News | 23 Gennaio 2015 | Autore: Redazione

Sequestrati ricambi Ferrari trovati in un capannone abusivo. Alcuni provenivano dal magazzino della Casa del Cavallino

Oltre 200 parti di ricambio di autovetture Ferrari di provenienza illecita sono state sequestrate a Modena dalla Finanza. Le indagini sono partite su segnalazione diretta della nota casa produttrice, che ha segnalato l'esistenza di un’attività di rivendita di ricambi auto a marchio proprio ma non autorizzata.

All’interno di un capannone di Modena, la Guardia di Finanza ha recentemente scoperto un vero e proprio magazzino abusivo, nel quale sono stati rinvenuti e sottoposti a sequestro numerosi pezzi di ricambio di illecita provenienza (tra cui sedili sportivi, volanti, specchietti retrovisori, fari allo xeno, paratie in carbonio, paraurti) di autovetture supersportive della nota casa automobilistica Ferrari.
L'operazione, che si è svolta nell’ambito delle iniziative volte alla tutela dei marchi e della proprietà industriale, trae origine dallo sviluppo, da parte delle Fiamme Gialle modenesi, di una notizia relativa all’esistenza di un’attività di rivendita di ricambi auto a marchio Ferrari, non autorizzata dalla casa produttrice.
Le attività investigative hanno permesso di individuare l’autore dell’illecito commercio: residente nel modenese, lavora per conto di un’impresa incaricata di compiere manutenzioni specializzate su autovetture dell’azienda di Maranello. Nello specifico, il soggetto in questione aveva il compito di trasportare componenti meccanici o di carrozzeria dalla Ferrari ai luoghi dove venivano effettuate le riparazioni.

Su delega della Procura della Repubblica di Modena sono state eseguite alcune perquisizioni locali che hanno permesso di sequestrare 217 pezzi di ricambio di cui l’indagato non è stato in grado di giustificare la lecita provenienza, e il cui valore commerciale, da una prima stima effettuata, ammonta a circa 250.000 euro.
In particolare, è stato accertato, sulla base delle attività investigative condotte successivamente al sequestro con la collaborazione della Casa del Cavallino, come una parte dei pezzi di ricambio fossero stati asportati direttamente dai magazzini della Ferrari, mentre la rimanente proveniva da quelli dell’azienda che effettuava le riparazioni. Entrambe le società hanno altresì sporto denuncia per il reato di furto aggravato. 


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