Articoli | 29 February 2016 | Autore: In collaborazione con ADL Automotive Distributors Italia- Blue Print

Dischi freno: la differenza è nei particolari

I dischi freno Blue Print sono curati nei dettagli: scopriamo quali sono e perchè fanno la differenza.

 

Nella scelta dei ricambi che propone al mercato indipendente, Blue Print, oggi marchio di proprietà bilstein group, controlla con attenzione la qualità dei prodotti e le loro caratteristiche, tanto da poter offrire una garanzia di tre anni a chilometraggio illimitato contro i difetti di fabbricazione.
Vediamo qui il caso dei dischi freno per una Subaru Impreza WRX: un confronto fra dei dettagli che ci aiutano a identificare l’elevata qualità dei ricambi Blue Print.
 
Una questione di spessore
Sul mercato si trovano prodotti di varia qualità e fascia di prezzo; per capire se il ricambio mantiene le stesse qualità dei prodotti montati in primo equipaggiamento è bene verificare quali sono i materiali, quale la quantità utilizzata e la struttura costruttiva.
Nel caso dei dischi freno, una cosa importante da considerare è la capacità di dissipare rapidamente il calore in zone preposte, così da rendere più efficiente la frenata.
Il surriscaldamento dei dischi freno, infatti, causa un’eccessiva usura, una incrinatura superficiale, la variazione di spessore del disco (DVT) e una durezza irregolare.
Nelle immagini vengono evidenziati i particolari costruttivi di un disco OE, di quello a marchio Blue Print e di uno di un competitor che ha modificato il ricambio a discapito della qualità.
Il disco freno a marchio Blue Print rispecchia le specifiche tecniche di quello di primo impianto; nel disco freno del competitor, ad esempio, si nota come siano state ridotte le dimensioni delle palette prese aria. Si tratta di un dettaglio importante, in quanto una simile riduzione può causare cedimento strutturale del disco.
Anche la diminuzione della scanalatura nel disco del competitor aftermarket è evidente: in questo caso si va a incidere sulla diffusione del calore nella zona superiore del disco, che può causare una maggior usura del cuscinetto e relative guarnizioni.
Per contro, un’intercapedine maggiore tra le piastre di attrito significa un aumento dei tempi di raffreddamento. Infatti, in un disco di attrito più sottile si ha meno metallo per assorbire e dissipare il calore, aumentando la probabilità di deformarsi in modo prematuro. È evidente che in un disco con piastre di attrito più sottili, la difficoltà nel dissipare calore aumenta, le possibilità di surriscaldamento si ampliano e ciò porta a deformazione e prematuro malfunzionamento.
 
L’offerta Blue Print nel frenante
Blue Print, marchio specializzato nelle applicazioni per veicoli asiatici, americani e inglesi, propone un ampio catalogo per il sistema frenante: con oltre 1.200 codici di dischi freno e oltre 800 di pastiglie, l’azienda garantisce una copertura del circolante asiatico completa.
 

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Tags: blue print dischi freno adl automotive

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