News | 30 October 2020

​La riparazione in Italia non si ferma: il Covid-19 non frena il settore
Il Covid-19 non ferma il settore dell’autoriparazione, un asset fondamentale per il paese, a cui spetta un compito fondamentale: quello di garantire la mobilità.

Da una recente elaborazione dell’Osservatorio Autopromotec sulla base di un’indagine McKinsey, infatti, è emerso che, nonostante il periodo di incertezza economica che stiamo vivendo, gli automobilisti non hanno intenzione di rinunciare alle spese relative alla manutenzione e riparazione del proprio veicolo. Segnaliamo che l’indagine è stata condotta a settembre su un campione rappresentativo di automobilisti appartenenti a alcuni tra i maggiori mercati automobilistici mondiali (USA, Regno Unito, Germania, Francia, Italia, Cina, Giappone).
In particolare, segnala l’analisi, un’automobilista su tre a livello mondiale (per l’esattezza il 32%) prevede di ricorrere nei prossimi mesi a un maggior numero di interventi di officina per mantenere l’efficienza della propria auto.

Soltanto il 15%, invece, prevede di rinviare il passaggio in officina a causa della crisi e quindi di posticipare le operazioni di manutenzione e riparazione per risparmiare tempo e denaro. La maggioranza degli automobilisti (il 53%) prevede comunque che non vi saranno sostanziali mutamenti e sostiene che l’emergenza in atto non avrà significative ripercussioni sulle intenzioni di recarsi dal meccanico di fiducia con più o meno frequenza rispetto al passato.

Dall’elaborazione, infine, emergono i dati relativi ai singoli paesi. È interessante notare come sia l’Italia il paese a manifestare la migliore propensione a non rinunciare, in questo particolare momento storico, alla manutenzione e alla riparazione delle vetture. Infatti, come emerge dalla tabella, la differenza (saldo) tra la percentuale degli automobilisti interpellati che prevedono di aumentare gli interventi di officina e la percentuale di chi intende ridurli (rinvio) è pari a +29. Si tratta di un saldo che è superiore rispetto a quelli degli altri paesi considerati nello studio. All’Italia seguono la Cina (saldo +26) e la Germania (+24). Poco più distanziati il Giappone (+16), la Francia (+11) e gli Stati Uniti (+10). Chiude la graduatoria il Regno Unito (con un saldo di +5).

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Tags: Osservatorio Autopromotec

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