
Il primo appuntamento degli Autopromotec Dialogues ha approfondito il nuovo Regolamento europeo sui veicoli fuori uso, evidenziando come economia circolare, progettazione sostenibile e riutilizzo dei ricambi possano trasformare il fine vita dell'auto in una nuova opportunità per l'industria e i consumatori.
Il primo appuntamento degli Autopromotec Dialogues, che accompagneranno verso l’edizione 2027 della fiera bolognese, ha puntato i riflettori sul tema della rivoluzione circolare dei veicoli fuori uso.
Il titolo dell’incontro “ELV Revolution: quando la fine diventa un nuovo inizio” la dice lunga sulle potenzialità di questo settore alla luce della transizione ecologica, dell'economia circolare e del nuovo quadro normativo europeo.
Al centro dell'incontro il nuovo regolamento europeo dedicato alla circolarità dei veicoli e alla gestione dei veicoli a fine vita, End-of-Life Vehicles (ELV), che è stato approvato in via definitiva dal Parlamento il 18 giugno e dovrà ora essere formalmente adottato dal Consiglio dell’Unione europea. L’applicazione scatterà 24 mesi dopo l’entrata in vigore.
Il nuovo impianto normativo europeo punta a superare una visione del veicolo fuori uso come semplice rifiuto, per riconoscerlo invece come una risorsa da reinserire nel ciclo produttivo.
Tra gli elementi più rilevanti emersi nel corso del confronto, il regolamento rafforza i criteri di ecodesign, promuovendo veicoli più facilmente smontabili, riparabili, riutilizzabili e riciclabili, accompagnati da indicazioni più chiare per la rimozione e la sostituzione dei componenti.
Nel corso del dibattito è emerso con forza come questa trasformazione non riguardi soltanto la sostenibilità ambientale, ma anche la competitività industriale dell'Europa e il controllo strategico delle risorse. Acciaio, alluminio, rame, plastica e componenti ancora riutilizzabili diventano infatti parte di una nuova catena del valore in cui il fine vita del veicolo assume un ruolo sempre più decisivo.
Poiché il Regolamento, oltre a confermare le soglie dell'85% per riciclabilità e riutilizzabilità e del 95% per recuperabilità e riutilizzabilità, introduce anche un percorso progressivo sul contenuto di plastica riciclata nei veicoli (15% entro 6 anni e 25% entro 10 anni, con almeno il 20% proveniente da riciclo a circuito chiuso di veicoli fuori uso), ciò che emerge è che la circolarità va progettata contestualmente allo sviluppo dell'auto, attraverso processi di Design for Circular Economy.
Lo scopo è dunque favorire il recupero di materiali e componenti a fine vita, destinati sia al riciclo — anche per essere reintrodotti nella produzione di nuovi componenti e veicoli, quindi totale ciclo chiuso (closed loop) — sia al riutilizzo come ricambi originali usati.
In Italia, dove l’età media del parco circolante arriva a circa 12-13 anni, i ricambi usati rappresentano dunque una soluzione concreta per i clienti, offrendo un risparmio fino al 70% rispetto al nuovo, coniugando affiancando sostenibilità ambientale e accessibilità economica. Ecco perché la fine di un veicolo non coincide con la fine del suo valore ma rappresenta l’inizio di un nuovo ciclo.
Questo processo non coinvolge perciò solo i costruttori auto ma anche gli autoriparatori e a seguire gli automobilisti a cui viene proposto un ricambio proveniente dall’economia circolare.
Sono perciò necessari anche regole e processi digitalizzati che consentano di mappare la provenienza del ricambio e la sua qualità.
Segnaliamo tra gli altri l’intervento di Lorella Volpato, vicepresidente di ADA - Associazione Demolitori Automotive e titolare e CEO di Autodemolizioni Volpato, che ha sottolineato il ruolo crescente degli operatori del settore all'interno del nuovo ecosistema industriale. Nel corso del suo intervento ha ricordato che, secondo gli ultimi rapporti ISPRA, il comparto è già in grado di superare il target dell'85% di reimpiego e riciclo calcolato sul peso dei veicoli trattati, a conferma di un settore composto da imprese sempre più attrezzate sul piano industriale, tecnologico e della tracciabilità. "Il fine vita del veicolo – ha dichiarato Volpato - non è l'ultima tappa della filiera: è il punto da cui riparte il valore."


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