Opinioni | 04 Settembre 2020 | Autore: David Giardino

Imprenditoria o capitale?
Il cambiamento in atto nel mondo della industria e della distribuzione, che sta progressivamente trasformando le aziende da imprenditoriali ad aziende di capitale, comporta anche dei cambiamenti significativi nelle scelte industriali e di investimento nel medio lungo periodo.

La necessità percepita e anche reale di crescita, per relazionarsi alla pari con clienti e fornitori sempre più grandi, ha indotto numerose aziende imprenditoriali sia di produzione sia di distribuzione a cedere la proprietà a società che fanno capo a fondi di investimento internazionali.
Certamente non si tratta di una novità, ma la diffusione del fenomeno e la contingenza dovuta agli effetti economici della pandemia, ha scatenato una reazione a catena, i cui effetti non hanno tardato a mostrare i primi segnali preoccupanti.

La presunta razionalizzazione delle risorse, l’ottimizzazione dei magazzini o della produzione, stanno mostrando sconcertanti cambiamenti e dimissioni più o meno indotte, che porteranno effetti tangibili sulla qualità delle aziende produttive e distributive, i cui effetti negativi potrebbero essere irreversibili.
La riduzione sistematica e irrazionale delle risorse umane, a prescindere dal valore e dalle competenze, la conseguente mancanza di visione per effettuare investimenti che possano dare continuità alla gamma del catalogo aziendale o alla strategia distributiva, comporteranno conseguenze evidenti a strutture che sino ad oggi hanno primeggiato per qualità, gamma ed efficienza.

La miopia di alcuni di allargare la gamma su prodotti sui quali non si hanno né esperienza né conoscenza, rischia di danneggiare marchi conosciuti per qualità di primo equipaggiamento, senza poi portare alcun beneficio economico sostanziale.
La reazione della distribuzione a questa confusione non può che essere di introdurre marchi privati per difendere il proprio fatturato, avendo perso la fiducia rappresentata dal marchio su molti prodotti aggiunti a complemento.
Queste scelte dettate da logiche moltiplicatrici di formule matematiche su fogli Excel non porteranno lontano le aziende che le applicano.

Ci sarà, spero, un ritorno alla imprenditoria tipica, fatta da persone competenti, grazie agli spazi inevitabili lasciati da una incapacità di leggere il locale a favore del capitale.

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