Approfondimenti | 04 June 2012 | Autore: Tekné Consulting

Problematica al motore TwinAir Fiat Group

Dopo il MultiAir, Fiat propone il sistema TwinAir per i motori a due cilindri.
Vediamone il funzionamento e come verificare se un malfunzionamento dipende da un guasto al sensore.

Il MultiAir è il dispositivo sviluppato dal gruppo FPT di Fiat Group per la gestione dell’apertura delle valvole, per un controllo dinamico diretto dell’aria e della combustione. Nei motori a benzina lo sviluppo della tecnologia si è concentrato sull’ottimizzazione dell’aspirazione dell’aria senza l’utilizzo esclusivo della tradizionale valvola a farfalla montata sul collettore di aspirazione, la quale lavora in collaborazione con il sistema MultiAir, e senza l’apertura delle valvole legata a un movimento meccanico gestito da asse a camme. Questo sistema ha sempre presentato lo svantaggio di causare una perdita di energia, dato che il 10% della carica dell’aria viene persa a causa delle perdite di pompaggio.
Nel sistema MultiAir l’adduzione dell’aria nei cilindri avviene per mezzo di un dispositivo elettroidraulico, installato sulle valvole di aspirazione, dove si ha il controllo del processo su ogni singolo cilindro, riducendo i consumi e le emissioni inquinanti.
I benefici dichiarati sono la riduzione dei consumi, l’incremento della coppia massima e della potenza, migliori performance e soddisfazioni di guida. Questa nuova tecnologia, sviluppata a seguito delle normative antinquinamento sempre più restrittive, si presenta versatile e applicabile su tutti i motori a benzina.
E infatti, dopo essere stato applicato inizialmente ai motori benzina 4 cilindri, la novità saliente in termini di motorizzazioni del gruppo Fiat consiste nel recentissimo “TwinAir”, ossia un propulsore benzina bicilindrico da 900 cc che è appunto dotato di questo particolare sistema, realizzato sia nella versione aspirata da 65 cv sia nella versione turbocompressa da 85 cv; il motore equipaggia diverse autovetture del gruppo, come la 500 e la nuova Lancia Ypsilon.
Le valvole non vengono più comandate dal tradizionale albero a camme di aspirazione, ma da un complessivo elettroidraulico che lavora con lo stesso olio motore, controllato dalla centralina iniezione: i componenti principali che costituiscono il gruppo sono rappresentati da un pompante azionato da una camma dedicata riportata sull’unico albero a camme esistente (cioè quello di carico), un’elettrovalvola, un accumulatore di pressione e un sensore di temperatura olio motore di tipo NTC: questo insieme viene montato su ciascuno dei quattro cilindri che nel loro insieme vanno a formare quindi il modulo MultiAir. Per il modulo TwinAir è prevista la medesima configurazione, solo che il sistema, anziché al quattro, viene applicato al due cilindri. Come visto, il fluido di lavoro del modulo è l’olio motore: risulta allora fondamentale l’importanza che rivestono l’integrità e l’efficienza del lubrificante e, a maggior ragione, la realizzazione di una corretta e regolare manutenzione.
La rilevanza dell’olio risulta ancora più chiara dal fatto che ne viene monitorata costantemente la temperatura allo scopo di determinarne esattamente la viscosità, nell’ottica di un ottimale funzionamento del sistema. Tale compito viene assolto dal sensore NTC prima menzionato, il quale lavora direttamente all’interno del modulo; la foto mostra quello montato sul modulo MultiAir.
Il parametro rilevato è talmente basilare che un guasto al sensore provoca un cattivo funzionamento del sistema, con la risultanza di un minimo irregolare e buchi in accelerazione. La problematica è relativa al motore 0,9 litri TwinAir; in questo caso il sensore è posto in posizione centrale rispetto al modulo, con il connettore alloggiato sul collettore di aspirazione.
In presenza delle problematiche descritte, una diagnosi del sistema motore restituisce un codice errore specifico, con accensione della spia MIL sul quadro strumenti:
“P0195 – Sensore temperatura olio motore anomalia elettrica – circuito aperto o cortocircuito verso V batteria”.
Per accertarsi dell’effettivo guasto al sensore, se ne effettui anche una misura della resistenza caratteristica tramite multimetro: in tali casi si noterà che essa risulta molto instabile.
L’unica soluzione è quella di sostituire il componente; è bene ricordare che questa operazione prevede la procedura di apprendimento da parte dell’ECU motore del nuovo elemento tramite tester di diagnosi che supporti la funzione specifica.   

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