News | 18 May 2026 | Autore: redazione

​UFI in Formula 1: quando il filtro fa la differenza

Dalla pista di Fiorano del 1977 ai paddock del 2026: come un'azienda italiana è diventata punto di riferimento mondiale nella filtrazione per la Formula 1, trasformando ogni sfida sportiva in innovazione per i veicoli di tutti i giorni.


Nell'elegante cornice dell'Hotel Principe di Savoia di Milano, lo scorso 8 maggio il Gruppo UFI ha tenuto una conferenza stampa destinata a lasciare il segno.
 
Sul palco, Giorgio Girondi, Presidente del gruppo, e Davide Moletta, responsabile dell'Advanced Applications Division, hanno raccontato una storia di eccellenza italiana che inizia in pista e arriva dritta nei motori delle vetture di serie: "Dalla pista alla strada… e ritorno".

11 team su 11: un traguardo senza precedenti

Per la stagione 2026 del Campionato Mondiale di Formula 1, UFI fornisce sistemi di filtrazione a tutti e undici i team in griglia. Un risultato costruito anno dopo anno - nove team su dieci nel 2024, dieci su dieci nel 2025 - che oggi si traduce in non meno di 110 filtri UFI presenti a ogni Gran Premio, per un totale di oltre 6.000 elementi filtranti nell'arco della stagione.

Ma UFI non fornisce solo qualche componente. Ogni vettura, infatti, monta fino a 15 diversi componenti UFI, che coprono tutte le aree critiche: i filtri dell'olio motore (principale, secondari e last chance), i filtri della benzina sui circuiti ad alta pressione (fino a 500 bar) e bassa pressione, il filtro aria, i filtri per i liquidi di raffreddamento del motore e della componente ibrida, fino ai filtri per i circuiti idraulici che governano freni, idroguida e ali mobili. Una fornitura totale, dunque, nessun sistema escluso.

Soluzioni taylor made, in dialogo costante con i team

Ogni filtro è realizzato su misura per ogni scuderia, nel massimo rispetto della riservatezza richiesta da ciascun team. Non esistono componenti standard: forma, dimensioni, tipologia delle fibre e misure della superficie filtrante sono definite in un dialogo continuo e diretto tra gli specialisti dell'Advanced Applications Division UFI e i progettisti di ciascuna squadra.
 

I team possono richiedere modifiche anche nel corso della stagione, per adattarsi ai diversi circuiti o agli sviluppi della vettura: UFI risponde con tempi di progettazione e realizzazione estremamente rapidi, garantendo assistenza 24 ore su 24, 365 giorni l'anno. Un servizio artigianale nell'approccio, industriale nella precisione.

I filtri sono sviluppati e prodotti interamente nello stabilimento di Marcaria, in provincia di Mantova, dall'Advanced Applications Division UFI, fondata nel 1999.

Un'alleanza nata nel 1977, su un'autostrada

La storia di UFI in Formula 1 ha un inizio quasi leggendario. Nel 1977, due ingegneri della Ferrari percorrevano l'autostrada A22 del Brennero quando notarono su un capannone di Nogarole Rocca la scritta "Universal Filters Italia". Si fermarono. Da quell'incontro nacque una collaborazione destinata a cambiare la storia della filtrazione motoristica.

I primi test si tennero a Fiorano, alla presenza di Enzo Ferrari. Niki Lauda, dopo alcuni giri al volante della 312 T2, scese dalla vettura: grazie al verdetto in dialetto modenese - "Bón, la màchina l'è prônta, al fìlter al tèn" - UFI entrava ufficialmente nel mondo della Formula 1.
 
Il 16 luglio 1978, al Gran Premio di Gran Bretagna a Brands Hatch, Carlos Reutemann conquistò la vittoria con una Ferrari 312 T3 equipaggiata con i filtri UFI: la prima di una lunga serie.
Da allora, ogni evoluzione tecnica della F1 - dai motori V10 ai V8, fino ai V6 ibridi del 2014 e alle nuove power unit del 2026 - ha trovato UFI pronta a rispondere con soluzioni sempre più avanzate.

Il titanio, i nuovi carburanti e la sfida del 2026

La ricerca sui materiali è una costante della storia UFI in F1. Negli anni Novanta, quando i filtri avvitabili avevano raggiunto il loro limite tecnologico, l'azienda sviluppò, ancora in collaborazione con Ferrari, il primo filtro con struttura in titanio: stesso volume, metà del peso. Oggi, rispetto al chilogrammo abbondante del filtro degli anni Settanta, quello dell'olio pesa appena 62 grammi.
Per i supporti dei filtri, UFI utilizza alluminio Ergal, acciaio inox e titanio a seconda delle pressioni in gioco, mentre per i media filtranti - denominati FormulaUFI - si impiegano tre famiglie di materiali: fibra di vetro, fibre polimeriche e acciaio sinterizzato. Per gli incollaggi, vengono adottati adesivi mutuati dall'industria aeronautica.

Il regolamento tecnico 2026 ha introdotto sfide inedite, in particolare sul fronte dei carburanti sostenibili. L'Advanced Applications Division UFI ha analizzato i filtri usati dai team durante la sperimentazione delle nuove benzine, rilevando contaminanti inattesi generati dall'interazione tra i nuovi carburanti, gli oli innovativi e i componenti del motore. Un problema individuato in anticipo, grazie al know-how maturato decenni prima nel trattare biodiesel e GPL.

Dalla pista alla strada, e viceversa: lo sport come scuola

Il tema scelto per la conferenza "Dalla pista alla strada… e ritorno" riassume perfettamente la filosofia del gruppo. La Formula 1 è tra le scuole più severe che esistano: impone tempi di ideazione e soluzione dei problemi senza paragoni, forgia professionalità d'eccellenza e non ammette compromessi tra qualità e affidabilità. Ogni sfida affrontata in pista accelera competenze che poi si trasferiscono nei processi industriali e nei prodotti di serie. È così che si formano gli ingegneri migliori, ed è così che nascono le soluzioni più innovative.

In F1, dove il focus non è il costo, ma qualità e affidabilità assolute, UFI sviluppa metodologie e materiali che poi migrano nei prodotti per il mercato di serie. Ma il trasferimento tecnologico funziona anche in senso inverso: le fibre sintetiche oggi montate sui filtri olio e benzina delle monoposto, ad esempio, non nascevano per le competizioni, ma per l'automotive. Dalla pista alla strada, dalla strada alla pista: un ciclo virtuoso che rende ogni soluzione più avanzata, affidabile ed efficiente.

Un'eccellenza italiana con respiro globale

UFI non è però solo Formula 1: è un campione italiano dell'industria con una proiezione internazionale di primo piano. Fondata nel 1971 a Nogarole Rocca (VR) e oggi guidata dal Presidente Giorgio Girondi, l'azienda conta oltre 4.300 professionisti in 21 paesi, 22 siti produttivi e un fatturato 2025 di circa 600 milioni di euro - cresciuto di quasi il 60% dal 2020. 
In primo equipaggiamento, UFI copre il 95% dei brand automobilistici mondiali, servendo anche i costruttori che rappresentano il 50% della produzione globale di veicoli pesanti. Oltre il 5% del fatturato viene reinvestito in Ricerca & Sviluppo, con 360 brevetti internazionali attivi.

La presenza in Cina è invece una storia a sé: già dal 1982, UFI è stata tra le prime aziende italiane a cogliere le opportunità del mercato cinese. Dopo i primi contratti di engineering con il governo di Pechino, l'azienda ha costruito nel tempo sette stabilimenti propri in Cina,  tra Shanghai, Chongqing e Changchun, culminati nel maggio 2024 con l'inaugurazione di UFI Green a Jiaxing: 42.000 mq di superficie, 45 milioni di euro di investimento, dedicati al thermal management e ai nuovi media filtranti a basso impatto ambientale.

L'idrogeno: la prossima frontiera

La conferenza milanese è stata anche l'occasione per proiettare lo sguardo oltre il presente. UFI ha illustrato la propria visione sul futuro della mobilità, indicando nell'idrogeno uno dei suoi pilastri strategici. 
La divisione UFI HYDROGEN, nata nel 2023, è dedicata allo sviluppo e all'industrializzazione di tecnologie per l'idrogeno verde, con le membrane PEM (Proton Exchange Membrane) MEA CCM, applicate sia alla produzione sia all'utilizzo dell'idrogeno nella mobilità a zero emissioni. 

Un impegno concreto, non solo dichiarato: nello stabilimento di Jiaxing, 5.000 mq sono già dedicati a UFI HYDROGEN, con possibilità di espansione fino a 15.000 mq, anche grazie al memorandum d'intesa siglato nel 2023 con Sinopec Enze Fund, uno dei più grandi gruppi petroliferi del mondo. L'80% dei nuovi progetti dell'intero gruppo è oggi orientato alle tecnologie verdi.
Dalla piccola azienda di Nogarole Rocca che nel 1977 aprì le porte a due ingegneri Ferrari, al gruppo globale che oggi punta sull'idrogeno verde: il percorso di UFI dimostra , quindi, che innovazione e competizione, quando camminano insieme, portano lontano.

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Tags: filtri ufi filters formula 1 ufi ufi hydrogen

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