Articoli | 13 Novembre 2018 | Autore: Giorgio Spolverini

Focus Eco-alimentazioni… alternative all’elettrico

Per abbattere le emissioni nocive, le case auto non pensano solo all’elettrico con i suoi punti di forza e di debolezza, ma anche ai sistemi bifuel benzina/GPL e benzina/metano, oltre che al tanto discusso gasolio ma con sistema AdBlue. Ecco perché non conviene trascurare queste “nicchie”.

Basta sfogliare le pagine di un qualsiasi listino auto per accorgersi che ci sono parecchie case auto più o meno sensibili alle alimentazioni alternative.
Così come Toyota procede nel percorrere (e sviluppare) la sua strada verso l’alimentazione ibrida benzina/elettrica, un marchio come Opel, per esempio, fa altrettanto per investire nella doppia alimentazione benzina/gas, magari per raggiungere successivamente l’elettrificazione.

Il Gruppo Volkswagen e il Gruppo FCA, tanto per citare altri due grandi blasoni, investono le proprie energie soprattutto sulla doppia alimentazione benzina e metano.
Altri ancora, come Mercedes, utilizzano l’iniezione AdBlue nei Diesel, sempre con il preciso intento di abbattere gli agenti inquinanti.
Tutti questi tipi di auto sono già in circolazione e molte hanno già raggiunto la rete indipendente per la manutenzione. Ecco di cosa si parla, qui in Italia.
 

Auto bifuel benzina/GPL

Per quanto riguarda le auto dotate di sistemi bifuel benzina/GPL, naturalmente Opel non è l’unico marchio che propone la sua gamma in Italia, ma è accompagnata da modelli di molte altre case auto (vedere box), che vanno dalla A di Alfa Romeo alla S di SsangYong.
In linea di massima, a parte le auto di nicchia del marchio Sudcoreano SsangYong, sono Italia e Francia i paesi più rappresentati tra i brand che offrono auto bifuel. Quindi, sarà sufficiente consultare i listini Fiat, piuttosto che Peugeot o Renault, per capire quale genere di auto a doppia alimentazione può essere possibile vedere accedere in officina.

Il cliente tipo che acquista auto a GPL lo fa in genere per risparmiare: il prezzo medio al consumo per un litro di GPL si aggira infatti intorno a 0,65 euro, a fronte di 1,6 euro per la benzina e 1,5 per gasolio. Oltretutto, essendo auto ecologiche, le bifuel sono finora esenti dai divieti di circolazione durante i blocchi del traffico.
Bisogna d’altro canto considerare che queste vetture sono meno efficienti dei normali veicoli a benzina e che hanno bisogno di manutenzione più frequente: con l’alimentazione a GPL i consumi possono salire anche del 20% rispetto alla “verde” e addirittura fino al 50% rispetto alle auto dotate di motore a gasolio di potenza equivalente.

I loro serbatoi vanno sostituiti ogni 10 anni e la verifica dello stato delle valvole e controlli vari vanno eseguiti periodicamente e influiscono sul costo del tagliando. L’automobilista quindi che sceglierà quest’auto per percorrere molti km, sarà senz’altro un buon cliente, anche se sensibile al prezzo, almeno per quanto riguarda la manutenzione ordinaria.
 

Auto bifuel benzina/metano

Oltre alle auto bifuel benzina/GPL, una parte di mercato consiste anche in auto a doppia alimentazione benzina/metano. Per quanto concerne quest’ultimo carburante alternativo, i due rappresentanti per eccellenza sono Gruppo Volkswagen e FCA, che più di tutti credono in questa tecnologia.
Attenzione, sono i due maggiori player, ma non gli unici, poiché sono una decina i marchi che propongono veicoli a metano (vedere box), di cui però quattro fanno parte del colosso tedesco e due di quello italoamericano: Audi, Seat, Skoda e Volkswagen più Fiat e Lancia.

Tra gli altri costruttori generalisti, anche nel caso del metano non manca Opel e, tra i brand di lusso, oltre ad Audi, compare anche Mercedes con la sua Classe B.
Infine, una ricca offerta di veicoli a metano riguarda ben quattro SUV della molisana DR, più altre orientali.
A parità di spesa, marciando a metano si possono percorrere tanti km in più rispetto agli altri tipi di alimentazione. Inoltre, le auto dotate di questa tecnologia possono usufruire di agevolazioni per il pagamento del bollo.
Però, nonostante ciò, quelle in circolazione non sono molte: il prezzo di listino di queste vetture infatti è in genere ben superiore alle versioni a benzina e convengono soltanto se si percorrono parecchi km. In qualche caso, addirittura, il costo d’acquisto supera persino quello delle versioni a gasolio, come per esempio la Fiat Panda Twinair Natural Power nei confronti della equivalente versione Diesel Mjt.

I serbatoi per il gas installati dalle case auto vengono omologati secondo il regolamento ECE/ONU n. 110 e sottoposti a collaudo ogni quattro anni, a decorrere dalla data di immatricolazione del mezzo; ogni cinque anni quelle di omologazione nazionale, installati aftermarket.
La revisione è gratuita poiché coperta da un addizionale sul metano ma, occhio, non la manodopera del lavoro che va riconosciuta dall’automobilista all’autoriparatore.
La sostituzione dei serbatoi è anch’essa gratuita, perché coperta dalla Gestione Fondo Bombole Metano dell’Eni. Se i contenitori del gas non sono in acciaio, ma di materiale composito come sulle Audi, è prevista, e comunque altamente consigliabile, almeno un’ispezione visiva.
 

Numeri: GPL vince (per ora) su metano

Tra alimentazione a benzina/GPL e benzina/metano, gli automobilisti italiani sembra che preferiscano ancora la prima.
Nel 2017, infatti, sono state 129.812 (con una crescita del 26,5%) le immatricolazioni dei veicoli a GPL, contro 32.746 (con una perdita del 25,4%) dei veicoli a metano.
Il primo trimestre del 2018 si è però chiuso in controtendenza, con una flessione del 7,5% per il GPL e un incremento di circa il 30% per il gas naturale.

Molto probabilmente, l’inversione di tendenza è da attribuire al ricambio generazionale di alcuni modelli di successo, come per esempio la Dacia Duster: se la serie precedente era disponibile con il 1.6 GPL da 115 CV, nel listino della gamma attuale non era presente un’analoga versione.
Anche la Ford Focus dovrebbe lasciare senza modelli a GPL la gamma.
Resta di fatto ancora da interpretare il dato sull’evoluzione dei due tipi di carburante alternativi, anche se il primo (GPL) è ancora schiacciante sul secondo (metano). Dopo un 2017 deludente per quest’ultimo, infatti, sembra che il 2018 stia premiando i veicoli alimentati a gas naturale.
 

Ci sono anche le auto Diesel con AdBlue

Con l’introduzione dell’Euro 6 (emissioni massime di ossidi di azoto NOx al di sotto di 80 mg/km), la valvola EGR non bastava più per rispettare certi limiti. Per cui, molti costruttori sono dovuti ricorrere al sistema SCR, reso obbligatorio dalla normativa Euro 6C.
In altre parole, chi guida un’auto dotata di tale sistema si ritrova a dover aggiungere AdBlue in un serbatoio dedicato, proprio come si fa con il carburante.
L’AdBlue è una miscela a base di urea e acqua, che viene consumata dall’auto in una misura minima pari mediamente a 1-1,5 litri per 1.000 km.

Però non va rabboccato così di frequente, poiché il serbatoio in dotazione può contenere dai 10 ai 20 litri di soluzione, che costa circa appena 1 euro al litro. Lo speciale liquido si può trovare in officina, così come dall’autoricambi, in concessionaria o dal distributore, però attenzione, può ghiacciare al di sotto di -11°C.
Le principali case auto che adottano questa soluzione per abbattere l’inquinamento sono: Audi, con i modelli Clean Diesel; BMW, con i modelli BluePerformance; Chevrolet con la Cruze; Citroen Peugeot con i modelli BlueHDi; Jaguar, con i modelli XE; Mazda con la CX-7; Mercedes con le Blue-Tec; Opel con la Zafira 2.0 CDTI; Porsche con la Cayenne e Volkswagen con le BlueMotion.
 

Tutti i modelli bifuel benzina/GPL e benzina/metano 2018
 
  • Alfa Romeo MiTo e Giulietta benzina/GPL 1.4 Turbo 120 CV
  • Audi A3 Sportback 1.4 TFSI 110 CV benzina/metano, A4 Avant e A5 Sportback 2.0 TFSI a benzina/metano da 170 CV
  • Citroen C3 1.2 82 CV benzina/GPL
  • Dacia Sandero Stepway e Logan MCV 0,9 TCE 90 CV benzina/GPL e Lodgy e Dokker 1.6 100 CV benzina/GPL
  • DR Automobiles DR3 1.5 106 CV benzina/metano, DR Evo5 1.6 126 CV benzina/metano, DR 4 1.6 114 CV e DR 6 1.5 Turbo 152 CV benzina/metano; DR Zero 1.0 69 CV benzina/GPL, DR 4 1.6 114 CV benzina/GPL, DR Evo5 1.6 126 CV benzina/GPL e DR6 1.5 Turbo 152 CV benzina/GPL
  • Fiat 500L, 500L Wagon e Panda 0,9 Twinair 85 CV benzina/metano, Punto e Qubo 1.4 77 CV benzina/metano e Doblò 1.4 T-Jet 120 CV; Fiat 500 e Panda 1.2 69 CV benzina/GPL, Punto 1.4 77 CV benzina/GPL, 500X, 500L e Tipo 1.4 T-Jet 120 CV benzina/GPL.
  • Ford Focus 1.6 120 CV benzina/GPL
  • Hyundai i10 1.0 69 CV benzina/GPL, ix20 1.4 90 CV benzina/GPL e i20 1.2 75 CV benzina/GPL
  • Jeep Renegade 1.4 T-Jet 120 CV benzina/GPL
  • Kia Picanto 1.0 67 CV benzina/GPL, Rio 1.2 84 CV benzina/GPL, Venga 1.4 90 CV benzina/GPL e Stonic 1.4 100 CV benzina/GPL
  • Lancia Ypsilon 0.9 Twinair 85 CV benzina/metano e benzina/GPL e 1.2 69 CV benzina/metano e benzina/GPL
  • Mercedes B 200 c 2.0 156 CV benzina/metano
  • Mitsubishi Space Star 1.0 71 CV benzina/GPL, ASX 1.6 2WD 117 CV benzina/GPL e Outlander 2.0 2WD 150 CV benzina/GPL
  • Nissan Juke 1.6 110 CV benzina/GPL
  • Opel Astra 1.4 T 110 CV benzina/metano, Zafira 1.6 T 150 CV benzina/metano, Combo Tour 1.4 T 120 CV Benzina/metano; Karl e Karl Rocks 1.0 75 CV benzina/GPL, Adam 1.4 87 CV benzina/GPL, Corsa 1.4 90 CV benzina/GPL, Crossland X 1.2 81 CV benzina/GPL, Astra e Mokka 1.4 GPL 140 CV
  • Peugeot 208 1.2 82 CV benzina/GPL
  • Renault Clio 0.9 TCe 90 CV benzina/GPL
  • SsangYong Tivoli e XLV 1.6 2WD 128 CV benzina/GPL e Korando 2.0 149 CV benzina/GPL
  • Seat Mii 1.0 68 CV benzina/metano, Ibiza TGI 90 CV benzina/metano, Leon 1.4 TGI 110 CV benzina/metano
  • Skoda Citigo 1.0 68 CV benzina/metano, Octavia 1.4 TSI 110 CV benzina/metano
  • Volkswagen up! 1.0 68 CV benzina/metano, Polo 1.0 TGI 90 CV benzina/metano, Golf e Caddy/Caddy Maxi 1.4 TGI 110 CV benzina/metano

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Tags: auto elettriche auto gpl e metano auto a metano alimentazione a metano

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