Articoli | 30 October 2026 | Autore: Tommaso Caravani

​Purflux, una gamma al passo con il parco

Motori termici, nuove applicazioni e crescita nell’aftermarket: Pierre-Henri Tinet spiega la strategia del gruppo e il ruolo di un’organizzazione basata su agilità ed efficienza.


Il passaggio di proprietà ha aperto una nuova fase per Purflux. Nel 2024 Sogefi ha ceduto la propria divisione Filtrazione al fondo statunitense Pacific Avenue Capital Partners, dando origine a Purflux Group. Il gruppo autonomo conserva le competenze industriali e la presenza internazionale costruite nel primo equipaggiamento e nel mercato dei ricambi.

Ad Automechanika Frankfurt abbiamo incontrato Pierre-Henri Tinet, Marketing & Communication Director di Purflux Group, per capire come questa nuova fase si traduca nella strategia e nell’offerta. Al centro del confronto, la necessità di seguire un parco circolante sempre più diversificato: motori termici, elettrificazione e nuovi marchi richiedono una copertura più ampia, ma anche tempi di risposta più rapidi. Un tema che riguarda tanto lo sviluppo dei prodotti quanto l’organizzazione del gruppo.

Su quali pilastri poggia oggi la strategia di Purflux?
La nostra strategia si articola su tre pilastri. Il primo è continuare a presidiare la filtrazione per i motori a combustione interna, lavorando per il primo equipaggiamento, il ricambio originale e l’aftermarket indipendente. 

Il secondo è accompagnare la transizione tecnologica, in particolare attraverso lo sviluppo di soluzioni destinate al primo impianto. Il terzo è puntare alla leadership nell’aftermarket.
Possiamo contare su una presenza globale, dall’America all’India, che ci permette di operare in mercati diversi e di seguirne l’evoluzione. La crescita potrà avvenire anche attraverso acquisizioni, qualora si presentino opportunità in linea con la nostra strategia, pur rimanendo concentrati sugli obiettivi che ci siamo dati.

Come si traduce questa strategia nell’ampliamento della gamma?
Nel 2026 abbiamo lanciato la linea Heavy Duty, estendendo l’offerta ai veicoli pesanti. Nel 2027, il nostro obiettivo è di lanciare, nel primo semestre, un programma completo dedicato alle applicazioni dei marchi cinesi.

Vogliamo completare la copertura dei veicoli elettrici e ibridi che arrivano dall’Oriente. Per farlo bisogna conoscere il parco circolante, seguire le nuove applicazioni e sviluppare i prodotti con tempi adeguati alle esigenze del mercato.

L’arrivo di nuovi costruttori sta cambiando anche il rapporto tra primo equipaggiamento e ricambi?
Il nostro ruolo è seguire l’evoluzione dell’offerta per i costruttori, e costruire un’offerta che risponda alle esigenze di manutenzione dei veicoli. Oggi il parco cambia rapidamente e bisogna restare vicini al mercato, capire quali applicazioni stanno arrivando e quali prodotti servono.

Oltre al parco circolante, quali cambiamenti state osservando nell’aftermarket?
La crescita dei private label è uno dei fenomeni da seguire. È un mercato che richiede agilità: bisogna comprendere i cambiamenti e adattare l’offerta.
Pur essendo un grande gruppo, il nostro punto di forza è l’agilità con cui riusciamo a fornire risposte efficaci e mirate ai nostri clienti. La dimensione internazionale deve accompagnarsi alla capacità di restare vicini alle esigenze dei clienti e del mercato.

Questa organizzazione ha prodotto risultati anche nello sviluppo di nuovi prodotti?
Ci ha permesso di costruire diverse storie di successo, anche nel primo equipaggiamento. Un esempio riguarda i filtri per le batterie che oggi forniamo in OE.
È un caso interessante perché il percorso è partito dall’aftermarket. Avevamo sviluppato i filtri batteria destinati al mercato dei ricambi. Un costruttore ha visto il prodotto e ci ha voluti come fornitori per il primo impianto. È uno dei pochi casi in cui siamo passati dall’aftermarket all’OE, seguendo il percorso inverso rispetto a quello più consueto.

Che cosa rende possibile questo scambio tra i due mercati?
La conoscenza del prodotto. Noi i componenti li conosciamo, li produciamo e li commercializziamo sapendo che cosa sono e a quali esigenze devono rispondere.
Questo ci permette di mettere in relazione le competenze industriali con ciò che chiede il mercato. Il caso dei filtri batteria nasce proprio da qui: una soluzione sviluppata per un’esigenza dell’aftermarket è stata riconosciuta come utile anche da un costruttore.

Nella foto di apertura: Pierre-Henri Tinet, Marketing & Communication Director di Purflux Group.

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Tags: filtri purflux

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