dieci anni e circa l'80% è ancora alimentato a benzina o diesel. Per chi produce additivi per carburante e prodotti di manutenzione per motori endotermici, è un dato strutturalmente favorevole. Una ricerca Nielsen commissionata dall'azienda identifica poi nel 49% dei possessori di auto italiani un consumatore attivo nella cura del veicolo: lavaggi mensili, acquisti ricorrenti di prodotti, informazione digitale prima dell'acquisto. È su questo target che si costruisce la strategia, e in particolare il lancio della gamma Car Care Pro.
In produzione: 20 milioni di pezzi, cinque reparti, un solo turno
Ci si equipaggia con occhiali protettivi e protezioni auricolari, obbligatori nelle aree in cui la rumorosità supera gli 85 decibel, e si entra nello stabilimento. I numeri che il responsabile di produzione fornisce prima di partire danno la misura di un sito produttivo di medie dimensioni, ma molto denso: 30.000 metri quadri totali, cinque reparti produttivi, tre magazzini, 18 impianti di fabbricazione e 22 linee di confezionamento. Qui vengono prodotti circa 600 codici, vale a dire un terzo dell'intero portafoglio aziendale: tutto ciò che è Car Care, Svitol, Fulcron e Ferox viene formulato e imbottigliato in questo stabilimento. Nel 2025 sono usciti circa 20 milioni di pezzi, di cui 7,2 milioni prodotti internamente, con un incremento del 4% sui prodotti finiti e dell'8% sui semilavorati rispetto all'anno precedente.Il ciclo produttivo parte dal magazzino materie prime, dove circa 450 ingredienti vengono gestiti con metodo FIFO (First-In, First-Out ndr) in 2.300 posti pallet. Da qui le materie prime convergono verso i 18 impianti di blending, la miscelazione delle formule, in serbatoi che vanno dai 3.000 ai 10.000 litri. La pianificazione lavora su quattro settimane, accorpando le produzioni per famiglie di prodotto: l'obiettivo è ridurre al minimo i lavaggi di cisterna tra un cambio formula e l'altro, operazioni che richiedono acqua, tempo e fermate di linea. I semilavorati vengono poi controllati dal laboratorio qualità prima di essere trasferiti ai serbatoi dedicati al confezionamento.
Il cuore dello stabilimento sono le due linee aerosol, completamente automatizzate. Il processo si articola in fasi strettamente sequenziali: riempimento del prodotto nella bombola, inserimento della valvola, aggraffatura (la saldatura meccanica della valvola con la corona della bombola ndr), gasatura con il propellente, pesatura su cella di carico e infine il bagno caldo di controllo. Quest'ultima fase è quella più particolare: ogni bombola deve attraversare una vasca di acqua distillata a 50 gradi, prodotta internamente con un impianto a osmosi, per verificare la tenuta sotto pressione. Il funzionamento è semplice: l'aumento di temperatura fa espandere il gas all'interno e, se c'è qualsiasi perdita dalla valvola o dall'aggraffatura, si formano bolle nell'acqua. Una fotocellula conta ingressi e uscite del bagno; se una bombola non emerge, la linea si ferma, il bagno viene svuotato e ripulito con acqua fresca, e si riparte. Le bombole che superano il test vengono numerate singolarmente e tracciate in un file. Solo allora si procede al confezionamento finale con applicazione del cappellotto o dell'erogatore a 360 gradi.
Il tema dei propellenti merita poi una sosta. Le due linee usano gas diversi: CO2 per i prodotti a base solvente, azoto per quelli a base acqua. Quest'ultima scelta è al centro di un'innovazione recente sul prodotto per la pulizia cruscotti, che è passato da una bomboletta da 600 ml con propellente GPL a una da 400 ml con azoto. La logica è controintuitiva, ma tecnicamente fondata: l'LPG rimane in parte in fase liquida nella bombola e richiede uno spazio di testa elevato tra il livello del prodotto e la valvola, che è necessario per gestire la pressione di vapore. L'azoto, gas compresso inerte, non si comporta allo stesso modo e permette di riempire il contenitore con una quantità di prodotto nettamente maggiore. Secondo Arexons, il risultato è che la bombola da 400 ml contiene più prodotto utile della precedente da 600 ml, a parità di formula. Sul piano ambientale, l'LPG è il propellente più impattante in termini di effetto serra tra quelli comunemente usati nel settore, mentre l'azoto è praticamente neutro. Arexons si dichiara prima nel segmento automotive ad aver adottato questa tecnologia.
Dal reparto aerosol ci si sposta verso le linee di confezionamento dei liquidi, che coprono una gamma ampia di formati: dal litro alla tanica da 5 e 30 litri, fino ai cubi da 900 litri introdotti di recente. Ogni linea è dotata di bilance integrate che scartano i pezzi fuori peso, fotocamere per la verifica del posizionamento delle etichette e sistemi di stampa del numero di lotto e del codice UFI (Unique Formula Identifier), il codice europeo di identificazione delle miscele, obbligatorio per la gestione delle emergenze tossicologiche. La produttività varia per formato: sulla linea da 5 litri si raggiungono circa 7.500 pezzi in 8 ore, sulla linea trigger circa 20.000. Tutto il ciclo si chiude con la formazione automatizzata dei bancali (circa 120 al giorno), che su nastri raggiungono l'area di stoccaggio e vengono caricati quotidianamente verso l'operatore logistico esterno.
La gestione della linea si basa sul sistema OEE: ogni fermo viene registrato dall'operatore con la relativa causale, e il mattino successivo la manutenzione analizza le anomalie per intervenire sui problemi ricorrenti.
Il laboratorio R&D: test su materiali reali
Prima di rientrare agli uffici, la visita passa per il laboratorio di ricerca e sviluppo: quattro ricercatori, una stanza strumenti e una zona di formulazione e test. La dotazione è quella di un laboratorio chimico analitico: gas cromatografo e HPLC per l'analisi delle componenti organiche delle materie prime; spettroscopio infrarosso per la verifica della conformità dei materiali in ingresso rispetto agli standard interni; tribometro HFRR per i test lubrificanti; drop shape analyzer per la misura dell'angolo di contatto e dell'idrofobicità superficiale; camera a nebbia salina per i test di corrosione; strumenti per la misurazione del flashpoint e del punto di congelamento per lavavetri e liquidi radiatore.Il principio guida del laboratorio è uno: testare i prodotti nelle condizioni più vicine possibile all'utilizzo reale. Per questo le prove vengono svolte su componenti automobilistici effettivamente presenti sul mercato – carrozzerie, cerchi, pneumatici e fanali – evitando, quando possibile, supporti standardizzati che rischiano di allontanarsi dalle condizioni operative effettive.
Sul tribometro HFRR - uno strumento normato, con una sfera che oscilla ad alta frequenza su un dischetto piano immerso nel lubrificante da testare - il confronto tra Svitol e alcuni prodotti concorrenti mostra rotture del film lubrificante che Svitol non registra. La "scar", la cicatrice lasciata sul dischetto al termine del test, è il dato oggettivo: più è piccola, migliore è stata la protezione del lubrificante.
I test di corrosione vengono effettuati in camera a nebbia salina al 5%, simulando in 48 ore condizioni paragonabili a un'esposizione prolungata in ambiente marino. Ogni cambio di formula, inclusi quelli imposti da aggiornamenti normativi, viene ritestato come se si trattasse di un prodotto nuovo. Il ciclo completo dalla definizione del concept al lancio dura mediamente circa un anno.
Mercato e strategie: filiera lunga, AI vicina
Tornati agli uffici, la conversazione con Sinigaglia e Scontrini si allarga ai temi di mercato e di strategia distributiva. Un tema emerge con particolare forza: la complessità della filiera aftermarket.Arexons continua infatti a operare attraverso una rete di agenti e distributori che porta il prodotto fino ai ricambisti e da questi alle officine. Una struttura che può apparire meno diretta rispetto ad altri modelli distributivi, ma che secondo l'azienda resta fondamentale per garantire disponibilità del prodotto e presidio del territorio.
Il rovescio della medaglia è la trasmissione delle informazioni tecniche. Le caratteristiche dei prodotti vengono spiegate ai tecnici commerciali, trasferite ai ricambisti e infine agli autoriparatori, con il rischio che parte del contenuto si perda lungo il percorso. Non è un aspetto secondario in una categoria che, secondo i dati citati dall'azienda, rappresenta mediamente tra il 2% e il 5% del fatturato di un ricambista, quota che può arrivare al 10% includendo l'olio motore. Un peso economico relativamente limitato che spesso si traduce in investimenti contenuti nella formazione specifica sulla chimica automotive.
Le risposte messe in campo sono la produzione di contenuti digitali e video tutorial, le giornate di formazione organizzate presso i ricambisti e, più di recente, l'iniziativa legata alle decarbonizzatrici a idrogeno: macchine proposte in abbinamento a una linea di detergenti Arexons per creare occasioni di formazione tecnica e contatto diretto con gli autoriparatori.
Su questo sfondo si inserisce il lancio della gamma Car Care Pro: diciotto referenze in packaging nero con naming ispirato a fenomeni atmosferici, additivate con nanoparticelle ceramiche che agiscono riempiendo le micro-rugosità della vernice, organizzate in cinque fasi cromaticamente codificate dalla decontaminazione al finishing. Una linea pensata per chi si avvicina al detailing senza essere un detailer professionista, distribuita esclusivamente nel canale aftermarket, mai nella GDO, con il logo "Arexons Pro" che ne marca il posizionamento.
Il tema che chiude la conversazione è quello che ridisegnerà di più il settore nei prossimi anni: l'AI search. La stima citata è che entro il 2030 il 60% delle ricerche di prodotto passerà per motori basati sull’IA. Il fatto che Ferox compaia già come prima raccomandazione dei principali motori AI per il trattamento antiruggine è citato come segnale positivo, ma anche come incentivo ad accelerare: i siti andranno riscritti in chiave conversazionale, con risposte a domande pratiche anziché semplici elenchi di caratteristiche. Nel frattempo, sul fronte regolatorio si moltiplicano le scadenze - normativa detergenti 2029, Plastic Tax 2030, aggiornamenti CLP - che richiedono riformulazioni continue e un team dedicato cresciuto da una a tre persone in pochi anni.
Si esce da Cernusco con l'impressione di un'azienda che ha un'identità tecnica precisa e la difende con coerenza, dalla scelta del propellente alla selezione delle materie prime, dalla politica di test sul campo al presidio distributivo. In un mercato che si complica su più fronti contemporaneamente, aprire le porte e mostrare come si lavora è già, di per sé, una presa di posizione.
Arexons amplia l'offerta Car Care con la nuova linea PRO
Con la gamma Car Care PRO, Arexons rafforza il proprio presidio nel segmento della cura dell'auto ad alte prestazioni, introducendo una proposta composta da 18 referenze sviluppate per offrire standard professionali e ampliare le opportunità commerciali i professionisti della filiera aftermarket.Il progetto nasce con l'obiettivo di completare e qualificare ulteriormente l'offerta Car Care del marchio, con particolare attenzione alla categoria dei lucidanti e ai trattamenti specialistici. La linea è strutturata secondo le principali fasi della cura del veicolo – Pre Wash, Wash, Polishing, Finishing e Hardware – offrendo un percorso completo che va dal prelavaggio alla finitura.
Tra gli elementi distintivi della gamma figurano la segmentazione del prelavaggio con prodotti specifici per diverse esigenze applicative, l'introduzione del Kit Rinnova Fanali per il ripristino dei gruppi ottici e una proposta dedicata di accessori e hardware che completa l'offerta a scaffale.
Anche il packaging è stato studiato per sostenere il posizionamento premium della gamma: il colore nero, le linee grafiche diagonali e il naming distintivo dei prodotti richiamano il mondo professionale e delle alte prestazioni, mentre la presenza della bandiera italiana valorizza il Made in Italy. Sul fronte funzionale, alcuni prodotti sono dotati di trigger spray con tecnologia Upside Down, che consente l'utilizzo in qualsiasi posizione migliorando praticità ed efficacia applicativa.
Con Car Care PRO, Arexons punta dunque a intercettare la crescente domanda di prodotti specialistici per la cura dell'auto, offrendo al mercato aftermarket una gamma completa, riconoscibile e ad elevato contenuto tecnico.





