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Articoli | 02 Dicembre 2011 | Autore: Francesco Giorgi

Batteria auto: scegliere quella giusta

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Arriva l'inverno, le batterie delle auto vengono sottoposte a maggiore stress a causa delle partenze a freddo a temperature esterne non certo ottimali per lo spunto. Di più: con la brutta stagione e il maggiore utilizzo degli accessori di bordo (climatizzatore, lunotto termico, fendinebbia), e visto che... gli alternatori “stagionali” non sono ancora stati inventati, gli accumulatori devono offrire un lavoro ancora maggiore. Ancora: come la mettiamo con il continuo frena – riparti del traffico cittadino e lo Start & Stop (nelle fasi di sosta, l'elettronica del veicolo è in stand-by: alternatore fermo, ma batteria sotto tensione) e il sistema di recupero dell'energia in frenata, la micro ibridazione che nelle previsioni a breve termine delle Case auto costituirà l'80% delle immatricolazioni di autoveicoli ibridi?

La domanda, a questo punto, è: con tutti questi “indizi”, qual'è la soluzione migliore? In altre parole: qual'è la batteria giusta da scegliere per la propria auto?

Che sia meglio scegliere l'accumulatore della tensione indicata nel libretto di uso e manutenzione, su questo non si discute. Resta il fatto che lo sviluppo della tecnologia automotive (anche orientata ai consumi e alle emissioni; dunque non solo al portafoglio, ma anche all'ambiente), legata a filo doppio con un maggiore utilizzo di sistemi elettronici di bordo e all'attenzione alla massa della vettura (minore peso “uguale” meno consumi), impone un'attenzione sempre maggiore nei confronti della batteria “giusta” da scegliere.

Vediamo come i professionisti nello sviluppo di batterie di primo equipaggiamento e aftermarket orientano l'automobilista nella scelta della batteria più indicata a seconda della propria vettura, e gli autoriparatori nel consigliare al cliente finale la soluzione ottimale.

La batteria va sollevata per sentire “quanto” piombo c'è dentro

In generale, la prima cosa da fare è pesare la batteria. E' il primo consiglio di Giovanni Mologni, responsabile Sviluppo prodotto di Exide Technologies: “Sembrerà un'idea banale, ma non lo è. Rendersi conto del peso di una batteria ci può aiutare a capire se all'interno vi sia piombo oppure no. Questo perché le leggi elettrochimiche che governano il processo si basano sulla quantità di piombo”. In buona sostanza, “Se pesa meno rispetto a quella che cambiamo, allora non va bene”. Attenzione: è una prova affidabile, ma non sicura al 100%: “Se pesa il giusto, non siamo ancora sicuri, perché il piombo potrebbe essere quello del materiale attivo, ma anche quello del materiale di supporto; tuttavia, quest'ultimo non influenza la quantità di energia contenuta nella batteria”.

La prova del voltmetro è un ulteriore procedimento per conoscere se la batteria sia quella giusta: “Per avere un'idea ancora più precisa dell'efficienza del prodotto, bisogna affidarsi a un voltmetro per misurare lo stato di carica dell'accumulatore (ricordiamo che una batteria carica ha un valore di tensione superiore a 12,5V). Meglio ancora, rivolgersi a specifici tester che misurano la resistenza interna della batteria e valutano sia lo stato di carica che lo stato di salute della batteria, come i tester Midtronics, nostro storico partner”, prosegue Mologni.

La “prova confronto”, dunque, ha un senso se si prendono in considerazione questi parametri, unitamente ai dati di targa presenti sull'etichetta.

Se l'auto è “tradizionale”

C'è una prima questione da considerare: l'impiego della vettura. “Per le vetture di tipo 'tradizionale', il primo suggerimento da dare quando si rende necessaria la sostituzione dell'accumulatore è quello di tenere conto dell'utilizzo che si intende fare dell'auto – prosegue Giovanni Mologni – E' chiaro che questo vada considerato a parità di dimensioni della batteria”.

 

Quali sono i parametri da tenere d'occhio? “Dipende dalla motorizzazione, ma non solo: anche dalle condizioni di guida, del clima e della presenza di equipaggiamenti elettronici di bordo. In questo modo sarà possibile scegliere la batteria più consona al suo reale utilizzo”. Alcuni esempi? “E' presto detto: se ho tanti carichi elettrici o elettronici e il mio bambino gioca con la Playstation allacciata all'accendisigari, verrà assorbita parecchia corrente. Avrò, dunque, bisogno di una batteria con maggiore capacità rispetto a quella inizialmente prevista per la vettura. Se spesso utilizzo l'auto nel traffico, con frequenti soste ai semafori, necessiterò di più spunto, ma anche di piastre a spessore maggiorato per evitare le deformazioni causate dai frequenti avviamenti. Per questo, noi di Exide abbiamo sviluppato una gamma ad hoc per l'aftermarket che tiene conto dei diversi parametri che entrano in gioco. Si tratta dell'Exide Evolution Program, una gamma di batterie dotata anche di un semplice strumento informatico per l'automobilista, che in poche mosse può trovare la batteria giusta per la propria auto”.

La batteria giusta da scegliere se l'auto ha lo Start & Stop

Anche in questo caso, “occhio” al libretto. “La prima cosa da fare quando si sostituisce la batteria su una vettura equipaggiata con Start & Stop è aprire il libretto di uso e manutenzione della vettura – suggerisce Giovanni Mologni – E questo vale per tutti: ricambisti, officine e automobilisti. Sul libretto, infatti, è chiaramente indicato che la batteria originale va sostituita solo con componenti dello stesso tipo”. In prima battuta, questo sembrerebbe una forzatura: “In realtà non è così, ma è la verità. E' il veicolo che ha bisogno di quella specifica batteria, nient'altro”.

Come fare per distinguere una batteria per vettura “tradizionale” da una per le auto dotate di Start & Stop? “Innanzitutto, c'è da dire che presto sarà introdotta una nuova normativa internazionale che imporrà un apposito marchio di attenzione sulle etichette delle batterie, distinguendone le varie tipologie di costruzione e di impiego”, anticipa Mologni. “Quanto alle differenze fra batterie per auto tradizionali e per auto con Start & Stop, queste sono sostanziali. Tutti i sistemi Start & Stop, seppure con le differenze esistenti fra un costruttore e l'altro, vengono equipaggiati con sensori che monitorano in maniera costante lo stato della batteria e inviano i segnali a una centralina che, in tempo reale, decide se attivare o no il sistema stesso”.

Cosa succede se la batteria non riesce a sopportare lo stress delle frequenti soste? “In questo caso, siccome nelle fasi di fermata il motore e l'alternatore si spengono ma la batteria deve alimentare tutti i dispositivi elettrici ed elettronici, avviene che il sistema non si attiva e si riduce la funzionalità della batteria almeno del 50%, in base alla nostra esperienza”. In buona sostanza, “Lo Start & Stop si attiva la metà delle volte nelle quali dovrebbe, e non è poco se si considera che questo è causa di ripercussioni dirette sui consumi. E' la stessa cosa che succede quando si avvia l'auto a motore freddo: il sistema, all'inizio, non funziona: occorre aspettare che il motore si riscaldi”.

Di quali parametri occorre tenere conto nello sviluppo di batterie per vetture con Start & Stop? “La realizzazione di questi accumulatori è complessa, perché è il risultato di bilanciamenti ottimali fra diversi parametri, quali lo spessore delle piastre e il loro numero, per garantire nello stesso tempo potenza e ciclaggio – spiega Mologni – Le batterie per Start & Stop devono permettere avviamenti superiori di 15 – 20 volte rispetto alle batterie standard, e questo grazie proprio all'ottimizzazioe del gruppo piastre”.

Exide è presente nel primo equipaggiamento per Start & Stop con la gamma Intelligent Power di batterie a tecnologia ECM (Enhanced Cycling Mat, particolarmente indicate per citycar e utilitarie, come Smart e Toyota iQ) e AGM (Absorbent Glass Mat: tecnologia a ricombinazione di gas con separatori in fibra di vetro e gruppo piastre più compresso, presenta una resistenza superiore rispetto alle batterie tradizionali ed è indicata per veicoli “accessoriati” che necessitano di notevole energia).

Questa differenza è sostanziale, spiega Mologni: “Bisogna conoscere la gamma della propria batteria, perché se si vuole sostituire una batteria AGM con una ECM o viceversa, il sistema di bordo non riconosce i segnali che arrivano dai sensori connessi alla batteria. Questo potrebbe provocare malfunzionamenti al dispositivo. Anche per questo bisogna sempre sostituire la batteria con una corrispondente. Noi costruttori di primo impianto ne indichiamo la tipologia, proprio per aiutare nelle future sostituzioni e per fare in modo che queste avvengano sempre in modo corretto”.

Batterie hi-tech per auto sempre più “leggere”

Il peso influisce sui consumi. Lo sanno bene le Case auto, che sviluppano modelli nei quali carbonio e materiali compositi costituiscono una parte importante della struttura esterna, e l'alluminio viene impiegato nei motori (peraltro di piccola cilindrata e turbocompressi a geometria variabile: la tecnologia downsizing sempre più utilizzata nelle vetture di segmento medio e medio – basso).

La corsa al risparmio (di peso) avviene anche nelle batterie? “E' innegabile che le strategie delle Case costruttrici per la riduzione dei pesi con l'obiettivo di contenere le emissioni di CO2 siano ricadute anche sullo sviluppo delle batterie”, dichiara Mologni. “In poche parole: le aziende di produzione batterie hanno dovuto adeguarsi per realizzare componenti anch'essi più leggeri. Tuttavia, la cosa non è così semplice come sembra. Abbiamo reso il contenitore più compatto, tenendo sempre conto del fatto che l'elettrolito e i gas che si formano dal processo devono continuare a muoversi liberamente. Soprattutto, si sono ridotte in maniera drastica le tolleranze di lavorazione. Oggi, le precisioni nella lavorazione non sono più quelle di 10 anni fa. Ad esempio, nelle batterie AGM pesiamo ogni accumulatore tre volte durante il processo di produzione, per valutare la quantità di acido assorbita nel separatore con una tolleranza inferiore all'11%; anche i limiti di peso su tutti gli altri componenti sono molto stretti”. Il perché di questa scelta? “Per chi dovesse sostituire una batteria di primo equipaggiamento con una aftermarket più pesante, i risparmi che la tecnologia Start & Stop assicura sarebbero drasticamente ridotti o annullati, e causerebbero un aumento dei consumi”.

Batteria: corretta manutenzione è elisir di lunga vita

Quali sono i controlli che gli elettrauto devono eseguire per far sì che la batteria di un'auto duri a lungo? “La prima operazione che suggerisco è di misurare, con una certa frequenza, la tensione della batteria – spiega Giovanni Mologni – In special modo per le vetture tradizionali, perché sulle Start & Stop questo controllo viene effettuato dal sistema stesso, in autonomia. Il controllo di tensione deve essere duplice: a vettura ferma, meglio se dopo una lunga sosta, e con motore al minimo dopo l'avviamento”.

Quali devono essere i corretti valori di tensione in entrambi i casi? “Ad auto ferma, la tensione deve essere vicina a 12,8V. Se è sotto 12,5V, la partenza potrebbe essere a rischio, soprattutto nelle giornate invernali più rigide. Con il motore al minimo, invece, è ottimale un range di tensione fra 13,9V e 14V. Al di sotto di questi valori, potrebbero verificarsi dei problemi che prescindono dalla batteria e che riguardano l'alternatore o il regolatore di tensione”. In questo caso, come bisogna comportarsi? “Suggerisco all'automobilista di rivolgersi a un autoriparatore, per i controlli di routine. Se invece la tensione a vettura ferma è bassa, consiglio di provare con un caricabatterie esterno; se neanche la ricarica funziona, bisogna sostituire la batteria”.

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