News | 09 October 2026 | Autore: Tommaso Caravani

​Women Automotive Summit: persone e trasformazione industriale

Leadership, competenze e organizzazione del lavoro hanno aperto il Summit europeo di Women Automotive Network. A seguire, il confronto su costruttori cinesi, motorizzazioni e collaborazione nella filiera.


Si è svolto il 6 ottobre al Forum am Schlosspark di Ludwigsburg, nell’area di Stoccarda, il Women Automotive Summit Europe, organizzato da Women Automotive Network. La giornata ha riunito rappresentanti di costruttori, componentisti, imprese tecnologiche e società di consulenza, alternando testimonianze professionali e confronto sui cambiamenti dell’industria automobilistica.

Leadership e sviluppo delle persone hanno occupato la prima parte del programma, seguiti dagli approfondimenti sui tempi di sviluppo dei produttori cinesi, sul ruolo degli ibridi nella transizione e sulla resilienza della filiera. Nel pomeriggio, dopo i workshop, il confronto è proseguito sulla collaborazione tra imprese e sulle opportunità di carriera. In chiusura sono stati presentati il programma Executive Ambassador #GiveBack e i riconoscimenti annuali del network.

Leadership e coraggio

L’apertura è stata affidata a Stephanie May, Community Director di Women Automotive Network, che ha ripercorso la storia della rete e ringraziato partecipanti e partner. Keren Pickard, Certified Courage Coach and Trainer e chair della giornata, ha introdotto il tema del coraggio nelle decisioni: agire anche quando le informazioni disponibili sono incomplete e affrontare l’incertezza che accompagna nuovi incarichi e responsabilità.

È seguita l’intervista a Barbara Burghardt, SVP Human Resources Senior Executives di BMW Group. Il suo intervento ha individuato tre aspetti della leadership: assumere la responsabilità di guidare, ascoltare le persone e comunicare, coinvolgere squadra e interlocutori aziendali. Burghardt ha insistito sulla conoscenza dei propri punti di forza e sulla capacità di circondarsi di persone competenti, riconoscendone il contributo.

Il confronto ha affrontato anche l’intelligenza artificiale. Burghardt ha invitato a partire dalle implicazioni per il proprio lavoro, per poi estendere l’analisi al team e all’organizzazione. L’AI richiede di rivedere il modo in cui si apprende, si prendono decisioni e si gestiscono le relazioni. Sul piano professionale, ha inoltre ricordato come alcuni limiti percepiti possano essere superati accettando incarichi impegnativi con il sostegno delle persone che lavorano al proprio fianco.

La successiva tavola rotonda, moderata da Monica Schmickler, Senior Advisor e docente universitaria, ha riunito Julia Grab, Chief Strategist & Planner, European Passenger Vehicles di Ford Motor Company; Christian Wilz, CEO Mercedes-Benz Trucks Germany di Daimler Truck; Annick Jourdenais, Managing Director di LKQ SYNETIQ; Joachim Niederberger, Head of IoT Automotive Sales di Vodafone IoT.

Grab ha richiamato le diverse fasi di instabilità attraversate dal settore, a partire dalla crisi finanziaria del 2008, descrivendo un contesto nel quale è difficile prevedere gli sviluppi futuri. Wilz ha affrontato la crescita delle persone durante una crisi, proponendo di valutarla anche attraverso l’ampliamento delle competenze, delle conoscenze e delle responsabilità. Ai leader spetta creare le condizioni perché i collaboratori possano assumersi rischi e mostrare coraggio, dando per primi l’esempio.

Jourdenais ha raccontato un percorso professionale sviluppato attraverso Paesi e incarichi differenti, nel quale il lavoro con i dati è diventato una passione. Ha invitato ad accettare situazioni poco familiari e a superare una cultura aziendale che penalizza gli errori, limitando la sperimentazione. Niederberger ha richiamato il ruolo delle relazioni e della collaborazione. Dal panel è arrivato anche l’invito a incoraggiare direttamente le professioniste che esitano a proporsi per nuove responsabilità.

I tempi dei produttori cinesi

Dopo la pausa, Sophie d’Herbomez, Senior Vice President di AlixPartners, ha presentato un approfondimento sui fattori che consentono ai costruttori cinesi di sviluppare più rapidamente nuovi modelli.

Una delle slide proponeva un confronto illustrativo tra un ciclo di 40 mesi per un costruttore tradizionale globale e uno di 20 mesi per una startup cinese dell’elettrico. La differenza riguardava tutte le fasi: 11 mesi contro quattro per il concept, 14 contro otto per l’ingegnerizzazione e 15 contro otto per test e valutazione.

D’Herbomez ha spiegato che i produttori cinesi hanno reso più snello ed efficace il modello operativo tradizionale. Tra gli elementi presentati figuravano la riduzione dei passaggi di approvazione, strutture decisionali più piatte e il coinvolgimento dei fornitori prima del congelamento del concept. A questi si aggiungono attività svolte in parallelo, riutilizzo dei componenti e maggiore ricorso alla simulazione, con meno prototipi fisici.

La presentazione ha descritto il vantaggio come il risultato di più elementi collegati: gestione delle piattaforme, organizzazione delle decisioni, integrazione dei fornitori e maturità digitale. È stato affrontato anche l’impiego dell’intelligenza artificiale nello sviluppo del prodotto.

Il confronto ha incluso i compromessi associati alla riduzione dei test fisici, insieme ai vantaggi in termini di investimento e tempi di ingresso sul mercato. Per i produttori tradizionali, le indicazioni hanno riguardato l’analisi degli ostacoli interni, l’investimento nella digitalizzazione e una più chiara attribuzione delle responsabilità decisionali.

Il ruolo degli ibridi

La sessione successiva è stata dedicata alle motorizzazioni, con Erasmo Viola, VP Strategic Partnerships di Castrol; Rebecca Yates, Senior Advisor di Castrol Technology; Shwetha Surender, VP Head of Automotive di MarketsandMarkets. Ha moderato Ruchi Kaushal, Global Account Director – European OEMs di Castrol.

Il panel ha affrontato l’elettrificazione alla luce dei costi, delle infrastrutture e delle differenti esigenze dei mercati. Gli interventi hanno descritto una fase nella quale ibridi, ibridi plug-in, range extender ed elettrici possono rispondere a necessità diverse.

Viola ha distinto tra strategie interamente orientate all’elettrico e approcci più flessibili, con portafogli adattati alla domanda dei singoli mercati. Nella sua lettura, la destinazione resta elettrica, mentre cambiano tempi e modalità del percorso. La flessibilità comporta però costi e complessità che rendono difficile applicare ovunque la stessa strategia.

Surender ha richiamato il peso dei costi nelle decisioni di acquisto e il ruolo degli ibridi nella fase attuale. Yates ha posto l’attenzione sull’efficienza, anche nello sviluppo dei fluidi destinati ai veicoli elettrici.

Un passaggio ha riguardato la comprensione delle tecnologie da parte degli automobilisti. La moltiplicazione di termini e sigle può rendere difficile distinguere sistemi con modalità di funzionamento diverse. Viola ha esteso il tema alla filiera: tra produttore e consumatore operano reti commerciali e professionisti della riparazione, che devono conoscere queste soluzioni per poterle spiegare correttamente.

Il confronto ha toccato anche l’aftermarket. Surender ha indicato una maggiore continuità delle attività nella diffusione degli ibridi e cambiamenti più marcati con l’elettrico. Diagnostica e climatizzazione sono state citate tra gli ambiti nei quali occorrerà adattare le competenze. La discussione ha quindi affrontato la capacità dei servizi di assistenza di lavorare su un parco composto da tecnologie differenti.

Filiera e servizi locali

Prima del pranzo, il programma ha affrontato la resilienza della supply chain. La tavola rotonda è stata moderata da Melanie Schuttenberg, Board Member di TAJCO, con Esther Quintanilla Lujan, Global Mobility Marketing Director di Dow; Saba Azizi, Overseas Service Network & Development Manager EMEA di CATL; Julie Meyssonnier, Head of Supply Chain Projects & Network di Toyota Motor Europe.

Meyssonnier ha richiamato l’importanza della preparazione e della collaborazione, collegando l’innovazione globale alla sua applicazione locale. La prossimità delle attività produttive, dei partner e della logistica è stata presentata come uno strumento per rispondere più rapidamente ai problemi. Un altro punto ha riguardato l’investimento nelle persone e la revisione dei processi.

Azizi ha affrontato il tema delle batterie dal punto di vista dei servizi. La presenza nei mercati richiede anche di costruire capacità locali di assistenza e gestione del ciclo di vita. La disponibilità di servizi vicini agli utilizzatori è stata collegata alla possibilità di mantenere le batterie più a lungo in uso e ridurre i rifiuti. Spazio anche al riciclo, attraverso il processo descritto come “battery to battery”.

La giornata ha previsto masterclass e workshop a cura di Google e Women Automotive Network, yinwards, Lead with Vision, Castrol con Audi Revolut F1 Team, HP, Bosch, Digital Willow, Changan e Octopus Electric Vehicles. Per i partecipanti online era prevista una sessione a cura di The Executive Table.

Collaborazione tra imprese

I lavori in plenaria sono ripresi con il panel moderato da Ian Plummer, Chief Customer Officer di Autotrader. Sono intervenute Nina Roeck, VP Software Drive & Comfort di Renault Group; Hélène Lanssens, Senior VP Global Partnerships di Nextlane; Danielly Cortes, Global Vice President Cooperations & Business Development, Commercial Vehicles BU di Stellantis; Melanie Lane, CEO di POD.

Lanssens ha richiamato la necessità di collegare sistemi e informazioni, soffermandosi sulla frammentazione degli strumenti utilizzati nelle attività dei concessionari. Roeck ha ripreso il tema della velocità, indicando la riduzione dei tempi tra le lezioni del confronto con i produttori cinesi.

Cortes ha sottolineato la pressione sulle imprese e l’importanza di mantenere l’attenzione sulle esigenze del cliente. Le partnership sono state indicate come uno strumento per accelerare la risposta. Lane ha portato nel confronto il collegamento tra automotive ed energia e la necessità di connettere le relative informazioni.

Carriere, affiancamento e premi

Il panel conclusivo, aperto alle domande del pubblico, è stato moderato da Daveena Saranna, B2B YouTube Channel Manager di Autotrader. Hanno partecipato Barbara Frenkel, già membro del consiglio di gestione di Porsche AG con responsabilità negli acquisti e membro di consigli di sorveglianza; Katherine Zachary, Vice President International Communications di Nissan; Laura Rathai, VP Marketing di Hyundai Motor Europe; Joachim Langenwalter, Board Member, Executive Advisor & Investor nell’automotive e nell’AI; Kristin Harder, Marketing Director Europe di Changan Europe.

Zachary ha raccontato come un’opportunità di trasferimento in Europa avesse rischiato di sfumare perché in azienda nessuno conosceva il suo interesse. Da qui l’invito a comunicare esplicitamente le proprie aspirazioni. Frenkel ha richiamato l’importanza di rendere visibili i risultati e candidarsi per progetti di rilievo.

Rathai ha affrontato le opportunità di crescita per chi ha figli piccoli, distinguendo l’avanzamento professionale dall’aumento delle ore lavorate e citando il job sharing. Langenwalter ha raccontato il lavoro svolto per aumentare la presenza femminile nei team di ingegneria e proposto percorsi di carriera tecnica accanto a quelli manageriali. Harder ha portato nella discussione il tema della guida automatizzata e del ruolo che i costruttori europei potranno assumere nel suo sviluppo.

È seguita la presentazione del programma Executive Ambassador #GiveBack, illustrato da May e nato da una proposta di Schuttenberg. L’iniziativa abbina sei dirigenti ad altrettante professioniste emergenti per un anno, attraverso mentoring, coaching, apertura di contatti e sostegno alle opportunità di carriera.

Oltre a Frenkel, Roeck e Schuttenberg, le prime ambassador sono Renate Vachenauer, già membro del consiglio di gestione di Audi AG con responsabilità negli acquisti; Sabine Kohleisen, già membro del consiglio di gestione di Mercedes-Benz Group AG con responsabilità nelle risorse umane; Sabine Scheunert, già Managing Director Eurocentral di Dassault Systèmes. Le prime professioniste affiancate sono le sei finaliste del Rising Star Award.

Dopo la chiusura dei lavori affidata a Pickard e il cocktail di networking, si è svolta la cerimonia dei premi. I riconoscimenti sono andati a Melinda Topolcsik, alla guida dello stabilimento Bridgestone di Tatabánya, per la leadership; Susana Remacha Andrés, alla guida dello stabilimento Stellantis di Saragozza, come modello professionale; Guillaume Jacques, Purchasing Vice President di Toyota Motor Europe, per il sostegno alla crescita delle donne; Patrycja Matusz-Zagozdon, responsabile del Transformation Office di ZF, per il mentoring; Lucy Ozturk, Graduate Engineer di Nissan Manufacturing UK, come Rising Star. Renault Group ha ricevuto l’Employer of Choice Award.

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Tags: Women Automotive Network