News | 23 October 2026 | Autore: redazione

​ADIRA presenta la relazione sulla filiera aftermarket

Da associazione della distribuzione ad associazione di filiera: al Meeting 2026 ADIRA e FIGIEFA fanno il punto su regole europee e mercato.


Si è svolto il 21 ottobre all’UNA Hotel Expo Fiera Milano di Pero (MI) il Meeting 2026 di ADIRA.

L’associazione ha presentato lo stato dell’arte del quadro normativo europeo che stabilisce, e stabilirà, le regole della concorrenza nel settore del post vendita automotive. L’appuntamento cade a un anno dall’assemblea straordinaria del 22 ottobre 2025, che ha aperto l’associazione ad altri comparti della filiera indipendente.

Da associazione della distribuzione ad associazione di filiera

Con il nuovo statuto, ADIRA, nata nel 2004 per rappresentare la sola distribuzione indipendente di ricambi, è diventata l’associazione degli operatori indipendenti della rete aftermarket nel loro complesso. Oggi riunisce 76 imprese e gruppi associati, in rappresentanza di circa 500 operatori, con un fatturato aggregato di circa 3 miliardi di euro.
 
Accanto alle oltre 50 realtà della distribuzione auto, truck e moto, aderiscono una ventina di imprese delle nuove categorie: produttori di componenti, aziende del remanufacturing, editori di dati tecnici e commerciali, fornitori di servizi tecnici e telematici, società di formazione e di consulenza. L’ampliamento ha già portato a un dialogo tecnico e giuridico con i costruttori cinesi presenti in Italia su accesso a ricambi, informazioni tecniche e dati del veicolo.

“Non si è trattato di un cambiamento soltanto formale”, ha dichiarato il presidente Piergiorgio Beccari. “Oggi non rappresentiamo più un singolo segmento, ma un insieme di attori con interessi interdipendenti. Possiamo presentarci a costruttori e istituzioni, italiane ed europee, con una voce sola: quella di una filiera che chiede condizioni di concorrenza effettive per l’intero mercato indipendente, non per una sua parte”.

FIGIEFA: le sfide europee dell’aftermarket

Ad aprire i lavori è stato Alessandro Salimbeni, Senior Policy Advisor di FIGIEFA, la rappresentanza europea delle associazioni nazionali della distribuzione (19 associazioni in 18 paesi e 5 gruppi commerciali internazionali), di cui ADIRA è membro. Nel suo intervento, “FIGIEFA e le sfide europee del settore aftermarket automobilistico”, Salimbeni ha ribadito l’importanza di presidiare le attività di regolamentazione. Nel campo delle informazioni tecniche il lavoro fatto negli anni sta portando buoni risultati. Per le informazioni “on board”, oggi regolate dal Data Act, il rischio è diverso: la norma non è specifica per il mercato automotive e potrebbe non essere abbastanza incisiva e puntuale sull’esigenza di condividere in tempo reale tutte le informazioni che il veicolo produce durante il suo movimento.

Salimbeni ha passato in rassegna i principali dossier legislativi europei: il Data Act e la sua revisione nel Digital Omnibus, il regolamento di esenzione per categoria MVBER, il nuovo atto sull’omologazione 2026/699, il regolamento sui veicoli fuori uso e gli obiettivi sulle flotte aziendali a emissioni zero.

Sull’accesso ai dati del veicolo, il test sul campo di Caruso ha valutato 15 casi d’uso di riferimento. I requisiti formali del Data Act risultano ampiamente rispettati dai costruttori, ma le soluzioni attuali non consentono servizi multimarca professionali e scalabili: “conformità formale non è usabilità pratica”. La relazione Caruso indica chiaramente quanto sia ancora lontano l’obiettivo di poter utilizzare le informazioni generate dal veicolo nel mercato post vendita. D’altra parte, le attività di lobby dei costruttori sono estremamente efficaci rispetto alla capacità del post vendita automotive di far sentire la propria voce.

Salimbeni ha poi presentato la campagna #WeDriveEU, rivolta a oltre 100 decisori politici, economici e dei media per portare l’aftermarket al centro dell’agenda europea. Ha infine ricordato il ruolo delle associazioni nazionali come ADIRA: dialogare con il governo italiano e con i 76 eurodeputati italiani, e raccogliere i dati che sostengono l’azione di FIGIEFA a Bruxelles.

La relazione sulla filiera aftermarket Italia 2026

Andrea Boni, responsabile Comunicazione e Mercato di ADIRA, e l’avv. Piergiorgio Beccari hanno presentato la seconda edizione della Relazione, che unisce macro-indicatori, approfondimenti internazionali, un’indagine sui ricambi originali nel canale indipendente e l’analisi dei nuovi regolamenti europei.
 
Boni ha illustrato alcuni dati. Il mercato della riparazione indipendente mostra una forte consistenza nei numeri, anche se condizionato dalle dinamiche inflazionistiche dei prezzi. I ricambi OE mantengono un ruolo sempre importante, soprattutto in carrozzeria ed elettronica, per ragioni di disponibilità e di mancanza di offerta aftermarket.

Questi i principali elementi emersi:
    • Un mercato frenato dal potere d’acquisto. Il contributo di un circolante ampio e maturo è compensato dall’inflazione che, anche a causa della situazione internazionale, erode la capacità di acquisto degli automobilisti e rallenta la crescita dei fatturati della distribuzione. I dati GIPA Italia sulle officine meccaniche indipendenti indicano passaggi a +2,1% e fatturato per passaggio a +5,6% nel primo semestre, con una frenata nel secondo trimestre: la crisi arriva “dal basso”.
    • In Italia circolano 42 milioni di vetture, con un’età media di circa 13 anni e 709 auto ogni 1.000 abitanti, record europeo. Nel primo semestre 2026 le immatricolazioni sono cresciute del 9,7% e i passaggi di proprietà dell’usato hanno superato i 3,7 milioni.
    • L’avanzata della Cina. I costruttori cinesi valgono il 13,9% delle nuove immatricolazioni, quota quasi raddoppiata, che assorbe gran parte della crescita complessiva.
    • Le auto elettriche circolanti sono 400.000, l’1% del parco, ma le immatricolazioni sono in significativo incremento. Secondo Motus-E il parco ricaricabile si attesterà tra 7,8 e 9,2 milioni di veicoli nel 2035.
    • Il nodo dei ricambi originali. L’indagine ADIRA su 409 operatori (176 della distribuzione, 233 della riparazione) mostra un’ibridazione tra OES e IAM ancora a uno stadio iniziale, in cui il ricorso al ricambio originale non ha le caratteristiche di un business strutturato.


“L’indagine sui ricambi originali, diffusa attraverso i nostri soci e le loro reti, dimostra il valore di una base associativa che copre l’intera filiera”, ha commentato Boni. “La domanda di originale delle officine che la distribuzione indipendente non riesce a soddisfare si orienta verso il canale ufficiale. È un’area di business ancora poco strutturata”.

Le nuove regole

La chiusura è stata affidata al presidente, l’avv. Piergiorgio Beccari, che ha informato la platea sui tempi di entrata in vigore del regolamento che supererà il “secure gateway”: l’accesso alle informazioni tecniche sarà gratuito e basato sulla certificazione del riparatore (Regolamento UE 2026/699). Anche il mercato del ricambio usato, ricondizionato e rigenerato avrà un ruolo importante nella riparazione grazie al Regolamento ELV 2026/1738, in vigore dal 13 agosto 2026, che dà piena dignità giuridica a questi ricambi e ne aumenterà la quota nelle riparazioni.

Il cambiamento coinvolgerà in primis i costruttori, obbligati a produrre veicoli facilmente smontabili, con l’obiettivo di recuperare fino all’85% dei componenti utilizzati per la loro costruzione.
“Le opportunità normative andranno costruite e difese prima ancora che sfruttate”, ha concluso Beccari. “Difendere la concorrenza nell’aftermarket significa difendere il diritto a una mobilità sicura, sostenibile e, soprattutto, accessibile”.

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