News | 13 October 2026 | Autore: Alessandro Margiacchi

"Evoluzione": il futuro del ricambista secondo CR Ricambi

Rosario Trovato racconta vent'anni di CR Ricambi: dalla piccola realtà catanese nata nel 2006 alla struttura organizzata di oggi, tra crescita del magazzino, digitalizzazione e un legame sempre più stretto con le officine. Un percorso che passa anche dall'esperienza nel Consorzio Assoricambi, di cui Rosario Trovato è Consigliere.
 

Nel 2026 CR Ricambi festeggia vent'anni di attività: da piccola realtà catanese nata nel 2006 a struttura organizzata con oltre 50.000 referenze e tre sedi nei Paesi Etnei, con una nuova apertura a Misterbianco (CT) già in programma. 

In questa intervista il titolare Rosario Trovato ripercorre le tappe principali del percorso aziendale e racconta come il mestiere del ricambista si sia trasformato tra digitalizzazione, complessità crescente del parco circolante e centralità del rapporto di fiducia con le officine; un equilibrio che, tra l’esperienza nel Consorzio Assoricambi e i nuovi progetti, guarda già al futuro del settore.

Ci racconta brevemente la storia della vostra azienda, con particolare riferimento alle tappe che considera più importanti nel vostro percorso professionale e come siete organizzati attualmente?
CR Ricambi nasce a Catania nel 2006, inizialmente come una realtà relativamente piccola, ma con un'idea molto chiara: costruire un'azienda fortemente orientata al servizio e al rapporto con il cliente professionale.
Negli anni siamo cresciuti insieme ai nostri clienti. Nel 2012 diventiamo S.r.l. e nel 2016 arriva uno dei passaggi più importanti, il trasferimento nella sede di Via dei Salesiani a Catania, che ci ha permesso di ampliare il magazzino e strutturare meglio vendite, logistica e consegne.
Altre tappe fondamentali sono state l'ingresso nel Consorzio Assoricambi, il percorso come Ricambista Specializzato Magneti Marelli e, successivamente, il mio ingresso nel Consiglio Direttivo del Consorzio.
Dal 2019 abbiamo inoltre iniziato l'espansione nei Paesi Etnei, prima con la sede di Gravina di Catania, successivamente trasferita a Mascalucia, e poi con quella di San Giovanni La Punta. Un percorso che proseguirà prossimamente con l'apertura di una nuova sede, un capannone di circa 3.000 mq nel polo commerciale di Misterbianco, pensato per accompagnare la crescita e l'evoluzione dell'azienda.
Oggi siamo una realtà strutturata, organizzata in diverse aree aziendali e con oltre 50.000 referenze disponibili. Proprio quest'anno celebriamo i nostri primi vent'anni di attività, un traguardo importante che vogliamo vivere non soltanto come un'occasione per guardare al percorso fatto, ma soprattutto come un punto di partenza per una nuova fase di crescita.
In questi vent'anni siamo cambiati molto, cercando però di mantenere ciò che ci ha caratterizzato fin dall'inizio: velocità, disponibilità e rapporto diretto con il cliente.

In base alla sua esperienza, come è cambiato il lavoro del ricambista in questi anni e quali sono i valori e le caratteristiche che sono rimasti invariati nel tempo?
È cambiato moltissimo. Le vetture sono più complesse, sono aumentate referenze e varianti e oggi cataloghi elettronici, ricerca tramite VIN, piattaforme B2B, dati e sistemi informatici fanno parte della quotidianità.
È cambiata soprattutto la velocità: il cliente non chiede più soltanto se hai un prodotto, ma quanto rapidamente riesci a identificarlo, procurarlo e consegnarlo.
Quello che non è cambiato è il valore della fiducia. Dietro molte richieste c'è spesso un'officina con una vettura ferma sul ponte e un cliente che aspetta. Dare il ricambio corretto, mantenere una promessa ed esserci quando nasce un problema restano elementi fondamentali.
La tecnologia può rendere tutto più efficiente, ma difficilmente potrà sostituire questo rapporto.

Quali competenze oggi sono indispensabili per un ricambista moderno e quali ritiene siano le caratteristiche più apprezzate dal cliente?
Il ricambista moderno deve unire competenza tecnica, capacità digitale e conoscenza del prodotto, ma credo che la vera differenza continui a farla la capacità di risolvere problemi e costruire relazioni.
Il cliente professionale non cerca semplicemente qualcuno che gli venda una scatola: cerca un interlocutore affidabile, rapido e capace di trovare una soluzione.
Per questo negli anni abbiamo affiancato al lavoro quotidiano formazione ed esperienze capaci di creare rapporto: eventi aziendali con incontri one-to-one tra officine e fornitori, approfondimenti tecnici, cene, intrattenimento, sorteggi, viaggi incentive e altre iniziative.
Competenza e velocità sono indispensabili, ma fiducia, ascolto e qualità della relazione sono ancora ciò che fa realmente la differenza.

Il rapporto con le officine è fondamentale per il successo dell'attività: quali sono le cose su cui puntate per la fidelizzazione dei clienti?
Cerchiamo di non considerare l'officina semplicemente come un cliente al quale vendere ricambi, ma come un partner con cui costruire un rapporto di lungo periodo.
Questo significa disponibilità di prodotto, rapidità nelle consegne e assistenza, ma anche formazione e supporto. Anche il rapporto con network come Magneti Marelli Checkstar, “a posto” Rhiag e Asso Service ci permette di essere vicini all'autoriparazione e comprenderne necessità e trasformazioni.
Poi ci sono cose apparentemente semplici: rispondere, rispettare i tempi, riconoscere un errore e trovare una soluzione. La fidelizzazione nasce soprattutto dalla continuità di questi comportamenti.

Quali sono oggi le principali criticità e opportunità del mercato aftermarket in Italia e come immagina il ricambista del futuro?
La principale criticità è la crescente complessità: parco circolante molto eterogeneo, nuove motorizzazioni, elettronica, enormi quantità di dati e referenze, maggiore pressione sui tempi e sui margini. Inoltre il digitale ha allargato la concorrenza e reso il prezzo molto più trasparente.
Ma proprio questa complessità è anche un'opportunità per chi sa organizzarsi.
Il ricambista del futuro sarà sempre meno un semplice venditore di prodotti e sempre più un fornitore di servizi per l'officina: logistica efficiente, sistemi informatici evoluti, qualità dei dati, formazione e integrazione con officine e produttori.
Anche l'intelligenza artificiale avrà un ruolo crescente, ma dovrà servire a rendere più efficiente il lavoro delle persone, senza perdere relazione e competenza.

Nel vostro caso specifico quale tipo di progetti e strategie avete per il prossimo futuro?
Stiamo lavorando soprattutto su organizzazione, digitalizzazione e relazione.
Vogliamo integrare sempre di più i processi aziendali, dal magazzino alla logistica fino al rapporto digitale con il cliente, perché crescere non significa soltanto aumentare i volumi, ma riuscire a gestirli meglio.
In questa direzione si inserisce uno dei progetti più importanti su cui stiamo lavorando: la prossima apertura della nuova sede di Misterbianco, un capannone di circa 3.000 mq, che ci permetterà di ottimizzare ulteriormente magazzino, logistica e organizzazione e creare una struttura adeguata alla crescita dei prossimi anni.
Per noi crescere significa anche confrontarsi con il mercato ed essere presenti nei luoghi in cui il settore si incontra e si evolve. Per questo partecipiamo a fiere e appuntamenti professionali e quest'anno abbiamo scelto di essere presenti anche come espositori ad AutoServiceTec 2026, un'esperienza che ci ha permesso di incontrare direttamente officine, operatori e partner e di presentare la nostra realtà in un contesto professionale più ampio.
Allo stesso tempo continuiamo a investire sulle persone e sul rapporto con le officine: formazione, eventi aziendali, incontri diretti con i fornitori, momenti conviviali, viaggi incentive e nuove esperienze condivise.
Crediamo molto nel mettere in contatto diretto ricambista, officina e produttore: non tre semplici anelli di una catena commerciale, ma soggetti che si conoscono, dialogano e crescono insieme.
Il nostro obiettivo è crescere e innovare, dotandoci di spazi, tecnologie e organizzazione adeguati al futuro, senza perdere quella vicinanza al cliente che ha caratterizzato CR Ricambi fin dall'inizio.

In qualità di socio del Consorzio Assoricambi, quali ritiene siano i vantaggi maggiori nel far parte di un gruppo e quanto ritiene sia strategico per la vostra realtà?
L'ingresso in Asso Ricambi è stato uno dei passaggi più importanti della nostra storia.
Il vantaggio commerciale è certamente importante, ma credo che il valore più grande sia il confronto. Far parte di una comunità di imprenditori indipendenti significa condividere esperienze, problemi, idee e soluzioni e poter affrontare insieme innovazione, formazione e nuovi progetti.
Il mio ingresso nel Consiglio Direttivo rappresenta contemporaneamente un riconoscimento e una responsabilità: poter contribuire direttamente alle strategie future del Consorzio.
Crediamo molto nell'indipendenza imprenditoriale, ma essere indipendenti non significa essere soli.

Se dovesse indicare una parola chiave che rappresenti il futuro del consorzio e dei ricambisti indipendenti, quale sarebbe e perché?
Evoluzione.

Evolvere significa utilizzare tecnologia e dati senza perdere competenza e relazione; cambiare il proprio modello organizzativo senza rinunciare alla propria identità.
E vale anche per il Consorzio: fare gruppo non significa rendere tutte le aziende uguali, ma permettere a ciascuna di diventare più forte mantenendo la propria indipendenza.
Credo che la capacità di evolvere insieme restando indipendenti sarà una delle chiavi del futuro dell'aftermarket.

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Tags: Asso Ricambi CR Ricambi

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