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Non bastano più le continue promesse di essere a un passo dalla firma di un ipotetico “cessate il fuoco”, posticipate di due settimane in due settimane, per convincere gli spettatori che si tratti della verità, poiché è più la speranza che la realtà a tenere accesa la fiamma.
Con il rincaro degli idrocarburi e un paese che fatica a promuovere energie alternative, il costo dell’energia in Italia soffoca o rallenta molto l’economia. Con l’inflazione che ne deriva l’economia stenta a decollare, a causa di una domanda debole condizionata da più di una incertezza.
La riparazione rimane la scelta più percorribile per la maggioranza degli automobilisti, che laddove costretti a una sostituzione guardano con sempre maggiore interesse ai veicoli ibridi se non full electric, grazie a una offerta sempre più strutturata di prodotti di importazione di fascia A e B.
Se l’industria dell’auto europea fugge dal Vecchio Continente alla ricerca di maggiore competitività, la filiera della riparazione dovrà strutturare la propria offerta con soluzioni più ampie e destinate a una immatricolazione sempre più orientale.
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