Articoli | 01 Marzo 2000 | Autore: Marco Krivacek

Investire in attrezzature per essere competitivi

Gli autoriparatori non hanno più scelta in tema di spesa per le attrezzature: devono investire grossi capitali per adeguarsi alle esigenze dei veicoli circolanti, perché questi non sono più manutenibili senza l'ausilio di strumentazioni opportune. Il mercato offre loro un gran numero di prodotti e di relative aziende in grado di offrire assistenza e formazione professionale.

I veicoli circolanti, non c'è dubbio, sono in rapida trasformazione. L'automobilista nel momento dell'acquisto di una nuova auto trova ampia scelta, sia come varietà di modelli nell'ambito della stessa classe, sia in termini di prezzo. Il settore dell'auto, infatti, è uno di quelli in cui maggiormente la concorrenza agguerrita ha portato dei benefici all'utente finale (lo stesso sta avvenendo ad esempio nel campo della telefonia). Nessuno può dire però quanto tempo potrà durare ancora questa situazione "di grazia", perché le continue acquisizione o joint-ventures tra Case auto, lascerà sul mercato un numero ridotto di protagonisti; il rischio sarà a quel punto che da una situazione di sana concorrenza si arrivi a una situazione di monopolio, e quindi di prezzi più alti e senza alternativa. Tornando alla varietà dell'attuale parco circolante, bisogna osservare che l'autoriparatore oggi vede arrivare presso la sua officina veicoli con caratteristiche diverse, che è chiamato a conoscere. Nel momento di dover operare una riparazione, dev'essere in grado di individuare gli eventuali guasti e saper sostituire particolari malfunzionanti. Non bastano più pochi utensili per intervenire, ma serve un'attrezzatura completa e più complessa. Ma quali sono gli strumenti irrinunciabili e qual è l'investimento economico che deve affrontare il professionista autoriparatore? Lo abbiamo chiesto ad alcune delle aziende produttrici nel settore autoattrezzature, che ci hanno risposto sulla base delle proprie competenze specifiche. Quanto costa essere ben attrezzati
Eugenio Gazzola, della ditta Tecnotest, ci ha spiegato come "in virtù dell'ampio spettro di richieste che emergono dal settore dell'autoriparazione, in costante adeguamento agli avanzamenti tecnologici introdotti dai Costruttori, non è possibile tracciare un profilo complessivo dei costi che un operatore deve sobbarcarsi per attrezzare la propria officina Tecnotest e SPX Italia hanno messo a punto alcuni programmi commerciali (diversi a seconda della specializzazione dell'officina) proprio per facilitare il professionista nell'adeguamento della propria attrezzatura, riducendo l'investimento iniziale. Dovrei fare diversi esempi concreti, ne faccio perciò almeno uno: abbiamo messo a punto un nuovo apparecchio chiamato Stargas 898 che riunisce in sé le funzioni di analisi gas, autodiagnosi e gestione dell'analisi dei fumi. Si tratta di uno strumento rivoluzionario sia per la disponibilità di funzioni, che per facilità di aggiornamento; è in vendita a poco più di nove milioni di lire, a fronte del ritiro del vecchio analizzatore in uso in officina." La ditta Texa annovera tra i propri clienti esclusivamente officine meccaniche ed elettrauto; il Signor Pinoni ci spiega che "I potenziali clienti dovrebbero essere dotati almeno di un Tester universale che controlla i nuovi sistemi di autodiagnosi, di diagnosi e un analizzatore gas di scarico, per una spesa complessiva di 15 milioni circa".
La ditta Assemblad mantiene rapporti quasi esclusivamente con officine meccaniche. Per il Signor Ghezzi "Il problema più sentito non è tanto la spesa da sostenere per attrezzarsi con una strumentazione idonea, quanto la disponibilità di prodotti universali, che possano coprire l'applicazione su una vasta gamma di vetture di Case diverse. E' inoltre fondamentale che i prodotti acquistabili sul mercato possano garantire il costante aggiornamento nel tempo. Nel settore diagnostico la rapida trasformazione tecnologica delle vetture e la mancanza di informazioni da parte delle Case Automobilistiche rende difficile per i costruttori di autoattrezzature la realizzazione di strumenti specifici atti a coprire le esigenze del meccanico indipendente con continuità e aggiornabilità".
Altra azienda ben nota e specializzata è la Corghi, che opera esclusivamente nel campo delle attrezzature per il sottoscocca ed il servizio della ruota. Un suo potenziale cliente, una nuova officina o un gommista, che volessero attrezzarsi da zero di uno smontagomme, un equilibratrice, una pedana di sollevamento, un allineatore e sollevatore per assetto, dovrebbe investire dai 70 ai 90 milioni, a seconda del livello di attrezzature scelte. Se poi decidesse di procedere anche al controllo freni, sospensioni ed analisi gas di scarico, dovrebbe aggiungere altri 40 o 50 milioni. Altra ditta specializzata nelle attrezzature per l'intervento sulle ruote è la Sice; "Un'officina meccanica -spiega Paola Becchi- che volesse attrezzarsi al minimo per un servizio alla gomma, deve spendere circa 15 milioni. Gli elementi indispensabile sono smontagomme, un'equilibratrice, una pedana e qualche accessorio per le macchine citate. Un gommista invece dovrebbe spendere circa 70 milioni per attrezzare adeguatamente la propria officina, acquistando 2 smontagomme vettura, 2 equilibratrici, 2 pedane, 1 assetto, 1 sollevatore e qualche accessorio per queste macchine".
Un settore in decisa crescita in tutto il mondo, è quello della climatizzazione dell'abitacolo. Di conseguenza sono sempre più numerose le officine che offrono come servizio quello della ricarica del gas dell'impianto refrigerante e della sua manutenzione e riparazione. Un'azienda specializzata nella produzione di attrezzature per questo settore è la CTR di Parma. Il Signor Alberto Ligabue ha stilato per noi un elenco di attrezzature di base per svolgere l'attività sopraddetta: stazione di recupero, riciclo, vuoto e carica per R134A con cilindro di carica (Mod. Basic2000) Lit. 3 milioni; in alternativa, la medesima stazione, ma provvista di bilancia elettronica (Mod. MIXER 2000) Lit. 4 milioni; kit lampada cercafughe 12V completo di tutti gli accessori (Mod. TRACER TITAN 100W) Lit. 900 mila lire; graffatrice manuale (Mod. TNT 200) lit. 700 mila lire. Investire in formazione
Già da questa breve rassegna di ciò che il mercato offre all'autoriparatore, emerge come il professionista non possa astenersi dall'investire in attrezzature. D'altronde si tratta dei suoi strumenti di lavoro sui quali è giusto se possibile non lesinare. Più volte su questa testata abbiamo però ribadito quanto sia importante per gli autoriparatori investire nella formazione professionale, perché possedere i mezzi, ma non le informazioni per utilizzarli, è come non avere i mezzi stessi. Della medesima opinione ci è sembrato che siano anche le aziende che abbiamo contattato su questo argomento, come ad esempio la MotorX: "La spesa più importante ed indispensabile -spiega Elena Trantafilis- è quella della formazione dei giovani; mi riferisco in particolare ai diplomati (periti industriali e/o I.P.S.IA. il cui titolo è stato reso equipollente a quello dei periti anche a livello di responsabile di linea di revisione) da inserire in organico con adeguate prospettive. Per essere "vincenti" le officine devono unire il capitale e l'esperienza dei più anziani con le competenze e l'impegno dei giovani."
Per la ditta Global Pro/Brain Bee, una delle ultime nate nel settore delle attrezzature da officina, ma grazie a persone che vantano già molti anni d'esperienza in questo campo, abbiamo raccolto l'opinione del Signor Carlo Rocchi: "Nel budget di spesa di un'officina ritengo si debba necessariamente inserire una voce fondamentale, la formazione. Il continuo progredire dell'utilizzo dell'elettronica nell'auto impone al meccanico di investire enormemente in tempo e strumenti che gli consentano di acquisire tutte le nozioni necessarie per individuare i guasti e capirne le cause in modo da non interpretare in maniera errata le informazioni che gli giungono dagli strumenti. Spesso e volentieri uno dei problemi maggiori che gli operatori hanno è proprio quello di non saper interpretare correttamente i valori che gli strumenti forniscono, vanificando così anche la spesa fatta in strumentazione. In certi casi si può dire che la spesa che un'officina deve sostenere è inversamente proporzionale al livello di conoscenza che l'operatore ha: a maggiori conoscenze corrispondono minori attrezzature necessarie". L'assistanza post-vendita alle officine
Abbiamo parlato di formazione professionale, ma che tipo di assistenza sono in grado di offrire i produttori di attrezzature ai loro clienti autoriparatori? La così detta assistenza post-vendita in certi casi risulta essere l'elemento discriminante nella scelta dei propri fornitori, perciò abbiamo provato ad approfondire questo argomento con i nostri interlocutori. La ditta Delphi Italia, che ha recentemente acquistato da Lucas Ricambi la divisione Diesel (Delphi Diesel Systems Aftermarket), non si rivolge alle officine indipendenti, ma ad un network organizzato in tre livelli: i pompisti, le officine di diagnosi su tutto il circolante Diesel, i Centri Tecnici Delphi Diesel, che oltre alla diagnostica effettuano le riparazioni. Tale rete riceve dall'azienda un'istruzione periodica e la manutenzione delle attrezzature. I malfunzionamenti possono inoltre essere segnalati alla sede attraverso due linee telefoniche dedicate: i problemi vengono risolti attraverso il contatto costante degli operatori della rete con il servizio tecnico centrale. La ditta Motorsistem, produttrice di apparecchiature per l'autoriparazione e di prodotti chimici per la pulizia degli impianti dell'auto, lubrificanti e additivi, mette a disposizione dei clienti propri incaricati disponibili a recarsi "sul posto" per fornire risposte e soluzioni. Corghi offre un servizio gestito direttamente da 35 tecnici specializzati distribuiti sul territorio, con servizio centralizzato di raccolta delle richieste e di coordinamento delle risorse. In caso poi di attrezzaggio completo di nuove officine, o di impianti per linee di revisione, l'azienda interviene con sopralluoghi fin dalle prime fasi di disposizione dei locali. Tecnotest e SPX garantiscono sia la formazione all'impiego degli apparecchi sul luogo di lavoro, sia moduli di formazione più approfondita sui temi e sulle tecnologie più complesse. In questo caso gli incontri si tengono presso la sede centrale di Sala Baganza. I clienti possono anche usufruire di oltre 20 centri autorizzati distribuiti sul territorio e di un servizio di assistenza tecnica telefonica. Anche la ditta MotorX dedica grandi energie nell'assistenza ai clienti: assistenza in loco e aggiornamenti periodici (hardware e software), accordi di assistenza e manutenzione preventiva delle apparecchiature, assistenza nello svolgimento delle pratiche presso gli enti preposti al rilascio di autorizzazioni e permessi, quali l'I.M.C.T.C., le Amministrazioni Locali, gli Istituti Bancari e le Società finanziarie, corsi di istruzione per autoriparatori presso la sede aziendale e le sedi dei vari rivenditori, su tutto il territorio nazionale, isole comprese. Strumenti "ad hoc" e attrezzature universali
Le Case auto riforniscono in comodato d'uso o a pagamento le officine a loro affiliate di attrezzature specifiche per la manutenzione dei loro modelli di auto. Ciò significa in alcuni casi, dover riempire l'officina (e tutti sappiamo quanto sia prezioso lo spazio a disposizione) di apparecchiature e utensili che non verranno usati quasi mai, proprio perché troppo specifiche. Le officine multi-marca invece hanno bisogno di apparecchiature che siano universali, cioè utili alla riparazione di più modelli di auto possibile. Va da sé che per i produttori di attrezzature non è affatto semplice realizzare questo tipo di macchine, anche perché le Case auto non sono certo generose nel fornire informazioni sul funzionamento elettronico dei propri veicoli. Abbiamo sentito in merito la Robert Bosch, che opera molto attivamente sia presso le officine indipendenti, sia su commissione delle Case costruttrici. Bosch fornisce attrezzature e servizi ad uso universale, per la riparazione della più vasta gamma di modelli auto. L'esempio più recente riguarda il sistema informativo chiamato ESI, che installato sul tester di autodiagnosi KTS500 raccoglie informazioni sulle modalità di riparazione di un notevole numero di case auto (oltre 25). Nel contempo Bosch fornisce attrezzature alle officine autorizzate, realizzandole ad hoc su richiesta delle singole Case.
Il Signor Rocchi della Global Pro/Brain Bee fornisce delle precisazioni interessanti in merito alla questione: "Il problema segnalato riguarda esclusivamente gli strumenti di diagnosi ed autodiagnosi e non quelli di analisi dei gas, il cui funzionamento non dipende dal modello auto su cui vengono utilizzati. L'autodiagnosi ha sicuramente costituito un grosso ostacolo per i costruttori di attrezzature, in quanto non essendo questi protocolli pubblici, hanno giocato a favore delle Case automobilistiche che hanno potuto fornire alla propria rete assistenziale strumentazione specifica. Di recente le conoscenze acquisite hanno consentito anche ai costruttori di realizzare strumenti specifici, pagando però dei costi elevatissimi di studio e progettazione con metodi di "reverse engineering". Fortunatamente sembra che questo scoglio possa essere superato con l'avvento dell'OBD II, ossia del sistema (protocollo) standardizzato (e pubblico) di comunicazione tra la centralina e lo strumento diagnostico; questo consentirà ai costruttori di avere informazioni certe e sempre aggiornate". Per concludere ci sembra di poter dire che in Italia il mercato delle autoattrezzature è molto attivo e competitivo. Gli autoriparatori devono mettere in conto un congruo investimento in strumentazioni varie e diverse a seconda dell'attività delle loro officine. Ci sentiamo di esortali a non dubitare sulla validità di tali investimenti (se le loro finanze glie lo consentono), perché disporre di validi strumenti è oggi una condizione irrinunciabile per essere competitivi.

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