
Simon Bäumer, fondatore di Parts & Service News, analizza l'evoluzione dell'aftermarket tedesco: un mercato storicamente dominato dai grandi produttori di componenti, oggi alle prese con elettrificazione, concentrazione dei gruppi distributivi e nuove sfide per l'intera filiera.
Comprendere l'evoluzione dell'aftermarket europeo significa osservare da vicino non solo i mercati della distribuzione, ma anche i Paesi che rappresentano il cuore produttivo dell'industria automobilistica continentale. Tra questi, la Germania occupa una posizione unica: sede di numerosi costruttori e componentisti di rilevanza mondiale, continua a esercitare un'influenza determinante sugli equilibri dell'intera filiera aftermarket europea.
Per approfondire questo scenario abbiamo raccolto il punto di vista di Simon Bäumer, fondatore di Parts & Service News e giornalista specializzato che segue il settore da quasi un decennio. Dopo l'esperienza maturata presso AMZ, una delle principali testate tedesche dedicate all'aftermarket, nel 2026 ha avviato insieme al suo ex direttore una nuova iniziativa editoriale focalizzata sul mercato dei ricambi e dei servizi per l'automotive.
In questa intervista Bäumer racconta come l'elettrificazione stia modificando un mercato rimasto sostanzialmente stabile per decenni, quali effetti stia producendo la crescente concentrazione dei grandi gruppi distributivi e perché la pressione competitiva globale stia mettendo alla prova molti produttori specializzati. Un'analisi che offre una chiave di lettura preziosa per comprendere alcune delle principali dinamiche che stanno ridefinendo l'aftermarket europeo.
1) Prima di entrare nell'analisi del mercato, puoi raccontarci brevemente il tuo percorso professionale? Da quanto tempo segui l'aftermarket automotive e come si è evoluto nel tempo il suo ruolo di giornalista specializzato?
Ho studiato giornalismo tecnico, una laurea in ingegneria seguita da una specializzazione nei formati giornalistici. Durante e dopo gli studi ho scritto per diversi siti web dedicati agli appassionati di automotive, ed è proprio così che l'allora direttore responsabile mi ha scoperto.
Dopo sei mesi di attività come freelance nel 2017, ho lavorato per AMZ dal 2018 fino alla fine del 2025. Nel 2026 ho avviato un’attività autonoma insieme a quello stesso ex direttore, fondando Parts & Service News.
Nel corso del tempo le mie responsabilità si sono evolute: da attività di reporting e visite alle fiere di settore, alla gestione dei clienti, al coordinamento dell’edizione cartacea e al lavoro di coordinamento con il team commerciale. Si cresce insieme alle sfide che si affrontano.
2) Come descriveresti oggi l'aftermarket automotive in Germania? Quali sono le caratteristiche della filiera distributiva e le principali sfide che il settore sta affrontando?
La Germania ospita numerose aziende riconosciute a livello globale per la produzione di componenti OE e ricambi aftermarket. Il nostro mercato è quindi fortemente caratterizzato dai singoli marchi industriali, una caratteristica che lo distingue sicuramente.
Siamo attualmente nel pieno di un grande cambiamento: la mobilità elettrica sta trasformando un mercato che era rimasto stabile per decenni.
Di conseguenza, l'aftermarket sta vivendo un'ondata di acquisizioni e fusioni, tanto che è difficile persino per noi giornalisti tenere traccia di chi appartiene a chi.
3) Negli ultimi anni abbiamo visto una forte crescita e consolidamento dei grandi gruppi di acquisto e distribuzione in Europa. Come si sta sviluppando questo fenomeno in Germania e quale impatto sta avendo sugli equilibri tra grandi operatori e player locali?
Come già accennato, da diversi anni in Germania stiamo assistendo a massicce acquisizioni ed espansioni da parte dei grandi gruppi (retail). Nomi storici stanno scomparendo dal mercato e le grandi aziende globali stanno sostituendo le PMI grazie alla loro forza di mercato.
I produttori che realizzano in Germania e che dipendono dal mercato interno sono sottoposti a una pressione particolare. La tendenza verso i private label, nata negli Stati Uniti, rischia e minaccia di trasformare profondamente la nostra catena di fornitura e l’aftermarket, che per lungo tempo è stato caratterizzato da una grande varietà di specialisti.
4) Qual è oggi l'equilibrio tra ricambi OE e IAM nel mercato tedesco? State osservando nuove forme di collaborazione tra operatori indipendenti, reti ufficiali e settore del ricambio rigenerato o usato?
Spinto dal numero di officine indipendenti e da un parco circolante ormai datato, l’aftermarket indipendente è significativamente più grande del business OES. Il fatturato complessivo dell’aftermarket si aggira poco sotto i 20 miliardi di euro, a testimonianza della grandezza di questo mercato.
Tuttavia, con la crescente complessità dei veicoli e requisiti sempre più stringenti per i componenti, si osserva una tendenza - sia tra i costruttori di veicoli sia tra le officine indipendenti - a fare sempre più affidamento sui ricambi originali in determinate situazioni. Questo vale per aree come la calibrazione, i sistemi di assistenza alla guida, le centraline e i sensori.
Un tema importante nel settore della carrozzeria è oggi la possibilità di utilizzare ricambi usati per riparazioni assicurative su veicoli più datati, alla luce del forte aumento dei prezzi dei ricambi OE.
Il settore del ricambio rigenerato sta invece vivendo una trasformazione: i componenti a basso costo, disponibili da tempo come alternatori, motorini di avviamento e pinze freno, stanno subendo una crescente pressione competitiva dalle importazioni. Questi prodotti non richiedono il reso del componente usato, rendendoli più semplici da gestire per distributori e officine.
Al contrario, il business del rigenerato sta assumendo sempre più importanza per componenti ad alto valore, soprattutto elettronici, sia per veicoli con motore a combustione sia per veicoli elettrici.
5) ESG, sostenibilità ed elettrificazione stanno diventando temi sempre più rilevanti a livello europeo. Come vengono affrontati nell'aftermarket tedesco e quale impatto avranno nei prossimi anni?
L’ESG è un tema enorme per gli OEM e molto importante per i fornitori, mentre per le officine indipendenti rimane ancora un argomento piuttosto di nicchia. Sebbene il settore aftermarket e l'industria stiano affrontando temi come le nuove soluzioni di imballaggio, spinte dalle tasse sugli imballaggi in plastica e sulle emissioni di CO2, la grande maggioranza dei clienti delle officine indipendenti è più attenta al prezzo e alla qualità del lavoro che alla sostenibilità.
Dal lato dell'industria, si registra un numero crescente di iniziative volte a riportare la produzione e le catene di fornitura in Europa, per ridurre la distanza dal cliente e migliorare la sicurezza della filiera.
I veicoli elettrici giocano ancora un ruolo molto marginale nell’aftermarket, principalmente perché il parco circolante è ancora relativamente nuovo: molti veicoli sono ancora coperti dalla garanzia del costruttore o vengono acquistati dai clienti tramite contratti di leasing che prevedono l'assistenza presso le officine OE.
Tuttavia, industria e distribuzione stanno già preparando il futuro attraverso programmi di formazione, maggiore disponibilità di ricambi e portafogli prodotti dedicati ai veicoli elettrici. Le aree più sviluppate oggi sono sospensioni, climatizzazione e sistemi frenanti. Alcuni operatori offrono già soluzioni di riparazione per motori elettrici e trasmissioni, ma si tratta ancora di un mercato limitato.
