Approfondimenti | 22 September 2023 | Autore: ​Approfondimento tecnico a cura di Tekné Consulting

Antifurto fuori uso per la Focus III

L’antifurto che ti lascia a piedi: come risolvere il problema se si guasta l’antifurto della Ford Focus.


Da sempre, la Ford identifica il sistema immobilizer con l’acronimo PATS (Passive Anti Theft System). Il sistema in questione è molto affidabile, ma in taluni casi lascia (è proprio il caso di dirlo) a piedi gli utenti della vettura.

I guasti a cui il sistema è soggetto possono essere più o meno complicati, a seconda di quale componente o parte di impianto che si danneggia o smette di funzionare. 

Tipologie di guasti

Il PATS è gestito da più unità elettroniche.
Detto in maniera semplificata, il processo del consenso all’avviamento ha inizio con il riconoscimento della chiave d’avviamento a opera dell’antenna posizionata sul blocchetto d’accensione stesso. Il codice così appreso viene trasmesso alla centralina GEM (il bodycomputer) che a sua volta lo rielabora e comunica per via bidirezionale (tramite la rete CAN HS) con la centralina motore per abilitare la partenza.

Seppur con minore probabilità, la prima casistica di guasto riguarda l’impossibilità di avviare il motore per un problema alla rete CAN usata da GEM e centralina motore (come avviene per tutte le vetture).
Se la rete si interrompe, se uno dei due fili va in corto a massa oppure i due fili della CAN vanno in corto su se stessi, non c’è possibilità di scambio dati tra il body e il motore, quindi la vettura non può partire. In tali casi, è necessario allora effettuare controlli e misurazioni sulla CAN (resistenza, tensione di riferimento sui fili, analisi del segnale).

Con maggior frequenza, capita che non vengano più riconosciute una o tutte le chiavi abilitate e ciò può accadere per due motivi distinti e, per entrambi, in diagnosi immobilizer compare il seguente DTC:
- B10D7: chiave immobilizzatore non riconosciuta.

Il primo motivo è legato all’antenna del trasponder chiave montata sul blocchetto d’accensione. La bobina che costituisce l’antenna si può danneggiare, di fatto non è più possibile leggere il codice chiave.
Per appurare l’integrità o meno dell’antenna, è consigliabile separarla dal blocchetto e misurarne la resistenza tramite un multimetro, che deve essere di circa 10,5 Ω (vedi foto di apertura).
Dato che non sono molto comodi i pin per la misura della resistenza, è possibile aprire, con delicatezza, l’antenna stessa.
Se l’antenna è funzionante, allora la chiave non viene più riconosciuta perché si danneggia essa stessa (si “sconfigura”), con il medesimo risultato di essere impossibilitati ad avviare il motore.

Se così fosse, l’unica strada è quella di programmare una nuova chiave, operazione che si può effettuare tramite un diagnostico abilitato a questa funzione.
In realtà, le operazioni da compiere sono due perché sarà necessario programmare anche il telecomando della nuova chiave, compito però più agevole perché fattibile con procedura manuale, riportata di seguito.
 

Procedura programmazione telecomandi

- Inserire la chiave nel blocchetto d’accensione;
- Girare la chiave dalla posizione 0 alla posizione II (quadro ON) e poi ancora in posizione 0. Eseguire questa manovra per quattro volte entro sei secondi;
- Lasciare la chiave in posizione 0;
- Premere un qualsiasi pulsante sul telecomando entro 10 secondi. Il buon esito della programmazione sarà confermato da un led oppure un cicalino.

Oltre il codice errore citato poco prima, si riporta l’elenco completo dei DTC inerente il PATS in maniera tale da avere un riferimento diagnostico per ogni tipologia di guasto occorso, anche per quelli meno frequenti (vedi tabella in Photogallery).

Il tecnico, inoltre, potrà sfruttare anche la possibilità di utilizzare il codice lampeggio degli errori, modalità diagnostica che Ford ha ancora mantenuto sulla Focus III.
Il codice è fatto di due cifre, per determinare la prima bisognerà leggere il numero di lampeggi iniziali della spia immobilizer e, dopo una pausa di due secondi, leggere il numero dei lampeggi seguenti per ricavare invece la seconda.

Photogallery

Tags: teknè

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