Articoli | 06 July 2017 | Autore: Osservatorio Revisione Veicoli

Revisioni: è iniziato il conto alla rovescia

Un anno fa il mercato revisioni entrava in recessione e la vita dei centri si è fatta più dura, ma il peggio deve ancora venire. Tra 120 giorni inizia la fase critica, ma pochi sono pronti.

Settembre 2016: dopo 20 anni di crescita ininterrotta il mercato revisioni viveva la prima recessione della sua storia.
Benché prevedibile e previsto con largo anticipo da Osservatorio Revisione Veicoli, l’arrivo della crisi è stato ignorato da tutti. Volutamente o meno, non importa.
Nessuno tra istituzioni, associazioni di categoria, produttori e distributori di attrezzature e servizi, media e, soprattutto, i centri di revisione - con rare eccezioni - ha preso sul serio questo allarme. Quasi che la faccenda non li riguardasse. Anzi, c’è perfino chi si è lamentato perché quelle previsioni potevano turbare il mercato.
 
Turbare il mercato? In un Paese come il nostro è impossibile.  
E, infatti, nuovi centri hanno continuato ad aprire indiscriminatamente. Quelli esistenti hanno continuato a vivere alla giornata alzando la saracinesca al mattino, aspettando che entrasse qualcuno e tirando giù la saracinesca alla sera.
“La recessione? Boh, quando arriverà, vedremo il da farsi.”
Poi la recessione è arrivata puntuale e “il da farsi”, per molti, si è tradotto in “facciamo sconti” (oggi 15 euro sono la regola, con punte di 20 e il limite toccato in Sicilia di 21,88 euro).
Per altri invece è diventato “facciamo revisioni facili” (che spesso significa false).
Per i più si è limitato a un rassegnato “adda passà ‘a nuttata”.
Tra quattro mesi la situazione si complicherà.
Guardando il grafico della figura 1, si potrebbe pensare che sì, è dura, ma non così tragica; in fin dei conti i volumi sono ancora elevati.
È solo apparenza: se raffrontiamo la previsione 2018 con il 2016, anno di confronto (vedi figura 2), vediamo chiaramente che, per la seconda volta, la variazione sul biennio è negativa (la prima è del 2017 sul 2015).
L’analisi anno su anno mostra che, nel 2018, avremo un calo rispetto al 2017 di oltre 430.000 veicoli. Il primo scossone lo abbiamo avuto proprio con l’anno di inizio recessione, il 2016, con 453.000 revisioni in meno rispetto al 2015.
Dopo un lungo periodo in cui le differenze tra gli anni erano sempre più piccole, di colpo sono aumentate sensibilmente e la botta si è fatta sentire.
Si potrebbe obiettare: “Però i valori degli anni pari precedenti sono inferiori alla previsione del 2018 e il 2016 è addirittura superiore. Quando le revisioni erano più basse la situazione non era così drammatica”.
Al di là che lo era o, quantomeno, lo stava diventando, manca un particolare importante per avvalorare l’obiezione: il numero dei centri.
E il numero di centri impatta sul revisionato (medio) di tutti gli operatori del mercato.
Se il trend di crescita si mantiene costante, da qui al 2020 potremmo avere più di 9.500 centri.
Cosa accadrà allora ai volumi (medi) di ciascun centro? Lo mostra chiaramente il grafico della figura 3. Nel 2018 è previsto un calo del 6,4% del revisionato rispetto al 2017; nel 2019 ci sarà un irrilevante +0,7%; nel 2020 è previsto un altro calo del 3,9%.
In tre anni i centri attuali si devono aspettare una contrazione dei loro volumi del 9,4%.
Stime, certo, ma la realtà non sarà poi così lontana.
Chi può perdere 64 revisioni ogni 1.000 il prossimo anno? E 94 nel 2020?
Un -6,4% equivale ad avere perso il mese di dicembre. E un -9,4% equivale ai volumi di maggio.
Bisogna prendere i dati storici e vedere quante revisioni sono state fatto in quei due mesi.
Ecco, il rischio è di perderle tutte (e forse anche di più perché questa è una media).
 
Cosa potrà accadere nella fase acuta della recessione?
Lo scenario peggiore (ma altamente probabile) è un aumento degli sconti sulla tariffa a 20 euro con punte anche di 25.
Ci sarà una crescita degli illeciti, con sempre più centri disposti a passare tutto pur di avere clienti e sopravvivere. In fin dei conti la domanda di revisioni facili e false è molto forte in Italia.
Già a marzo 2018 sapremo se sarà così.
Intanto è iniziato il conto alla rovescia: ci sono quattro mesi per informarsi, studiare i numeri del mercato locale, analizzare la concorrenza e definire una strategia per il 2018.
Certo, è difficile e impegnativo; molto più comodo aspettare che passi la nottata.
 
L’analisi completa è pubblicata su www.osservatoriorevisioneveicoli.com
 

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