Articoli | 01 Aprile 2005 | Autore: Giorgio Spolverini

L'unione fa la forza (1a parte)

Alla 75a rassegna elvetica sono state presentate un "mare" di auto nuove: molte figlie di accordi nati fra le varie case automobilistiche e quindi con parti in comune. . Ecco cosa si "nasconde" sotto sotto...

Notiziario Motoristico ha aperto i cofani e si è chinata sotto le auto esposte al Salone di Ginevra, per scoprire le principali novità celate da carrozzerie sempre più leggere e dinamiche. Oltre ad aver constatato la tendenza delle case auto a sviluppare progetti in comune, quindi vetture di diversi marchi dotate di vari parti, motori o pianali condivisi, abbiamo apprezzato il grande sforzo per costruire modelli a minimo impatto ambientale. Per comodità abbiamo suddiviso le “new-entry” di ogni Casa per segmento di appartenenza e, al suo interno, abbiamo riunito chi si fa concorrenza...
In questa prima parte analizzeremo le piccole, le berline e le monovolume di domani. Sul prossimo numero, le novità per quanto riguarda le ammiraglie, le fuoristrada o SUV, le sportive e quelle più ecologiche di tutte, come ad esempio le ibride.

Le piccole: un bel tris... più un asso di cuori

Dopo il successo in casa Citroen ottenuto dalle compatte C2 e C3, la corsa per guadagnarsi importanti fette di mercato non si ferma qui. Nasce la C1, ancora più piccola, ma non per questo meno capiente. Ospita quattro persone e promette bene, tanto da essere realizzata anche dalla Peugeot col nome di 107, in sostituzione della vecchia 106, e dalla Toyota, come Aygo. Un’altra “perla”, che però non ha nulla a che spartire con l’accordo di queste tre case auto, è la Subaru R1: ancora più compatta di C1, 107 e Aygo, offre addirittura la trazione integrale permanente, ma qui da noi ancora non è in vendita.

“Sorelle gemelle”: Citroen C1, Peugeot 107 e Toyota Aygo
Possono ospitare a bordo fino quattro persone in soli 3,4m di lunghezza. Sono proposte a tre e cinque porte e hanno costi di gestione molto limitati. I motori sono per il momento due, entrambi omologati Euro 4: un tre cilindri 1.0 a benzina, di origine Toyota, da 68CV e che consuma 4,6l/100km e un quattro cilindri 1.4 HDI, francese, depotenziato a 54CV, da 4,1l/100km, disponibile per la Toyota solo a partire dal 2006. I cambi sono due: uno manuale e l’altro robotizzato SensoDrive. L’assale anteriore è di tipo “pseudo”
Mc Pherson, con barra stabilizzatrice di 22mm di diametro fissata ai triangoli, mentre l’assale posteriore è composto da una traversa deformabile e ammortizzatori idraulici. I freni anteriori sono dotati di dischi ventilati, quelli posteriori sono a tamburo. L’ABS con ripartitore elettronico di frenata è di serie, così come il CSC (Corner Stability Control), che stabilizza la traiettoria nella frenata in curva. Il servosterzo è elettrico e, in caso d’urto, il piantone si ritrae per 73mm. Sempre sul fronte della sicurezza, gli airbag frontali sono di serie su tutti i modelli, quelli laterali sul secondo livello di equipaggiamento, così come quelli a tendina. La pedaliera integra nella parte superiore un “impattatore”, che limita l’intrusione dei pedali nell’abitacolo. Le cinture di sicurezza sono dotate di sistema pretensionatore. Per quanto riguarda la piattaforma, si segnala la presenza di blocchi anteriori e posteriori, composti da longheroni a deformazione programmata, sui quali sono fissati due “assorbitori” e una traversa di rinforzo. Il pavimento e i montanti del parabrezza dissipano l’energia d’impatto verso dietro. L’inserimento nelle porte di due barre di rinforzo, la presenza di una traversa dietro al cruscotto e il posizionamento alto dei longheroni proteggono i passeggeri nell’urto laterale.

Subaru R1, un concentrato di tecnologia
Più che una city - car, la super compatta Subaru R1 è una minicar, come la definiscono in Giappone. Eppure, in soli 3.285mm di lunghezza, per 1.475mm di larghezza e 1.510mm di altezza, ci possono entrare fino a quattro persone. Il motore è un quattro cilindri di 0,7 litri da 54CV, dotato di fasatura variabile delle valvole e abbinato a un cambio CVT a variazione continua. Come da tradizione della Casa nipponica, la trasmissione è a quattro ruote motrici con giunto viscoso, che funziona assieme a un riduttore leggero e compatto e a una scatola rigida in alluminio per la coppia conica posteriore.

Le compatte: fra le quattro, la Sirion ha lo scarico “intelligente”

Leggermente più grandi di quelle appena viste sono la nuova Chevrolet Matiz, la Daihatsu Sirion, la Mitsubishi Colt CZ3 e la Suzuki Swift. Dal punto si vista tecnologico, sicuramente la più evoluta fra le quattro è la Daihatsu Sirion, che dispone di un particolare sistema di catalizzazione. Il motore Toyota da 1.0 litro è in comune con quello montato su Toyota Aygo e le piccole del gruppo PSA-Citroen.

Chevrolet Matiz, consuma di meno
La nuova Matiz, ora in mano al gruppo Chevrolet, è lunga 3,5m ed è disponibile in due motorizzazioni a benzina omologate Euro 4 da 0,8 e 1 litro. Il 796cc è un tre cilindri da 52CV e il 995cc è un quattro cilindri da 66CV. I consumi di carburante sono rispettivamente di 5,2 e 5,6 litri per 100km. Per quanto riguarda la sicurezza, l’ABS a quattro canali della Bosch è di serie e la gabbia di sicurezza dell’abitacolo è realizzata in massima parte con acciai ad alta resistenza.

Daihatsu Sirion, che scarico pulito!
La nuova Sirion, ancora più compatta del precedente modello e per ora senza trazione integrale, è mossa da un tre cilindri 1.0 con 69CV (lo stesso della C1, 107 e Aygo) o un 1.3 da 87CV, abbinabile a una trasmissione automatica. Entrambi sono omologati Euro 4. Particolarmente evoluto risulta il sistema di catalisi dei gas di scarico: se la maggior parte delle attuali vetture utilizzano all’interno dei convertitori catalitici metalli come palladio, platino e rodio, la Sirion fa uso invece della nanotecnologia. Il “catalizzatore intelligente” di cui è equipaggiata incorpora ioni metallici di palladio, il materiale più sensibile al calore fra quelli citati. All’interno del convertitore operano dei cristalli di perovskite. In un’atmosfera ad alta temperatura riduttiva a basso contenuto d’ossigeno, gli ioni metallici di palladio fuoriescono dai cristalli di perovskite e si trasformano in particelle metalliche attive. In una atmosfera ossidante, ossia ad alto contenuto d’ossigeno, gli ioni rientrano nei cristalli di perovskite dove vengono rigenerati. Ripetendo il processo, questo tipo di catalizzatore riesce a mantenere la sua capacità pulente molto più a lungo di un modello convenzionale.

Mitsubishi Colt CZ3 e l’automatico a 6 marce
È la versione a tre porte della Colt. Lunga 3.810mm, contro i 3.870 della cinque porte, la CZ3 di Mitsubishi può essere equipaggiata con tre motori a benzina o due Diesel, tutti Euro 4. Il 1.1 ha 75CV, il 1.3 95CV, il 1.5 109CV. Quelli Diesel a tre cilindri da 1.5 litri presentano due step di potenza: 68CV con 160Nm di coppia massima e 95CV con 210Nm. Il cambio può essere manuale a 5 marce o automatico sequenziale a 6.

Suzuki Swift, il Diesel è Fiat
La nuova compatta di Suzuki, la Swift, viene presentata con un 1.3 e un 1.5 a benzina con fasatura variabile delle valvole, e un 1.3DdiS di provenienza Fiat e sono tutti Euro 4. Si può scegliere fra tre diversi tipi di cambio: manuale a 5 rapporti, automatico con opzione sequenziale sempre a 5 marce e automatico a 4. Nuova è anche la piattaforma, che rispetto al modello che sostituisce prevede carreggiate allargate (anteriori 1.470mm, posteriori 1.480mm), una larghezza superiore (1.690mm) e un passo di 2.380mm.
 

Le compatte per chi va di fretta

Lancia Ypsilon Sport, Mitsubishi Colt CZT e Smart Forfour Brabus: tre modi diversi di sfruttare la potenza. La Ypsilon dispone di un potente Turbodiesel da 150CV e sembra fare il verso alla Skoda Fabia RS, che è equipaggiata con un 1.9 a gasolio da 130CV. La Colt CZT sfreccia sempre con 150CV, ma erogati da un compatto 1.5 sovralimentato. Per non parlare della Smart: i cavalli qui sono addirittura 177 e il motore è ancora un 1.5! La Colt e la Smart sono sviluppate sullo stesso pianale.

Lancia Ypsilon Sport e la coppia esagerata
Realizzata in collaborazione con il Centro Design Zagato, la Lancia Ypsilon Sport dal tetto in cristallo è equipaggiata con un potente Turbodiesel 1.9, 16v, Multijet potenziato a 150CV e con coppia di 306Nm. Le prestazioni: 212km/h di velocità massima e accelera da 0 a 100km/h in meno di 8 secondi. Per irrigidire la struttura anteriore è stata inserita la barra duomi, mentre le boccole sono state sostituite con alcune più rigide di derivazione sportiva. L’assetto è stato abbassato di 15mm e le barre antirollio hanno beneficiato di un aumento di diametro. L’impianto frenante, sviluppato da TRW, è a quattro freni a disco: quelli anteriori maggiorati da 320mm e pinza flottante a singolo pistoncino, quelli posteriori da 240mm.

Mitsubishi Colt CZT, che assetto!
È la versione sportiva della compatta Colt CZ3. Il motore è un 1.5 sovralimentato da 150CV che promette prestazioni di tutto rispetto: i 100km/h si raggiungono in 8 secondi e la velocità massima è di 210km/h. La distribuzione è ovviamente a 16v a fasatura variabile. Il cambio manuale a 5 marce è un valido Getrag. Per irrigidire la struttura della carrozzeria rispetto al modello non “vitaminizzato”, si è adottata una barra duomi, un rinforzo tra il montante A e i telai delle porte, una lamiera a I su ciascun lato del tunnel centrale e sul pianale anteriore e una traversa sotto l’apertura del portellone. Inoltre, i puntoni anteriori, i relativi supporti e le boccole sono cambiati, le molle anteriori hanno una taratura da 28Nm/mm, il rapporto di sterzata è più veloce dell’8%, i dischi dei freni anteriori sono da 280mm e le sospensioni posteriori ulteriormente irrigidite.

Smart Forfour Brabus, il non plus ultra per potenza
Non c’è molto da dire se non che è una versione “iper-vitaminizzata” della Smart a cinque porte che normalmente si incrocia per strada. Il motore è un 1.5 Turbo da ben 177CV. Le prestazioni: da 0 a 100km/h in meno di 7 secondi, velocità massima 221km/h.

Berline a prezzi di saldo

La Dacia Logan, del gruppo Renault, è proposta a partire da 7.500 euro e ha praticamente tutto di serie. I motori contano più sull’affidabilità che sulle prestazioni. La sua rivale viene dalla Corea ed è la nuova Rio: è meno essenziale del modello precedente e ha motori tutti nuovi.

Dacia Logan, progettata per costare poco
Costa 7.500 euro la berlina economica del gruppo Renault, da giugno in vendita inizialmente solo in Francia, Germania e Spagna. Lunga 4.250mm e larga 1.750mm, la Logan si affida alle semplici e robuste motorizzazioni a otto valvole da 1.4 e 1.6 litri, rispettivamente di 75 e 90CV. Una versione Diesel 1.5 dCi da 65CV e una benzina 1.6 a 16v da 107CV dovrebbero completare la proposta già dall’inizio del 2006. La manutenzione prevede il cambio dell’olio e del filtro dell’aria, nonché la sostituzione delle candele ogni 30.000km. La protezione delle lamiere della carrozzeria è stata curata con l’iniezione di cere nei corpi cavi, l’applicazione di mastice di tenuta su tutti i collegamenti esterni all’abitacolo e il rafforzamento della protezione antighiaia del sottoscocca. L’avantreno di tipo “pseudo” Mc Pherson a braccio triangolare deriva dalla Clio di seconda generazione, il retrotreno è quello della Modus, costituito da un assale ad H a geometria programmata, abbinato a molle elicoidali e ammortizzatori verticali. Omologata Euro 4, la Logan è riciclabile per il 95%.

Kia Rio, finalmente un po’ di brio
In vendita dalla prossima estate, la nuova Kia Rio è disponibile nella configurazione berlina a quattro porte o hatchback a cinque. Lunga 3.990mm o 4.240mm a seconda della versione, propone due motori a benzina e uno Diesel, tutti Euro 4. Il 1.4 e il 1.6, entrambi a 16v erogano una potenza rispettivamente di 97 e 112CV. Il 1.6 in particolare è dotato di sistema di fasatura variabile delle valvole. Il 1.5 CRDi dispone di iniezione diretta Common rail e di un turbocompressore a geometria variabile: la potenza è di ben 110CV. A scelta la trasmissione manuale a 5 marce o automatica a 4 rapporti.

Italia-Germania, Alfa e Bmw si contendono la supremazia

La nuova Alfa Romeo 159 e la Bmw Serie 3 mandano in pensione due modelli fra loro agguerriti, la 156 e la precedente “3”. Chi vincerà ora in termini di vendite? La prima punta tutto su un motore Diesel dalle alte prestazioni e su un V6 in abbinamento con la trazione integrale, la Serie 3 su un corposo Diesel e su un tecnologico 6 cilindri in linea a benzina e sulla trazione tutta dietro.

Alfa Romeo 159, Diesel da 200 e benzina da 260CV!
Manderà in pensione la 156: è la nuova 159, in vendita dalla prossima estate e disegnata da Giorgetto Giugiaro in collaborazione con il centro stile Alfa. Sarà leggermente più grande: lunga 4.660mm, larga 1.828mm, alta 1.417mm e con un passo di 2.700mm. I motori al momento del lancio saranno in tutto sei, tre a benzina e tre Diesel. Partiamo dai primi, tutti a iniezione diretta Jts (Jet Thrust Stoichiometric) con doppio variatore di fase continuo e omologati Euro 4: un 3.2 V6 24v da 260CV, un 2.2 da 185CV e un 1.9 da 160CV. Ecco invece i Diesel, anch’essi omologati Euro 4 e forniti di serie con il filtro antiparticolato: un 2.4 Jtd 20v a cinque cilindri da 200CV e coppia massima di 400Nm, un 1.9 Jtd 16v a quattro cilindri da 150CV e coppia massima di 320Nm e un 1.9 Jtd da 120CV e coppia massima di 280Nm. L’iniezione di gasolio è diretta Common rail con tecnologia Multijet, la sovralimentazione avviene mediante turbocompressore a geometria variabile e intercooler. In particolare, il 2.4 si distingue, oltre che per l’elevata potenza rispetto al predecessore, anche per una nuova testa cilindri e per le bielle in acciaio “fratturato”. I cambi disponibili sono meccanici, automatici e robotizzati Selespeed, tutti a 6 marce. Il nuovo pianale “premium” adotta materiali a elevate prestazioni, con lamierati multispessore e saldatura laser. La scocca beneficia di numerosi interventi: elementi scatolati rigidamente collegati trasversalmente e verticalmente; tre linee di carico nella parte anteriore; continuità dei longheroni per tutta la lunghezza della vettura; strutture integrali e aumento dei punti di saldatura in corrispondenza dei nodi strutturali. In questo modo la rigidezza torsionale della scocca raggiunge i 180.000daNm/rad. Per la sicurezza sono previsti fino a otto airbag (tra i quali quelli per le ginocchia e i laterali), sistemi di ritenuta con pretensionatore su fibbia e limitatore di carico degressivo sulla cintura e sedili anteriori con dispositivo anti-colpo di frusta, che in caso di urto posteriore avvicina i poggiatesta alla nuca degli occupanti. La 159 è proposta anche con trazione integrale permanente: il differenziale centrale autobloccante Torsen C ripartisce la coppia motrice per il 57% al posteriore e il restante 43% all’anteriore, conferendo alla vettura un comportamento spiccatamente a trazione posteriore. Il tutto è completato da una sofisticata elettronica di gestione che si basa sul VDC (Vehicle Dynamic Control): quando in condizioni di bassa aderenza si scala bruscamente di marcia, interviene l’MSR (Motor Schleppmoment Regelung), che rende nuovamente coppia al motore evitando il pattinamento derivante dal blocco delle ruote. Poi si può contare sul sistema antislittamento ASR (Anti Slip Regulation), sull’HBA (Hydraulic Brake Assistance) che interviene nelle frenate d’emergenza, naturalmente sull’ABS con ripartitore di frenata EBD e sull’Hill Holder per facilitare le partenze in salita.

Bmw Serie 3, Diesel da 163 e benzina da 258CV
Per ora è disponibile con tre motori a benzina e uno Diesel, tutti Euro 4, la nuova berlina compatta di casa Bmw: la Serie 3, lunga 4.520mm, larga 1.817mm, alta 1.421mm e con un passo di 2.760mm. Il motore del modello al verice di gamma, la 330i, è un sei cilindri in linea da 258CV, con coppia massima di 300Nm tra 2.500 e 4.000 giri. Per ridurre i pesi di questo propulsore, i tecnici Bmw hanno utilizzato il magnesio (più leggero del 30% dell’alluminio), nel basamento, nei supporti di banco e nella testata. La base dei nuovi alberi a camme è formata da un tubo d’acciaio, introdotto nelle camme di acciaio inox altamente resistente. La formatura interna ad alta pressione permette di alleggerire di 600g gli alberi della distribuzione in composito. La pompa dell’acqua a comando elettrico contribuisce a ridurre i consumi, così come il Valvetronic, che in dipendenza dalla posizione dell’acceleratore, varia progressivamente la durata di apertura e l’alzata delle valvole di aspirazione. Il sistema è abbinato alla regolazione variabile degli alberi a camme “doppio Vanos” sul lato aspirazione e scarico. Le prestazioni: da 0 a 100km/h in 6,3 secondi, 250km/h di velocità massima autolimitata e un consumo di carburante medio di soli 8,7 litri per 100km. Il 2.5 da 218CV non è ancora disponibile. Segue la 320i, un quattro cilindri da 2 litri con Valvetronic e doppio Vanos e 150CV a 6.200 giri con una coppia massima di 200Nm. Raggiunge i 100km/h in 9 secondi, la velocità massima è di 220km/h e consuma 7,4 litri di benzina per 100km. Infine il Diesel: la 320d adotta il Common rail di seconda generazione e la turbina a geometria variabile; i quattro cilindri sviluppano 163CV di potenza e una coppia di 340Nm. 225km/h è la velocità massima, 8,3 sono i secondi per raggiungere i 100km/h e 5,7 i litri di carburante per percorrere 100km. Il cambio è manuale a 6 marce per tutte le versioni, a richiesta l’automatico. La trazione è posteriore e la ripartizione delle masse è perfettamente bilanciata: 50:50. L’asse anteriore a doppio snodo è in alluminio, quello posteriore a cinque bracci in acciaio leggero altoresistente. A richiesta è possibile ottenere l’Active Steering sui modelli a sei cilindri, il dispositivo che adegua la trasmissione di sterzo a seconda della velocità e che corregge la traiettoria in caso di necessità. Il controllo elettronico della stabilità DSC è stato potenziato con nuove funzionalità, come l’asciugamento dei dischi umidi oppure l’avvicinamento delle pastiglie al disco in previsione dell’imminente frenata. Il sistema impedisce anche la retrocessione della vettura nelle partenze in salita, nonché il fenomeno del beccheggio nelle frenate moderate. L’ACC (Active Cruise Control) si rivela molto utile nel traffico regolare: un radar misura continuamente la distanza rispetto al veicolo che procede, memorizza la velocità di marcia, calcola la distanza corretta in quel momento e osserva automaticamente la distanza. Per quanto riguarda la scocca, lo studio specifico sviluppato su tiranti e puntoni e l’impiego di acciai altoresistenti ha portato a un aumento del 25% della rigidità della scocca. Per la sicurezza, fra gli altri, si segnalano i proiettori bi-xeno con o senza fari orientabili come optional, le luci di stop a due livelli d’intensità se si inserisce l’ABS e i pneumatici Runflat.

Tante novità fra le berline, ecco quali scegliere

La Fiat ritira fuori una berlina che negli anni ’90 è stata il suo cavallo di battaglia: il pianale è in comune con quello di GM della Opel Signum. La Saab 9.3 invece ha il medesimo pianale della Cadillac BLS. Toyota Avensis e Lexus IS condividono lo stesso Turbodiesel. Tutta nuova è invece la Passat, la concorrente diretta della Croma.

Cadillac BLS, costruita su una Saab 9.3
Per il momento è solo una berlina da esposizione costruita sul pianale della Saab 9.3, ma già dalla primavera del 2006 potrebbe circolare sulle strade. Lunga 4.680mm e larga 1.762mm, per la prima volta una Cadillac si piegherà alla propulsione Diesel. Il motore è il 1.9 a quattro cilindri Turbodiesel a iniezione diretta Common rail, in regola con le normative antinquinamento Euro 4 nato dall’accordo GM-Fiat. La gamma motori dovrebbe comprendere inoltre due propulsori a benzina sovralimentati da 2 e 2.8 litri, in comune con la Saab 9.3 Sport Hatch.

Fiat Croma, ha alcuni motori in comune con la 156
La nuova Croma, più che una berlina, è una via di mezzo fra una Station Wagon e una monovolume e sarà commercializzata a partire dalla prossima estate. Lunga 4.750mm, larga 1.770mm, alta 1.600mm e con un passo di 2.700mm, la piattaforma è in comune con la Opel Signum, nata da un precedente accordo fra GM e Fiat. Tutti i motori soddisfano i limiti di emissione Euro 4 e i Diesel sono dotati di serie di filtro antiparticolato. I propulsori a benzina sono due: un 1.8 16v da 136CV e un 2.2 16v da 147CV; quelli Diesel sono tre: un 1.9 Multijet da 120CV, uno da 150CV e il 2.4 Multijet da 200CV. Tutte le motorizzazioni a benzina dispongono di cambio a 5 rapporti, con la possibilità di avere il cambio automatico sequenziale sul 2.2 16v; le Diesel hanno cambi a 6 rapporti, con il cambio automatico sequenziale come alternativa sul 1.9 da 150CV e come unica scelta sul 2.4 da 200CV.

Lexus IS 200, ora con il Diesel... e che Diesel!
Verrà commercializzata a partire dall’inizio del 2006 la nuova IS 200, la Luxury brand di casa Toyota, Lexus. Sarà lunga 4.575mm, larga 1.800mm, alta 1.425mm e con un passo di 2.730mm. Presenterà una grande novità: per la prima volta ci sarà un Diesel. Si tratta di un 2.2 litri costruito interamente in alluminio da 177CV e coppia massima pari a 400Nm. Il nuovo propulsore utilizza un sistema di iniezione Common rail con iniettori piezoelettrici, che spingono il gasolio in camera di combustione a 1.800bar di pressione. Il rapporto di compressione, invece, assicurano i tecnici della Casa, è il più basso mai registrato per questa tipologia di motore ed è pari a soli 15,8:1. Le candelette ceramiche a incandescenza opportunamente modificate possono raggiungere temperature molto elevate, fino a 1.175°C, a vantaggio di un avviamento a freddo ancora più efficiente. L’adozione di un albero di equilibratura poi, assicura un’ulteriore riduzione delle vibrazioni ai regimi più alti, mentre l’attivazione elettrica del turbocompressore a geometria variabile aumenta l’efficienza del complesso. Il motore è dotato di catalizzatore DPNR (Diesel Particulate NOx Reduction) a quattro vie, che riduce simultaneamente NOx e PM (particolato), rimanendo ben al di sotto della normativa antinquinamento Euro 4. Il cambio è manuale a 6 rapporti. In alternativa, la Casa propone un V6 da 2.5 litri a iniezione diretta di benzina da 204CV con fasatura variabile delle valvole. In abbinamento, si può scegliere un cambio manuale a 6 rapporti o automatico a 6 marce con selezione sequenziale. La rigidità torsionale del corpo vettura è garantita, tra gli altri, dall’impiego d’alluminio per il cofano e per i componenti delle sospensioni (anteriori a doppio braccio oscillante e posteriori Multilink).

Saab 9.3 Sport Hatch: un 2.8 con un turbo a doppia girante
In vendita dal prossimo settembre, la versione familiare della Saab 9.3, la Hatchback, monterà un nuovo V6 a benzina da 2.8 litri turbocompresso con due step di potenza: 230 e 250CV. Il nuovo propulsore è costruito interamente in alluminio, presenta le due bancate inclinate fra loro di 60° e quattro valvole per cilindro, azionate da una doppia catena dentata che riduce i costi di manutenzione. I pistoni sono raffreddati da getti d’olio sotto le camicie e sono dotati di fasce elastiche ad alta tenuta. Le bielle d’acciaio sono sinterizzate e forgiate, le valvole di uscita sono riempite al sodio per migliorare il raffreddamento dei gas di scarico. La coppa dell’olio è in alluminio e l’albero motore a quattro supporti è realizzato in una microlega di acciaio ad alta resistenza. Il turbocompressore a doppia girante è un Mitsubishi TDO4-15TK raffreddato a liquido e lavora a una pressione massima di 0,7bar. I collettori di scarico a doppia parete realizzati in acciaio inossidabile idroformato minimizzano le emissioni inquinanti a motore freddo.

Toyota Avensis 2.2 D-4D Clean Power, con motore Lexus
La berlina della Toyota, l’Avensis, dispone del nuovo propulsore da 2.2 litri Turbodiesel Common rail con 177CV di potenza, condiviso con la “sorella” Lexus IS 200. Per le caratteristiche tecniche quindi, basta vedere alla voce Lexus. Il cambio manuale a 6 marce impiega un sincronizzatore multicono, che rende il complesso molto più preciso e fluido nel funzionamento.

Volkswagen Passat in “diretta” anche con la benzina
È più lunga di quasi 5cm, più larga di 2 e anche leggermente più alta: la nuova Volkswagen Passat, con un passo di 2.710mm, offre quattro nuovi motori a benzina e tre Diesel, quasi tutti a iniezione diretta e omologati Euro 4. Quelli a benzina a iniezione diretta sono: un 1.6 da 115CV, un 2.0 da 150CV e, sovralimentato, da 200CV, e un V6 di 3.2 litri da 250CV; il 1.6 da 102CV invece è dotato di iniettori nel condotto di aspirazione. Ecco i Diesel, a iniezione diretta con sistema pompa-iniettore: un 1.9 da 105CV, un 2.0 da 140CV e un 2.5 da 170CV. Il cambio DSG con doppia frizione a 6 rapporti è disponibile inizialmente solo per il 2.0 litri TDI e solo in seguito anche per il V6 3.2. I motori a benzina da 115CV, 150CV e 200CV possono essere abbinati a un cambio automatico Tiptronic a 6 rapporti.

Che “cattive” queste berlinette sportive!

Parliamo della Bmw Serie 1, della Ford Foscus ST e della Opel Astra OPC. Tutte e tre hanno motori con oltre 200CV di potenza. In particolare, la prima è dotata di un 3.0 litri da 258CV, presente anche sulla Serie 3 ed è a trazione posteriore; la Focus ha 220CV e trazione anteriore; l’Astra ha 240CV e trazione anteriore.

Bmw 130i, che progressione!
Il sei cilindri da 3.0 litri e 258CV con basamento in magnesio e alluminio entra a far parte anche della “piccola” Serie 1 (per le caratteristiche del motore si veda la Bmw Serie 3). Lunga 4.230mm, come la berlina di pari cilindrata, è equipaggiata di serie con pneumatici Runflat, spia foratura gomme, luci freno a due livelli d’intensità, controllo dinamico della stabilità DSC, bloccaggio elettronico del differenziale, gestione della trazione e assistenza di frenata in curva.

Ford Focus ST, la potenza sotto controllo
La nuova Focus ST è equipaggiata con un potente cinque cilindri turbo Duratec da 2.5 litri, in grado di sviluppare 220CV, in abbinamento a un cambio manuale a 6 marce. La trazione è anteriore.

Opel Astra OPC, vuole fare la cattiva
La berlina media di casa Opel, come la monovolume Zafira, beneficia di una “iniezione” di potenza, grazie al motore da 2.0 litri sovralimentato e 240CV di potenza. In questo caso, le prestazioni sono incrementate rispetto alla sette posti: 240km/h di velocità massima e da 0 a 100km/h in meno di 7 secondi.

Tra le monovolume si fa largo Mercedes

Il silenzioso 2.2 Turbodiesel va a equipaggiare la sei posti della Honda. La Mercedes Classe B si “intrufola” in un segmento già abbastanza affollato, con l’obiettivo di prevalere. La Mitsubishi Grandis è una capiente monovolume e ha il motore Diesel della Volkswagen. La Opel Zafira è tutta nuova e dispone di una nuova gamma di motori, compreso il potente 2.0 sovralimentato sulla versione OPC. Le dimensioni sono leggermente cresciute.

Honda FR-V, finalmente anche Diesel
Oltre al 1.7 da 125CV e al 2.0 da 150CV, entrambi a benzina, finalmente arriva sulla monovolume a sei posti della Honda anche il 2.2 Turbodiesel a iniezione diretta Common rail di seconda generazione da 140CV, che equipaggia già la Accord e la SUV CRV. I consumi di carburante sono in media di soli 6,4 litri ogni 100km. L’unità interamente in alluminio a 16v si dimostra particolarmente silenziosa, grazie ai cilindri disassati, al contralbero di bilanciatura e a una coperta fonoassorbente del motore. Gli attriti vengono minimizzati soprattutto con l’impiego di bilancieri a rulli.

Mercedes Classe B, la Classe A per le famiglie
Fra la Classe A e la C, il vuoto è stato colmato con la B, una monovolume dalle dimensioni generose, in grado di rivaleggiare per abitabilità con vetture quali la Opel Zafira o la Honda FR-V. I motori, tutti omologati Euro 4 sono due Diesel e quattro a benzina. Il 180 CDI eroga 109CV di potenza con una coppia di 250Nm, il 200 CDI ha 140CV e 300Nm di coppia. Quelli a benzina: il 150 è un 1.5 da 95CV, il 170 è un 1.7 da 116CV, il 200 è un 2.0 da 136CV, che in versione sovralimentata ne sviluppa 200. I cambi possono essere meccanici o automatici, a selezione sequenziale con tecnologia a variazione continua. Motore e cambio sono disposti in posizione obliqua per “scivolare” sotto il pianale in caso d’urto.

Mitsubishi Grandis DI-D con “cuore” Volkswagen
È la nuova monovolume di casa Mitsubishi. La Grandis, disponibile entro fine anno, è a sei o sette posti. Il motore è il 2.0 litri
Volkswagen da 136CV e 310Nm di coppia massima, dotato di sistema pompa-
iniettore.

L’Opel Zafira è cresciuta
Leggermente meno compatta della prima generazione, la nuova Opel Zafira è ora lunga 4.467mm, larga 1.776mm e alta 1.637mm, con un passo di 2.703mm. Conserva i sette posti, con la terza fila di sedili più spaziosa, e propone un’ampia gamma di motori a benzina da 1.6 a 2.2 litri (da 105 a 200CV) e Turbodiesel a iniezione diretta Common rail di 1.9 litri nelle varianti da 101, 120 e 150CV. I cambi proposti saranno manuali a 4 o 6 rapporti o automatici a 5 o 6 marce. La commercializzazione è prevista per l’autunno. È in programma anche una versione sportiva, la Zafira OPC (Opel Performance Center), equipaggiata con un 2.0 litri sovralimentato mediante turbompressore in grado di erogare 240CV e spingere la monovolume a 100km/h in meno di 8 secondi, per una velocità massima di 231km/h. L’impianto frenante è sovradimensionato: i dischi anteriori hanno un diametro di 321mm e quelli posteriori di 278mm.

Audi e Bmw, trazione integrale per entrambe e che motori!

Nuovi motori a benzina per la Serie 5 e ritorno della trazione integrale permanente. In casa Audi, per l’A6 Avant, oltre alla trazione integrale, c’è un dispiego di motori per tutti i gusti, anche se non per tutte le tasche: si parte dal 2.0 litri Turbodiesel da 140CV per arrivare al 4.2 V8 da 335CV.

Audi A6 Avant va con la “diretta”
Lunga 4.930mm, larga 1.860mm e alta 1.460mm, la nuova A6 in versione familiare è disponibile sia con trazione anteriore, sia integrale e con sei motorizzazioni, tre a benzina e tre Turbodiesel, tutte omologate Euro 4: un 4,2 V8 da 335CV e 420Nm di coppia massima, un 3.2 V6 a iniezione diretta benzina da 255CV e 330Nm, un 2.4 V6 da 177CV e 230Nm, un 3.0 V6 TDI da 225CV e 450Nm, un 2.7 V6 TDI da 180CV e 380Nm e un 2.0 TDI da 140CV e 320Nm. I due sei cilindri TDI possono essere richiesti in combinazione con il filtro antiparticolato, il quattro cilindri 2.0 TDI lo prevede come optional. I motori a sei e a otto cilindri a V presentano un angolo tra le bancate di 90° e una distanza tra i cilindri di 90mm; i relativi alberi a camme sono azionati da catena senza manutenzione e la distribuzione è attuata da levette oscillanti a rullo a basso attrito. Rispetto al modello precedente, l’A6 Avant ha una rigidità torsionale incrementata del 25% e per quanto riguarda l’architettura sospensiva si segnala l’avantreno a quattro bracci e l’asse posteriore a bracci trapezoidali con controllo direzionale. A richiesta si possono ordinare le sospensioni pneumatiche adattative.

Bmw Serie 5, ritornano le 4 ruote motrici
Nuovi motori per la gamma Serie 5 e trazione integrale per alcuni modelli. La 523i ha 177CV con coppia massima di 230Nm, la 525i ha 218CV e 250Nm di coppia, la 530i ha 258CV e 300Nm di coppia (per le caratteristiche, si veda la Bmw Serie 3). A queste si aggiungono la 525xi e la 530xi a quattro ruote motrici. Il principio di funzionamento
dell’Xdrive è lo stesso dei SUV X3 e X5, mentre le parti hardware e software sono state adattate alle esigenze della berlina. Nel transfert si trova la componente centrale di questo sistema, la frizione a lamelle a gestione elettronica, che dirotta, a seconda del caso, la coppia anche completamente all’assale anteriore. Normalmente però la ripartizione è al 60% posteriore e al 40% anteriore. Per funzionare al meglio, si avvale delle informazioni ricevute dal DSC (Dynamic Stability Control) contenente nuove funzionalità: l’Hill Start Assist, l’assistente di partenza in salita, il Brake Stand-by, l’assistente delle frenate d’emergenza, il Rain Brake Support, l’asciugamento dei dischi in caso di umidità, il Fading Compensation, per una frenata efficace anche in caso di surriscaldamento dei dischi e il Soft Stop, che riduce la pressione d’arresto per frenate leggere. L’HDC (Hill Descent Control) infine, consente di muoversi a passo d’uomo magari nelle discese ghiacciate, come se si fosse in presenza di un gruppo di riduzione al cambio.

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