
Dalla centralità dei dati ai nuovi format, la fiera di Francoforte rafforza il proprio ruolo di hub internazionale in una filiera sempre più complessa.
Automechanika Frankfurt torna dall’8 al 12 settembre 2026 in un contesto in cui il settore aftermarket si muove su più livelli contemporaneamente: tecnologico, industriale e organizzativo.
La conferenza stampa di presentazione, guidata da Olaf Mußhoff, direttore di Automechanika Frankfurt, ha messo in evidenza una trasformazione che non riguarda solo i contenuti della fiera, ma il suo stesso ruolo all’interno della filiera.
Il dato più immediato è quello dimensionale: sono attesi circa 4.500 espositori da oltre 80 paesi, a conferma di una piattaforma che resta il principale punto di incontro globale per l’aftermarket.
Ma è soprattutto la composizione del pubblico e dei contenuti a segnalare un cambio di fase. Nella precedente edizione, una quota significativa dei visitatori ricopriva ruoli decisionali e la presenza internazionale era dominante, un elemento che sposta la fiera sempre più verso una dimensione di un confronto strategico, più che commerciale.
Evoluzione tecnologica e dati: OE e IAM
Questo si riflette anche nei temi. Intelligenza artificiale, veicolo definito dal software, gestione dei dati, ADAS e cybersecurity non sono più solo trend tecnologici, ma elementi che incidono direttamente sui modelli di business dell’aftermarket.La nuova area HighTech4Mobility nasce proprio con questo obiettivo: portare al centro il tema del controllo del dato e del ciclo di vita del veicolo, che diventa uno snodo critico nei rapporti tra OEM, fornitori e operatori indipendenti.
In questo senso, la partnership con VDIK - l’associazione dei costruttori internazionali - è uno degli elementi più rilevanti dell’edizione 2026.
Non è solo una collaborazione di contenuto, ma un segnale di convergenza tra mondi che storicamente si sono mossi su piani differenti. Il fatto che il confronto sulle strategie aftermarket venga strutturato insieme ai costruttori indica come il perimetro competitivo si stia ridefinendo, soprattutto sul tema dei servizi e della gestione dei dati di veicolo.
Modalità Experience
Accanto a questa dimensione più strategica, Automechanika continua a lavorare su format che puntano all’ingaggio diretto. La Pit Lane Motorsport, l’Experience Park e il Future Mobility Park rappresentano un’evoluzione della fiera verso un modello più esperienziale, dove la dimostrazione e l’interazione diventano parte integrante del racconto industriale.Non è solo una scelta di comunicazione: è un modo per rendere tangibili tecnologie e applicazioni che altrimenti resterebbero astratte per gran parte della filiera.
I giovani e la formazione
Un altro asse evidente è quello della formazione e del ricambio generazionale. Il format Ambition, dedicato alle generazioni più giovani, si inserisce in un problema ormai strutturale per il settore: la difficoltà di attrarre competenze tecniche.Portare questi temi dentro una fiera B2B significa riconoscere che la sostenibilità della filiera passa anche dalla disponibilità di persone, non solo di tecnologie.
Automechanika: un network diffuso
In parallelo, cresce il peso dell’ecosistema Automechanika nel suo complesso. Non più solo evento, ma rete globale di fiere, contenuti e piattaforme, con una presenza sempre più ampia nei mercati emergenti. L’espansione geografica segue le traiettorie di crescita del parco circolante e dei mercati dei ricambi, spostando progressivamente il baricentro fuori dall’Europa.Dentro questo scenario, la fiera di Francoforte continua a rappresentare un punto di sintesi. Ma la sua evoluzione suggerisce anche un passaggio più profondo: da luogo dove si espongono prodotti a spazio in cui si negoziano posizionamenti, accesso ai dati e modelli di servizio.
È su questo piano che si giocherà sempre di più il ruolo dell’aftermarket nei prossimi anni.
Automechanika, più che raccontarlo, sembra volerlo mettere in scena.
