
Con la campagna "We Drive EU", promossa dall’Automotive Coalition for Europe, l’aftermarket automobilistico rivendica il proprio ruolo strategico per occupazione, innovazione e mobilità.
L'aftermarket automobilistico europeo chiede di essere riconosciuto come uno dei pilastri della futura politica industriale dell'Unione Europea. È questo il messaggio lanciato dalla nuova Automotive Coalition for Europe in occasione del debutto ufficiale della campagna paneuropea "We Drive EU", presentata lo scorso 9 giugno a Bruxelles davanti a rappresentanti delle istituzioni europee, leader dell'industria e stakeholder del settore.
L'iniziativa nasce con l'obiettivo di portare il comparto aftermarket al centro del dibattito sulle future politiche comunitarie per l'automotive, evidenziandone il contributo alla competitività industriale, alla sostenibilità, alla resilienza economica e alla coesione sociale dell'Europa.
Ad aprire i lavori è stata Sylvia Gotzen, Chief Executive di FIGIEFA, che ha ricordato il peso economico del settore: “Rappresentando un mercato da 236 miliardi di euro tra ricambi e manodopera, l’aftermarket automobilistico è una forza economica fondamentale che garantisce il funzionamento di oltre 285 milioni di veicoli in tutta Europa, sostenendo 3,2 milioni di posti di lavoro e 900.000 imprese in tutto il continente.”
Secondo quanto emerso durante l'evento, il comparto non rappresenta soltanto un servizio complementare alla produzione automobilistica, ma costituisce un elemento essenziale dell'intero ecosistema della mobilità. Attraverso attività di manutenzione, riparazione e aggiornamento dei veicoli, l'aftermarket contribuisce infatti a mantenere efficiente il parco circolante europeo, favorendo innovazione e concorrenza.
Tra i temi affrontati, particolare attenzione è stata dedicata alla necessità di preservare condizioni di mercato aperte e competitive.
“Tuttavia, non c’è competitività senza concorrenza,” ha sottolineato Stéphane Antiglio, Presidente di Parts Holding Europe. “Il MVBER è assolutamente essenziale per noi. Questo regolamento deve essere mantenuto e rivisto per tenere conto dell’evoluzione tecnologica."
Al centro del dibattito anche la sostenibilità, considerata una delle principali leve attraverso cui l'aftermarket può contribuire agli obiettivi climatici europei. Riparazione, riutilizzo e rigenerazione dei componenti consentono infatti di prolungare la vita utile dei veicoli, riducendo consumi di risorse, emissioni e produzione di rifiuti.
"Non dovremmo dichiarare prematuramente ‘a fine vita’ veicoli che possono essere riparati prolungandone la durata e dando così un grande contributo alla sostenibilità,” ha sottolineato Paulius Saudargas, Membro del Parlamento Europeo – Gruppo PPE. “Inoltre, con i veicoli software-defined, abbiamo bisogno di interoperabilità e standardizzazione. La Commissione Europea dovrebbe continuare a lavorare in tal senso con la nuova piattaforma."
L'evento ha inoltre evidenziato il ruolo strategico svolto dall'aftermarket nella gestione delle crisi degli ultimi anni. Grazie alla capacità di garantire continuità operativa alle attività di trasporto e logistica, il settore ha contribuito a mantenere attive le catene di approvvigionamento e la mobilità in tutta Europa.
Con la possibilità di fornire componenti destinati a oltre 47.000 marche e modelli di veicoli, l'aftermarket rappresenta infatti un elemento chiave per la resilienza del sistema economico europeo.
In questa prospettiva si inserisce anche la posizione della Commissione Europea: “Le nostre politiche per il settore automobilistico mireranno a sostenere la competitività e la resilienza dell’intero ecosistema automotive, e l’aftermarket automobilistico svolge in questo un ruolo importante, così come nel fornire ai consumatori veicoli sicuri, sostenibili e accessibili", ha spiegato il Dr Mark Nicklas, Capo Unità Automotive, Mobility Industries, DG GROW, Commissione Europea.
Una visione condivisa anche dall'industria: "Per noi, l’aftermarket è più di un semplice canale di servizio. È un motore di profitto nei momenti di crisi", ha dichiarato Alex Erdmann, Manager External Affairs di MAHLE.
Altro tema centrale dell'incontro è stato il contributo dell'aftermarket alle economie locali. Attraverso una rete capillare di piccole e medie imprese, distributori e officine, il settore genera occupazione qualificata, sostiene lo sviluppo territoriale e garantisce l'accesso alla mobilità anche nelle aree più periferiche.
Léa Dégardin, Director of European Affairs di Mobivia, ha affermato che “senza l’aftermarket automobilistico indipendente, la mobilità europea non potrebbe funzionare. E per garantirlo, dobbiamo assicurare il ‘Diritto alla Riparazione’ dei veicoli.”
Un altro punto cruciale riguarda l'accesso ai dati dei veicoli e alle informazioni tecniche necessarie per effettuare le riparazioni sui modelli di nuova generazione.
Thomas Aukamm, Managing Director di AIRC, ha aggiunto che “le riparazioni dei veicoli moderni dipendono sempre più dall’accesso, fin dal primo giorno, alle informazioni di riparazione degli OEM, ai dati del veicolo, alla codifica dei ricambi e ai sistemi delle batterie. Le officine indipendenti possiedono le competenze per riparare questi veicoli, ma solo se è garantito un accesso equo ai dati e alle informazioni di riparazione.”
Secondo i promotori della campagna, garantire mercati della riparazione aperti e competitivi è fondamentale anche per mantenere accessibile la mobilità dei cittadini europei. Considerando che l'82% degli spostamenti passeggeri interni nell'Unione avviene in automobile, il settore aftermarket svolge un ruolo diretto nel contenimento dei costi di manutenzione e riparazione.
A tale proposito, il Dr. Daniel John, Responsabile del Dipartimento Attuariale per le Assicurazioni Danni di HUK-COBURG, ha evidenziato che “mantenere la mobilità accessibile in Europa richiede un approccio olistico. Significa garantire che i veicoli siano riparabili, tutelare un aftermarket competitivo e assicurare l’accesso ai dati di bordo per sostenere l’innovazione in servizi quali la riparazione e l’assicurazione.”
La campagna "We Drive EU" punta ora a ottenere il pieno riconoscimento dell'aftermarket automobilistico all'interno delle future politiche comunitarie, comprese l'attuazione dell'Automotive Industrial Action Plan e le principali iniziative legislative in corso.
L'Automotive Coalition for Europe ha chiesto alle istituzioni europee di adottare una visione basata sull'intero ciclo di vita del veicolo, sottolineando come gli obiettivi di competitività, sostenibilità e innovazione dell'Unione non possano essere raggiunti senza valorizzare il settore che garantisce il mantenimento e l'efficienza del parco circolante.
A sintetizzare il messaggio della coalizione è stato Pierre Thibaudat, Direttore Generale di ADPA: “Il futuro automobilistico dell’Europa non sarà garantito dalla sola produzione. Sarà sostenuto dall’intera catena del valore e l’aftermarket automobilistico ne è la forza trainante.”
