
Tredici tappe in due mesi per incontrare 1.500 officine e 150 ricambisti: Magneti Marelli Parts & Services inaugura il tour Checkstar Days 2026 dal Museo Alfa Romeo di Arese con un messaggio che sa di patto, la filiera non può più fare da sola.
Sabato 3 ottobre il Museo Alfa Romeo di Arese, luogo legato come pochi al mondo dell'auto, ha aperto le porte ai Checkstar Days, il tour con cui Magneti Marelli Parts & Services va incontro alla propria rete attraverso tredici tappe da nord a sud, due mesi di appuntamenti e un obiettivo ambizioso: stringere la mano a 1.500 officine Magneti Marelli Checkstar e 150 ricambisti. Ad Arese ne erano arrivate circa 300.
A dare il benvenuto è stato Franco Ortelli, Head of Aftermarket EMEA, che ha scelto di partire dalla gratitudine: le officine, ha spiegato, sono il punto di arrivo e il motore del lavoro di Magneti Marelli Parts & Services. Un legame forte, perché rappresentano il valore di una filiera che, per funzionare, ha bisogno del contributo di tutti.
Da quel ringraziamento è passato a raccontare un mercato in forte trasformazione, dove i modelli cambiano e gli automobilisti diventano più esigenti, tanto che il meccanico di oggi si avvicina a un ingegnere più di quanto si pensi, tra meccanica, software e perfino marketing. È un mestiere trasversale come pochi, e proprio per questo non si può più restare soli: affrontare il futuro significa investire in professionalità e formazione e ascoltare chi lavora sul campo, perché nessuna tecnologia può sostituire l'esperienza di chi risolve i problemi. Da questa convinzione nascono perciò i Checkstar Days 2026, pensati per aprire un canale sulle esigenze delle officine e per ribadire che l’azienda vuole essere un partner e non solo un fornitore, impegnato a migliorare il lavoro di ogni giorno.
È su questo legame che Raimondo Di Sciacca, Italy Sales & Marketing Manager – Technical Services, ha costruito il suo intervento, ricordando che dietro la rete Magneti Marelli Checkstar c'è l’esclusiva di essere legato a un componentista: il gruppo Marelli con otto divisioni che vanno dal lighting al motorsport fino all'aftermarket. Ed è proprio attraverso la divisione aftermarket che l’azienda si rivolge direttamente all'autoriparatore, con una gamma che copre meccanica, carrozzeria, manutenzione, elettrico ed elettronica, fluidi e lubrificanti, con l'obiettivo di accompagnare l'officina nelle diverse esigenze di intervento.
Dalla storia si è passati al lavoro quotidiano con Vanni Tosini, Technical Equipment Manager EMEA, a guidare i presenti tra le attrezzature, dal clima alla diagnosi, dalla chimica al software, tra hardware e servizi.
Particolare attenzione è andata a ibrido ed elettrico, per i quali l'azienda sta sviluppando sempre più prodotti, come la Wall Box, l'E-Lifter 1.4 e il tester di isolamento, pensato per la sicurezza di chi opera su questi veicoli. Accanto a loro hanno trovato spazio il carrello da 84 attrezzi nato dalla collaborazione con 3D Beta, l'OXHYDRO Carbon Cleaner e, sul fronte del clima, la gamma Alaska e il nuovo kit di manutenzione e ricarica per impianti A/C a R744 (CO2), che promette investimento minimo per una manutenzione a regola d’arte.
Lo sguardo si è poi allargato a una nuova opportunità di business per l’officina, la riparazione dei danni lievi con la tecnica PDR, Paintless Dent Repair, che non richiede verniciatura: una linea dedicata con tirabolli digitali e analogici per acciaio e alluminio, kit antigrandine e percorsi di formazione ad hoc a Corbetta.
Perché l'officina possa crescere, però, servono anche strumenti che vadano oltre il prodotto. Ne sono un esempio l'accordo con PAY3, che permette all'officina di incassare subito l'intero importo della riparazione, offrendo al cliente finale la possibilità di rateizzare fino a 24 mesi attraverso 13 modalità di pagamento, e la collaborazione con Kiwa Italia per il SERMI, la certificazione obbligatoria dal 1° febbraio 2025, accompagnata dall'invito a certificarsi perché è fondamentale. C'è poi l'intesa con Microlino, una proposta riservata ai riparatori della rete, che affianca l'azienda al marchio nella manutenzione dei suoi veicoli.
Sul fronte ADAS, infine, Magneti Marelli Parts & Services propone oggi la calibrazione a pannelli digitali anziché fisici, con uno schermo Smart su cui compaiono i pannelli di calibrazione in formato digitale e un sistema laser con centratura di precisione e fascio verde per posizionamento e regolazioni, partendo da un principio semplice: senza una buona convergenza non esiste una buona calibrazione. Da qui il Convergence Check, che integra una tecnologia tridimensionale avanzata, e con l’aiuto di cavalletti e pedane dedicate, permette la convergenza anche con ponti a 4 colonne o a forbice.
Tornato sul palco, Di Sciacca ha poi ricordato che anche l'immagine conta, e che per questo l'azienda propone un abbigliamento coordinato capace di trasmettere professionalità all'automobilista. Ha inoltre sottolineato l’importanza di seguire i percorsi formativi proposti da Magneti Marelli Parts & Services, dedicati sia alle nuove tecnologie sia su temi specifici come i cambi automatici, i sistemi ibridi ed elettrici che l’utilizzo dell’oscilloscopio. Spazio anche agli accordi con le flotte e alle opportunità di installazione presso piccole flotte locali, a vantaggio della rete Magneti Marelli Checkstar.
A chiudere è stato Stefano Sancassani, CEO di Magneti Marelli Parts & Services. Dopo aver ringraziato il suo team per un tour di tredici date tutt'altro che semplice da organizzare, ha affidato alle officine un discorso molto emotivo, definendole la cerniera tra l'azienda e il cliente finale e dicendosi orgoglioso di essere lì, con un pensiero che somiglia a un patto: “noi ci siamo sempre per voi, e voi ci siete sempre per noi”. Ha poi ricordato l’importanza della digital transformation all’interno dell’azienda mirato ad agevolare il lavoro della rete, portandola allo stato dell'arte della tecnologia, e l'impegno continuo su testimonial credibili sul piano umano, capaci di incarnare i valori del marchio e di vincere. Infine la frase che ha riassunto la giornata: “la rete Magneti Marelli Checkstar è più viva che mai”.
Tre domande a Raimondo Di Sciacca, Italy Sales & Marketing Manager – Technical Services, Magneti Marelli Parts & Services
Avete 1.500 officine: come funziona la selezione e come gestite le sovrapposizioni sullo stesso territorio?Cerchiamo officine con preparazione tecnica elevata e una visione ampia, una struttura e una mentalità adatte al nostro network, che credano nella rete e abbiano con noi un rapporto concreto. A volte è l'officina a chiederci di entrare, altre volte analizziamo la mappa insieme al ricambista partner e individuiamo le zone scoperte. In collaborazione con i nostri ricambisti Magneti Marelli Parts & Services (RSMM), puntiamo a garantire una presenza capillare e una copertura efficace del territorio. Per questo evitiamo sovrapposizioni tra officine nella stessa area, valutando attentamente le caratteristiche del contesto: dalle dimensioni del comune alla densità di una grande città.
Pensate di far crescere ancora la rete?
Il marchio Magneti Marelli Checkstar è nato nel 2005 e oggi lo affianchiamo alla declinazione Hybrid Electric. Con circa 1.500 officine oggi ci riteniamo in una posizione solida: copriamo tutta l'Italia e non abbiamo obblighi particolari.
Siamo arrivati anche a 1.800 negli anni, ma per noi non è rilevante la numerica, ma avere una rete di qualità.
E una rete di qualità va sicuramente sostenuta con servizi all’altezza: offriamo ad esempio il Checkstar Tech Blog, gratuito e riservato alle officine, dove gli iscritti trovano assistenza immediata da un tecnico Magneti Marelli Parts & Services o da un collega riparatore; c'è la possibilità di lavorare con le flotte con cui abbiamo accordi; ci sono gli incentive e la sponsorizzazione di eventi rivolti all'utente finale, per dare valore al marchio.
Il mercato cambia e le officine devono stare al passo: come le affiancate?
Il nostro obiettivo è mettere le officine nelle condizioni di affrontare i cambiamenti, e il PDR ne è un esempio. Nella rete Car Body Network abbiamo ancora circa 200 carrozzerie, ma per questo servizio abbiamo scelto un percorso diverso: offrire al meccatronico una nuova opportunità di business. Non per fargli fare il carrozziere, ma per valutare un servizio in più, visti gli eventi meteorologici degli ultimi anni, con fenomeni grandinigeni sempre più frequenti, e il fatto che in alcuni casi il lavoro tende a diminuire per un periodo. Per questo proponiamo oggi una linea dedicata ai danni lievi, con una gamma di tirabolli digitali e analogici, sia per acciaio sia per alluminio, e tre kit antigrandine: il kit a colla entry, il levabolli set da 25 pezzi, ideale per le ammaccature da parcheggio o da grandine, e il levabolli soft kit, adatto sia ai principianti sia ai professionisti, oltre alle lampade LED. Insomma, abbiamo scelto di portare la rete verso una specializzazione in più. Riparare un'ammaccatura senza dover verniciare è un'opportunità che si innesta bene con il lavoro quotidiano di un'officina, e trattandosi di un mestiere comunque nuovo per loro ci vuole formazione: al Technical Training Center di Corbetta proponiamo quindi un corso base intensivo di 2 giorni, per la preparazione di base sui piccoli danni, e un percorso avanzato di 8 giorni, in 4 moduli da 2 giorni, per una crescita professionale completa. Alla fine i partecipanti ricevono un attestato.
Lo stesso vale per i veicoli cinesi: iniziano ad arrivare in officina e noi vogliamo stare al passo, perché gli autoriparatori possano operare su queste auto senza problemi. Per questo stiamo inserendo in gamma i componenti per il parco circolante asiatico e offriamo formazione sui veicoli asiatici.
E visto che il problema principale delle officine resta la ricerca di personale, abbiamo anche un accordo quadro con Future Drive Selection, collaborazioni con scuole e docenti e il programma Ready! Academy.








