Articoli | 13 Maggio 2020 | Autore: redazione

Servizio di sanificazione: istruzioni per l’officina

La domanda di servizi di sanificazione dell’auto sta crescendo: un servizio utile che tutela la salute di titolari, dipendenti e clienti di un’officina o una carrozzeria, e che vale la pena proporre con maggior enfasi. Vediamo cosa c’è da sapere.
 

Se c’è una cosa che abbiamo imparato con il Coronavirus è che l’automobile tornerà a essere il mezzo prescelto per gli spostamenti quotidiani degli italiani. Questa pandemia, ormai la chiamiamo tutti così, vedrà cambiare infatti le modalità di trasporto delle persone, che si presume “abbandoneranno” temporaneamente i mezzi pubblici o i veicoli in car sharing, a eccezione di coloro che non possono farne a meno.

Semplicemente perché all’interno del proprio veicolo vi è una discreta certezza che nessuno abbia potuto portare e lasciare germi, batteri o virus: termini che (purtroppo) fanno ormai parte della nostra vita quotidiana.
I clienti, che siano di una flotta o un privato, vogliono perciò sentirsi al sicuro all’interno dell’abitacolo ed è per questo che la domanda dei servizi di sanificazione è destinata a crescere nel breve periodo, creando di fatto nuove opportunità di business anche per la filiera della riparazione.

Già oggi alcune aziende del nostro settore, che fin da subito sono scese in campo nella lotta contro il Covid-19, non si sono fatte trovare impreparate e hanno ampliato la propria offerta, mettendo a disposizione dei professionisti del settore soluzioni, prodotti e/o attrezzature ad hoc per limitare la diffusione del virus: gel mani igienizzanti, mascherine e DPI in generale, kit per la pulizia dell’auto, ma soprattutto apparecchiature per effettuare la sanificazione dei veicoli.

Una scelta che risponde alla necessità di mettere gli autoriparatori in condizioni di lavorare in totale sicurezza durante un intervento di manutenzione e riparazione, proteggendoli da eventuali rischi di contagio, così come di rendere sicuro l'ambiente per coloro che per esempio lavorano nei magazzini di ricambisti e distributori, dove spesso è difficile mantenere il distanziamento sociale.
Ricordiamo, infatti, che il tema della sicurezza sul posto di lavoro è al centro del “Protocollo condiviso di regolazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro” firmato lo scorso 14 marzo.

Ma quali sono dunque i modi migliori per effettuare un servizio di sanificazione in officina? Cosa deve sapere un autoriparatore? Cosa deve dire ai propri clienti? Oggi cerchiamo di fare chiarezza su questo tema grazie anche a due importanti contributi.
Il primo ci arriva direttamente da CSM 360, azienda che si pone sul mercato come interlocutore unico a 360° per la gestione degli eventi riparativi, di qualsiasi genere, per i veicoli in tutto il loro ciclo di vita (dal momento della messa in strada alla gestione dell’usato), che ha messo a disposizione del proprio network il “Protocollo operativo per la gestione degli interventi sui veicoli in regime di emergenza Covid-19” (Scarica file). 

Il secondo, invece, è stato diffuso dall’Istituto Superiore di Sanità che ha realizzato un “poster” (Scarica file) sui comportamenti da tenere per un corretto utilizzo dell’automobile e al cui interno troviamo informazioni utili che i professionisti della riparazione possono condividere con i clienti.
In entrambi i casi si tratta di indicazioni estremamente utili e interessanti per tutti.
Consigliamo inoltre di utilizzare degli strumenti (manifesti, volantini o altre soluzioni) che possano mettere in evidenza che in questo luogo di lavoro si utilizzano procedure di sanificazione e si rispettano tutte le disposizioni governative per il contenimento del Covid-19, rilasciando magari anche un certificato, dando così un valore aggiunto al proprio operato.

Selezione prodotti e fase di accettazione

Come ci spiega il Protocollo di CSM 360, per offrire un servizio di sanificazione sicuro è necessario utilizzare prodotti e attrezzature che devono essere registrati dal Ministero della Salute come Presidio Medico Chirurgico; l'azienda in questione suggerisce ad esempio di utilizzare per un intervento di sanificazione del veicolo un sanificatore ozono e un igenizzatore nebulizzante.

Dopo questa doverosa premessa, arriva dunque la fase di accettazione del veicolo e del driver che può avvenire all’interno dell’azienda o all’esterno (soluzione consigliata). Ma come bisogna comportarsi? Il Protocollo ci dice che l’accettatore, oltre ad essere munito dei DPI necessari, dovrebbe prevedere un luogo di accettazione specifico per la sosta del veicolo, possibilmente segnalato, che preservi le distanze e che non intralci l’operatività.

Un’altra raccomandazione è quella di chiedere al cliente di lasciare finestrini e portiere aperte per arieggiare l’abitacolo. Una volta che è tutto pronto per l’intervento effettuare una prima igienizzazione con nebulizzatore approvato, rispettando i tempi e le modalità del prodotto utilizzato, e applicare sul veicolo gli elementi di protezione e cortesia (copri voltante, sedile e leva del cambio). Dopo aver seguito queste indicazioni, CSM 360 raccomanda di applicare un cartellino per identificare che la vettura è stata sanificata.

Attenzione: per un corretto e più efficace intervento ricordarsi di smontare il filtro abitacolo a carboni attivi prima di procedere con la sanificazione in quanto lasciarlo al suo posto comporterebbe una riduzione dell'efficacia della sanificazione stessa. Si consiglia in ogni caso di sostituire il filtro abitacolo.
 

Lavori di manutenzione e riconsegna

Dopo la fase di accettazione entriamo in quella che chiamiamo la fase di lavorazione del veicolo. Innanzitutto, è consigliato di accedere sempre all’interno dell’abitacolo con mascherina e guanti. Nel caso in cui la lavorazione sia portata avanti da più operatori è necessario, prima di passare le consegne, utilizzare il nebulizzatore per igienizzare le aree e gli strumenti di lavoro utilizzati.

Una volta terminato l’intervento, procedere con la pulizia degli interni eliminando polveri e residui solidi (foglie o oggetti per esempio). Trasferire poi il veicolo nel luogo della riconsegna, togliere gli elementi di protezione e cortesia e sanificare il veicolo con il prodotto certificato rispettando tutte le procedure del caso.

Il Protocollo segnala poi di applicare un cartellino sul mezzo e di completare il servizio con l’applicazione di un profumatore leggero che fornisca la sensazione olfattiva di un ambiente pulito (l’ozono non rilascia odori). A questo punto nessuno dovrà salire più sul veicolo, ma solo il cliente.
 

Informazioni per l’officina

Come dicevamo all’inizio, l’Istituto Superiore di Sanità ha realizzato un poster con alcune informazioni utili che possiamo condividere con gli automobilisti.

L’ISS per prima cosa segnala che dopo aver guidato ed essere stati all’interno del veicolo è necessario lavarsi sempre correttamente le mani e non toccarsi mai occhi, naso e bocca.
L’utilizzo delle mascherine, invece, non è necessario se si viaggia da soli, ma lo è se si è insieme a persone che non convivono nella stessa abitazione o che hanno sintomi di difficoltà respiratorie.
All’interno dell’auto, inoltre, si può viaggiare al massimo in due persone, mantenendo la distanza di sicurezza (il passeggero deve sedersi sul sedile posteriore destro) e, se possibile, tenendo aperto il finestrino.

Nel caso in cui si utilizzasse un’auto in car sharing è raccomandato procurarsi un panno a microfibra e un preparato a base di alcool per pulire tutte le superfici che possono essere state toccate da altre persone: volante, maniglie, leva del cambio, freno a mano ecc.

È perciò consigliato l’utilizzo dei guanti alla guida, evitando di toccarsi occhi, naso e bocca e di sfilarli al rovescio e di smaltirli nell’indifferenziata quando riconsegniamo il veicolo.
L’ISS ricorda che l’uso dei guanti, però, non sostituisce mai la corretta igiene delle mani.

Nel caso in cui un privato volesse qualche consiglio su come prendersi cura del proprio abitacolo, l’autoriparatore può consigliare vivamente di pulire le superfici interne dell’auto con un panno in microfibra e preparati a base di alcool (non candeggina o amuchina perché l’ipoclorito di sodio presente potrebbe avere un’azione aggressiva su pelle e plastica); fare attenzione ai filtri dell’aria condizionata e usare l’aspirapolvere sulla tappezzeria, oppure se si sceglie di lavarla, farlo con gli appositi prodotti detergenti, prestando particolare attenzione ai tappetini dell’auto che , se usurati, possono essere sostituiti.

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