Opinioni | 03 Aprile 2020 | Autore: David Giardino

Le luci e le ombre della ripartenza
Tutti gli operatori del settore, che abbiamo sentito in questi giorni, condividono l’opinione che si debba riprendere al più presto le attività produttive, al fine di ridurre al massimo l’impatto economico della crisi sanitaria nel mese di aprile.
Un’opinione che è più una speranza, con la consapevolezza che un altro mese a giri ridotti potrebbe fermare il motore di molti.

Impressionano i numeri della vendita di veicoli nuovi (a marzo -85,4% rispetto allo stesso mese del 2019), che metteranno a durissima prova i concessionari, destinati a non poter contare su una rapida ripresa dei consumi su beni di così alto valore.
Certamente la filiera della riparazione di autovetture ha caratteristiche differenti. Proprio la mancanza di risorse economiche, infatti, potrebbe indurre il consumatore a prediligere la riparazione alla sostituzione della vettura.

Abbiamo però anche già visto com’è andata dopo la crisi economica del 2008. Una crisi che ha lasciato un buco di immatricolazioni che si sono fatte sentire nel mondo della riparazione indipendente con quattro anni di ritardo.
Pensare oggi cosa sarà fra quattro anni è sinceramente un esercizio che in questo momento non affascina più di tanto, concentrati come siamo adesso a risolvere i problemi di brevissimo termine.

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