Articoli | 29 February 2012 | Autore: Stefania Antonelli

Dischi freno verniciati: belli e pronti all’uso

Metelli ha inaugurato il nuovo impianto di verniciatura dischi freno. Siamo stati a Cologne, Brescia, nello stabilimento 4 dell’azienda, per vederne il funzionamento.

Una storia punteggiata da costanti aggiornamenti e incrementi: ci riferiamo alla storia delle parti frenanti prodotte da Metelli, iniziata 37 anni fa e in continua evoluzione.
A parti freno e frizioni idrauliche si sono aggiunti nel 2000 tamburi freno e kit ganasce premontati. Nel 2001 hanno fatto il loro ingresso in Metelli anche i dischi freno, grazie all’acquisizione e incorporazione di Graf. A questi sono seguite le pastiglie, presentate in anteprima ad Automechanika 2008 e, più recentemente, i dischi freno verniciati DSP®. Un settore, insomma, in cui Metelli investe continuamente. L’ultimo step di questa continua evoluzione è l’installazione di un impianto di verniciatura negli stabilimenti dell’azienda, in modo da effettuare l’intero processo internamente.
Il nuovo impianto è stato presentato a novembre alla stampa e ai ricambisti in un evento organizzato in collaborazione con Ovam.

Perché i dischi verniciati
Questa nuova tappa è stata giudicata necessaria dall’azienda per poter rispondere adeguatamente a un’esigenza in crescita del mercato. Si tratta di un investimento importante, anzi, “il più significativo investimento di Metelli sui dischi freno”, come è stato definito dal responsabile marketing Piergiorgio Metelli, che ha aggiunto come tali operazioni comportino sì un rischio, ma - appunto per questo - dimostrino anche quanto l’azienda crede in ciò che fa. Attualmente i dischi verniciati rappresentano il 21% dei codici dischi freno dell’azienda, un dato in crescita. Se oggi infatti sono relativi alle sole auto di alta gamma, entro breve, secondo Metelli, equipaggeranno anche i veicoli di bassa e media gamma.
Perché i dischi verniciati? Quali sono i vantaggi che offrono rispetto a quelli non verniciati?
Innanzitutto vengono utilizzati per soddisfare l’utente finale e il suo gusto estetico: la superficie non soggetta all’attrito della pastiglia mantiene infatti un aspetto impeccabile nel tempo, in quanto il trattamento DSP® preserva il disco dall’ossidazione e dagli effetti dannosi degli agenti atmosferici.
L’altro beneficio è invece funzionale, a tutto vantaggio degli autoriparatori: i dischi freno verniciati sono infatti già pronti all’uso e non è più necessario sgrassarli prima del montaggio. Un’agevolazione del lavoro e un risparmio di tempo, quindi. E, si sa, in un’attività dove il tempo è denaro, poter effettuare un’operazione più velocemente è molto importante.

Le fasi di verniciatura
Il nuovo impianto copre una superficie di 500 mq ed è in grado di verniciare un disco ogni 10 secondi.
Il procedimento prevede due fasi: lavaggio e verniciatura.
Il lavaggio è fondamentale affinché la vernice aderisca perfettamente alla superficie del disco. Viene effettuato in quattro step: due di sgrassaggio (in due vasche differenti, con diverse percentuali di sgrassante) e due di risciacquo (con due diverse percentuali di passivante, per evitare la ruggine tra il lavaggio e la verniciatura).
A questi seguono un percorso nel tunnel di soffiatura, nel forno di asciugatura a 90° C e nel tunnel di raffreddamento.
La verniciatura avviene in una cabina dotata di due robot: il primo adibito alla verniciatura della parte esterna del disco freno, il secondo a quella interna. La vernice viene stesa con spessori non omogenei: uno spessore maggiore (tra 20 e 25 micron) nei punti in cui serve ai fini di sicurezza e uno minore (circa 7 micron) all’esterno, dove il suo ruolo è puramente estetico.
I dischi passano poi nel pre-forno di appassimento vernice con una temperatura di 40° C, nel forno di asciugatura a 85° C e infine nella camera di raffreddamento a 25° C.
La vernice utilizzata (Alutherm® 80) è a base acqua e ha quindi un minore impatto ambientale rispetto alle vernici a base solvente. Si tratta di una formula approvata dalle principali case auto, che presenta una grande resistenza alla corrosione nel tempo.
L’ultima fase della lavorazione prevede il test e l’omologazione in camera umido-statica della vernice applicata sul disco.

Il frenante in numeri
Il nuovo impianto è la risposta alle esigenze di un mercato che, a sua volta, ha dato nel tempo a Metelli riscontri positivi.
In occasione dell’evento di presentazione, Piergiorgio Metelli ha approfittato per riassumere i ragguardevoli risultati raggiunti negli ultimi due anni e mezzo in un settore così strategico per l’aftermarket come il frenante.
Parliamo di numeri. Prendendo come punto di riferimento maggio 2009, la gamma delle pastiglie freno è cresciuta del 15%, passando da 1.273 a 1.445 riferimenti (+172); sono aumentati (di 335 unità) anche i codici omologati ECE R90, che oggi – con 1.182 riferimenti – rappresentano l’82% della gamma, mentre le pastiglie con antivibrante oggi sono 850 (contro le 402 del 2009), cioè il 60% della gamma.
I dischi freno hanno avuto un incremento del 25% con 163 nuovi riferimenti, passando da 676 a 839. Di questi, i dischi verniciati rappresentano il 21% del totale (175 codici).
Le ganasce, infine, introdotte in gamma nel 2010, raggiungono quota 528 riferimenti a catalogo, per una gamma frenante che nella sua interezza conta quasi 5.000 codici (per l’esattezza 4.982).

Non solo freni e… una novità
Ma l’offerta di Metelli non si limita ai soli componenti per l’impianto frenante.
Tra parti freno, parti motore (guida valvole, sedi valvole e pastiglie registro valvole), trasmissioni (giunti omocinetici e semiassi) e pompe acqua, la produzione dell’azienda raggiunge i 10.900 codici a catalogo, a cui nel 2012 si aggiungerà una novità: i kit distribuzione con pompa acqua, completi di cinghia, tendicinghia e pompa.

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